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la sentenza

Campofiorito, divieto di dimora
per il sindaco accusato di truffa


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Il gip del tribunale di Termini Imerese ha disposto nei confronti di Giuseppe Sagone, primo cittadino del paese del Palermitano, la misura del divieto di dimora. E' accusato di avere falsificato i documenti con i quali ha ottenuto un contributo di 107 mila euro (89 mila già incassati) per il restauro di una casa danneggiata dal terremoto del gennaio 1968.

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PALERMO - Il sindaco di Capofiorito (Pa), Giuseppe Sagona, è stato allontanato dal comune che amministra. Il gip del tribunale di Termini Imerese ha disposto nei suoi confronti la misura del divieto di dimora. Sagona è accusato di avere falsificato i documenti con i quali ha ottenuto un contributo di 107 mila euro (89 mila già incassati) per il restauro di una casa danneggiata dal terremoto del gennaio 1968. Ottenuti i finanziamenti, l'immobile è stato poi acquistato dallo stesso sindaco per 29 mila euro.

Ora Sagona è indagato per truffa, abuso d'ufficio, falso ideologico e falso materiale. L'abitazione destinataria del finanziamento è stata acquistata da Sagona nel 2009. I vecchi proprietari non sono riusciti ad avere i finanziamenti a causa di vari impedimenti burocratici ma soprattutto perché non si trovava riscontro della domanda di contributo al protocollo del comune. Nel 2008 però Sagona ha comunicato alla commissione competente all'elargizione dei fondi che era stata rintracciata la richiesta di contributo. Contemporaneamente ha firmato il preliminare di vendita con i proprietari dell'immobile. I carabinieri hanno però accertato che in realtà agli atti del comune non risulta alcuna richiesta di contributi e che il registro di protocollo è stato stato falsificato. Al sindaco è stata sequestrata una parte dell'immobile per un valore equivalente alla somma illecitamente percepita.