Live Sicilia

IL CASO

Novamusa, Muos e il nucleare
Crocetta "silura" Zichichi


assessore, crocetta, zichichi, Politica

Le prime incomprensioni tra il presidente della Regione e lo scienziato subito dopo l'insediamento del governo: il conflitto di interessi tra la delega dell'assessore e l'attività del figlio. Poi, ecco le dichiarazioni sulle Centrali e sul radar americano. Il governatore: "Gli siamo grati, ma ci serve una figura diversa in giunta".

VOTA
3.2/5
13 voti

PALERMO - “Non mi pento della mia scelta, ma forse è ora di cambiare”. Rosario Crocetta non può tornare indietro nel tempo. Come quell'elettrone “chiamato in causa” dal suo assessore per rispondere a un evidente “imbarazzo istituzionale”. Ma se il viaggio indietro nel tempo, al momento, oltre che della particella, è prerogativa solo di qualche personaggio da fiction, sul presente e sul futuro c'è ancora modo di intervenire. E nel futuro, anche prossimo, della giunta Crocetta, non ci sarà spazio per Antonino Zichichi.

La rivelazione del presidente giunge nel bel mezzo di una lunga intervista esclusiva concessa a Live Sicilia. E le parole di Crocetta non sembrano lasciare margine a dubbi o ripensamenti: “Su Zichichi – ha detto – c'è un problema. Probabilmente non è molto adatto a un ruolo politico. La sua cultura e la sua esperienza sono molto importanti, ma credo possa essere più utile alla Regione in un ruolo di 'supporto' a un componente della giunta maggiormente in grado di far funzionare la macchina”. Insomma, bye bye Zichichi. Un addio non polemico, certamente. Ma quasi obbligato per il governatore: “Le sue idee ci torneranno utili e non mi sono pentito di averlo scelto pochi mesi fa”. Già, comunque indietro nel tempo non si torna. Ma adesso è giunto il momento di cambiare.

E i motivi per cambiare, come detto, sono tanti. E a dirla tutta, il rapporto tra Crocetta e Zichichi s'è incrinato quasi subito. Fin dai primi giorni della nuova legislatura, quando il governatore aveva “congelato” il suo assessore ai Beni culturali (una delega che aveva già fatto discutere, considerato il background scientifico del luminare). E in effetti il “problemino” iniziale aveva proprio a che fare con quella delega. Nel settore dei Beni culturali, infatti, da anni si muove il figlio di Zichichi, Lorenzo. “L'assessore Zichichi – fu costretto a dire Crocetta – non si insedierà finché non verrà risolta ogni causa di incompatibilità”. Pochi giorni dopo, ecco le rassicurazioni di Zichichi. Incompatibilità risolta. Peccato che il figlio risultasse ancora in corsa per una gara milionaria della Soprintendenza di Messina. In una Rti che comprendeva anche Gaetano Mercadante, il titolare della società Novamusa, al centro dello scandalo sulle biglietterie dei siti culturali siciliani. Una vicenda “cavalcata” dal governatore, come simbolo degli sprechi e del malaffare nell'isola. “Mio figlio – replicò Zichichi con un colorito comunicato stampa – partecipò alla gara prima che io diventassi assessore. E non essendo un elettrone, non può mica tornare indietro nel tempo...”.

Spente le luci sul caso-Zichichi jr (anche in seguito all'annuncio, da parte del figlio dello scienziato, di abbandonare quella Rti), ecco che sul professore casca una nuova, esplosiva polemica. “Sarei felice se la Sicilia fosse piena di centrali nucleari”, dice lo scienziato durante un'intervista radiofonica. E in quel caso, ecco la secca replica del presidente: “Rispetto le opinioni del professore Zichichi, ma tale parere non rappresenta il punto di vista del governo della Regione siciliana da me presieduto. Io sono contro il nucleare".

Nel frattempo, le posizioni “controcorrente” di Zichichi finivano per innescare anche le reazioni di uno dei gruppi strategicamente più importanti all'Ars: il Movimento cinque stelle, infatti, da sempre anti-nuclearista, ha stigmatizzato le posizioni dell'assessore. Un fatto non secondario, visto che proprio sul dialogo con i “grillini” il governatore ha fondato il cosiddetto “modello Sicilia”, esportabile anche a Montecitorio. “Io ne sono il primo ideologo in Italia”, rivendicava fino a pochi giorni fa Crocetta. Mentre il capogruppo del Movimento cinque stelle Giancarlo Cancelleri affondava: “Se il governatore firma un provvedimento e l'assessore esprime opinioni che vanno esattamente nella direzione opposta, credo, come minimo, che in giunta ci sia un certo imbarazzo. Ma Zichichi non è un problema nostro. È un problema di Crocetta”.

E il “problema” ritorna in maniera quasi identica sulla vicenda del Muos. Una “battaglia” che ha portato il governo a scontrarsi con la Marina militare Usa per la revoca delle autorizzazioni all'installazione del radar, che sarebbe nocivo per la salute, e pericoloso per i cittadini di Niscemi. A dire il vero, la guerra con gli Stati Uniti non coinvolge proprio tutto l'esecutivo. “Il Muos non fa male”, l'uscita di Zichichi, nel pieno delle polemiche, degli atti, degli incontri con gli ambasciatori, delle mozioni all'Ars, delle proteste grilline. Anche in questo caso, ecco Crocetta costretto a precisare: “L'affermazione dell'assessore è totalmente non condivisa dal governo regionale nella sua totalità". Salvo poi “benedire” (pubblicamente) il pluralismo e la democrazia all'interno della giunta. Ma adesso, il governatore ha detto basta. Zichichi, se vuole, può continuare a dare una mano da “tecnico”: “L'assessorato è fermo”, ammette Crocetta, che precisa: “Serve qualcuno più abituato agli aspetti amministrativi di un assessorato. Ma sia chiaro – precisa – non mi sono pentito di aver scelto Zichichi”. Del resto, il presidente non può mica trasformarsi in un elettrone.