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IL CASO

La guerra dei cinema
"Multisala? Un abuso edilizio"

Venerdì 01 Febbraio 2013 - 07:30
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Il Suap chiede lo stop ai lavori di costruzione della nuova multisala nell'area dell'ex stabilimento della Coca Cola, in seguito alla richiesta di alcuni cinema palermitani. "Quel progetto è un abuso edilizio", tuona l'avvocato Raimondi.

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PALERMO - Una vera e propria battaglia fatta di carte bollate, ricorsi al Tar, istanze di revoca, accuse di concessioni edilizie illegittime e omissioni, a cui si aggiunge ora anche l’invito del comune di Palermo a non proseguire i lavori. Ecco la guerra dei cinema, scoppiata a Palermo intorno alla costruzione di una nuova multisala al posto dell'ex stabilimento Sibeg Coca-Cola di Partanna Mondello.

Da un lato un gruppo imprenditoriale catanese sotto le insegne della Maxcine srl, procuratore della società immobiliare che detiene l’ex stabilimento della nota bibita statunitense, a cui fa capo anche una multisala di Catania e che dovrebbe portare il marchio “The space cinema” nel capoluogo; dall’altro un gruppo di cinema locali fra cui l’Aurora, l’Igiea Lido, l’Arlecchino, il Golden e il Metropolitan che si sono da subito opposti al nuovo centro che conterà, progetto alla mano, 11 sale di proiezione per un totale di oltre 3000 posti e servizi connessi come bar, ristorazione e sala giochi.

In mezzo un settore da tempo in crisi che ha spinto i cinema palermitani a presentare prima un ricorso al Tar, ancora pendente, e poi anche un’istanza di revoca in autotutela al Suap, lo Sportello unico per le Attività produttive, che ieri ha chiesto ufficialmente alla ditta costruttrice di presentare delle controdeduzioni invitandola anche “a non proseguire i lavori di elevazione fino all’assunzione delle decisioni di competenza”. Insomma, se non è un blocco poco ci manca.

Ma la vicenda non è certo nuova: nel gennaio del 2012 il Comune ha autorizzato la conversione dell’ex stabilimento industriale, che inizialmente prevedeva solo la ristrutturazione dell’edificio. Ma a causa di alcuni problemi di carattere sismico, le autorità hanno imposto agli imprenditori di abbattere la vecchia fabbrica e di ricostruire ex novo tutto. E un’apposita domanda viene presentata a giugno al Suap, che con celerità appena quattro mesi dopo la accoglie: si tratta di una concessione per ristrutturazione edilizia in variante, che quindi implicherebbe sì la ricostruzione, ma rispettando sagoma e superficie del demolito.

“Ma qui siamo di fronte a un totale stravolgimento dell’edificio originario – dice a Livesicilia l’avvocato Sabina Raimondi, che insieme al collega Alberto Marolda rappresenta i cinema locali - i nostri tecnici ci dicono, ma emerge anche a un occhio non esperto, che si tratterebbe di un edificio totalmente diverso nel prospetto e nella pianta. Basti pensare, per esempio, che il tetto era originariamente a cupola e ora diventa piano e dovrebbe ospitare un parcheggio, dando luogo così a una variante di destinazione d’uso per la quale non c’è una specifica autorizzazione. Inoltre segnaliamo il mancato rispetto della distanza dell’edificio con il confine di zona che è appena di 2,5 metri anziché di cinque, oltre alla mancata comunicazione alla commissione regionale prevista per legge. Insomma, secondo noi si concretizza un abuso edilizio e siamo di fronte a una concessione edilizia illegittima sotto molteplici profili”.

Rilievi che il Suap, diretto da qualche mese a questa parte da Maria Mandalà, evidentemente ha ritenuto meritevoli di attenzione tanto da invitare allo stop dei lavori di elevazione. E a sorprendere è il fatto che lo stesso ufficio abbia concesso la variante senza accorgersi delle modifiche al progetto. “Evidentemente – dice Andrea Peria, presidente provinciale dell’Associazione nazionale esercenti cinema e proprietario del Golden - le nostre argomentazioni stanno trovando riscontro, abbiamo fiducia”. Non è stato possibile invece avere una replica della Maxcine, che contattata ieri dalla nostra redazione ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Ma è indubbio che la società, in caso di stop prolungato ai lavori, non potrebbe che subirne un danno visti gli ingenti investimenti.

"Da quando si è insediata la nuova amministrazione – rileva l'assessore Marco Di Marco, da cui dipende il Suap - i nostri uffici hanno unicamente autorizzato, per ottemperare a delle prescrizioni fatte dal Genio civile, una variante all'autorizzazione originaria. Stiamo adesso facendo delle verifiche, fermo restando che di fronte a un evidente scontro fra interessi commerciali contrastanti, l'amministrazione non può assumere una posizione ideologica pro o contro alcuno, ma deve applicare la normativa. La presenza di una legislazione contrastante e poco chiara rende necessario un approfondimento, in attesa del quale abbiamo chiesto che siano sospesi i lavori. Entro pochi giorni, con l'ausilio anche dell'Avvocatura comunale, si potranno sciogliere i dubbi e decidere quindi quali ulteriori passi compiere in linea con la normativa. Ma comunque non si tratta di un abuso, non ci sono modifiche alla pianta e il parcheggio sul tetto va eliminato ma i posti auto sono già sufficienti”.

 
Ultima modifica: 02 Febbraio 2013 ore 15:12



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