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PIAZZA UNITA' D'ITALIA, Palermo

Raid al titolare del 'Mozzica Cafè'
Ai domiciliari due degli aggressori


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La richiesta dell'avvocato Calogero Vella, legale dei ventunenni Carmelo Acqua e Gaetano Di Gregorio è stata accolta dal giudice Marina Petruzzella. "Uno dei ragazzi era stato aggredito la sera prima dal titolare".

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PALERMO - Arresti domiciliari per due degli aggressori di Alessio D'Anna, titolare del Mozzica Cafè, il locale di piazza Unità d'Italia dove le telecamere, nel marzo dello scorso anno, ripresero le scene di violenza per cui la banda è stata arrestata. D'Anna denunciò prima il furto di una costosa bottiglia di champagne, poi il raid punitivo avvenuto il 9 marzo dello scorso anno. Dopo le manette, arrivate a metà dello scorso febbraio, in seguito alle indagini del commissariato Libertà, per Carmelo Acqua, di 21 anni e il coetaneo Gaetano Di Gregorio, scattano i domiciliari:

"In seguito agli interrogatori - spiega l'avvocato dei due ragazzi, Calogero Vella - siamo arrivati alla conclusione che il movente dell'aggressione cambia notevolmente. La mia istanza, che è stata accolta dal giudice Marina Petruzzella - si basava sui risultati di quanto venuto a galla dopo l'arresto. Tutt'e cinque i ragazzi, infatti, hanno raccontato di un'aggressione che sarebbe avvenuta ai danni di uno di loro, Giuseppe Farinella. L'episodio - precisa l'avvocato - si sarebbe verificato l'8 marzo del 2012 al Kandinsky, locale in cui Alessio D'anna, il titolare del Mozzica Cafè, avrebbe riconosciuto uno dei ragazzi, collegandolo al furto della bottiglia. Acqua e Di Gregorio confermano la vicenda precisando di avere visto il suo volto tumefatto, l'indomani. Sarebbe stato quindi D'Anna a dare il via alla violenza sfociata nell'episodio per cui sono scattate le manette.

I miei clienti si sarebbero recati al locale, il giorno dopo, insieme agli altri tre giovani, per un chiarimento poi sfociato nell'aggressione che le telecamere hanno immortalato. Hanno tutti ammesso la loro colpevolezza, ma c'è una differenza sostanziale tra un'aggressione di libera iniziativa ed una reazione, considerando anche le aggravanti di cui parla l'ordinanza di custodia cautelare emessa".

Il Tribunale del riesame, invece, deciderà entro il 12 marzo se accogliere la richiesta dei domiciliari per Giuseppe Farinella, il giovane che sarebbe stato aggredito: "Stando alle dichiarazioni dei ragazzi - dice l'avvocato Luigi Mattei - il 9 marzo non si sarebbero recati nel pub di D'Anna per vendicarsi della denuncia del furto. Anzi, loro smentiscono di avere rubato quella bottiglia. Nel dettaglio, Farinella, ha fornito i dettagli di quella sera al Kandinsky, ribadendo che sarebbe stato D'Anna ad innescare la violenza". Al titolare, che a gennaio ha deciso di chiudere locale, furono dati dieci giorni di prognosi.