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Arrestato il presunto responsabile

Il ferimento di Musy
Un movente porta a Palermo


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Un'immagine dello sparatore

Gelosie, propositi di vendetta e concorsi a cattedra. Secondo gli inquirenti - che hanno fermato un uomo - sarebbero questi i moventi del ferimento e dell'agguato ad Alberto Musy. Una pista porta a Palermo.

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PALERMO- Svolta clamorosa nelle indagini sull’agguato ad Alberto Musy, il consigliere Udc raggiunto da quattro colpi di revolver nel cortile della propria abitazione a Torino, in via Barbaroux, il 21 marzo scorso. La polizia ha fermato un uomo, che però si dichiara innocente. Francesco Furchì, 50 anni, è il nome dell'uomo coinvolto. E' presidente dell’Associazione culturale Magna Grecia Millenium, nelle ultime elezioni comunali a Torino era candidato nella lista Alleanza per Torino, che sosteneva proprio la candidatura a sindaco di Musy.

Sono principalmente tre i moventi che, secondo gli inquirenti, avrebbero provocato il folle gesto di Francesco Furchì. Una pista porta in Sicilia e sarebbe il mancato appoggio di Musy a un concorso per cattedra universitaria a Palermo. Poi ci sono anche questioni di presunti mancati sostegni nella carriera politica e in certi investimenti.

"L’indagine - ha detto il procuratore Giancarlo Caselli - è stata lunga, paziente, faticosa, analitica. Senza esagerazione è stata un’indagine mastodontica, gigantesca, un setacciamento incredibile di una serie di figure gravitanti nell’orbita della vittima. Abbiamo impegnato le migliori risorse della procura e della polizia, spendendo un tempo infinito. È stato come il lavoro dei cercatori d’oro, che setacciano quantità incredibili di sabbia e di acqua per individuare un qualche granello".

 

 

 

La moglie Angelica: “Voglio incontrare l’attentatore”

 

«Vorrei incontrare l’uomo che ha sparato a mio marito e ha cambiato le nostre vite», avrebbe confidato agli amici Angelica D’Auvare, la moglie di Alberto Musy. Nei mesi scorsi la signora aveva rivolto un appello pubblico ad aiutare gli investigatori ad individuare «chi ha compiuto quel gesto orrendo».