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lo afferma l'assessore ciulla

Lo sgombero di Villa Laura
"Contattate le famiglie"


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Villa Laura, sit-in degli occupanti

Da ieri sera gli ex inquilini di Villa Laura presidiano Palazzo delle Aquile chiedendo una casa. La Giunta oggi si è riunita d’urgenza per affrontare la questione dell’emergenza abitativa. Così l'assessore: "Le famiglie erano già state contattate a febbraio dalle forze dell'ordine al fine di evitare lo sgombero coatto ma avevano rifiutato qualsiasi forma di assistenza che non fosse 'la casa popolare'".

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PALERMO – E' appena terminata una riunione della Giunta del comune a Villa Niscemi, incentrata sulla vicenda degli occupanti abusivi di Villa Laura, convocata d’urgenza ieri sera dall’assessore alla Cittadinanza sociale Agnese Ciulla. "Nella giornata di ieri i servizi sociali del Comune sono stati allertati circa lo sgombero in atto di alcune famiglie, 7 nuclei familiari, 13 persone in tutto, secondo i dati ufficiali delle forze dell'ordine, ma nessuna fra le famiglie risultate sgomberate si è presentata presso gli uffici comunali per chiedere assistenza. Le stesse famiglie erano già state contattate a febbraio dalle forze dell'ordine al fine di evitare lo sgombero coatto ma avevano rifiutato qualsiasi forma di assistenza che non fosse 'la casa popolare subito'".

"E' evidente - afferma il sindaco Orlando - che vi è una regia criminale che mira a speculare sul bisogno delle famiglie, tanto è vero che nei giorni scorsi abbiamo assistito a interi gruppi familiari di città diverse che, a bordo di auto di grossa cilindrata sono state 'accompagnate' ad occupare scuole pubbliche e se è vero, come è vero che oggi, a fronte delle 7 famiglie sgomberate, sono state 25 quelle che hanno reclamato il diritto alla 'casa popolare subito', in barba a qualsiasi graduatoria e diritto".

La convocazione si è resa necessaria dopo che stanotte le famiglie della palazzina liberty all’angolo tra via Dante e via Serradifalco, sgomberata ieri dalla polizia, hanno dormito all’addiaccio in piazza Pretoria per protesta contro gli amministratori, rei, a loro dire, “di non averci ricevuti nonostante non sapessimo dove andare a dormire – dicono alcuni degli occupanti –. Eppure ieri nella nota si diceva che per le famiglie con bambini si stava provvedendo ad una sistemazione d’emergenza grazie all’ospitalità delle comunità alloggio. C’era pure un neonato di 7 giorni. Anche a voce, o per telefono, ci hanno detto più volte che ci avrebbero ospitati anche dentro lo stesso Palazzo delle Aquile. Invece niente, hanno spento i telefoni e ci hanno lasciato qui fuori. Il neonato è stato ospitato da amici insieme alla madre. Meno male – concludono – che il sindaco aveva detto che questo palazzo sarebbe tornato ad essere la casa dei palermitani”.

Gli ex inquilini di Villa Laura non intendono muoversi da piazza Pretoria se prima non ottengono una risposta. “Solo un paio di noi è stato inserito nella graduatoria per l’emergenza abitativa, ma tutti ne abbiamo i diritti e i requisiti – dice Concetta Marcianò, madre di quattro bambini dai 15 ai 6 anni –. Tutti abbiamo già subito uno sfratto e siamo disoccupati”. Inoltre gli occupanti rivendicano “di non essere entrati in una casa Iacp o comunale”, un fattore che farebbe perdere ogni privilegio acquisito ai fini della graduatoria, “ma in un edificio che fino a dicembre era pubblico. Noi siamo lì dentro da luglio – dice Roberta La Rosa, sposata con due figli – e i privati sono arrivati dopo. Hanno avuto tre mesi di tempo per assegnarci un’altra sistemazione. Ieri ci hanno buttato fuori malamente, i miei bambini dormivano, non hanno fatto altro che piangere”.

“Io sono svenuta tre volte – aggiunge Maria Scarpitta, 59 anni –. Soffro di depressione, ansia, insonnia cronica, asma. E stanotte mi hanno fatto dormire al gelo”. Le famiglie coinvolte smentiscono in blocco “di aver ricevuto una qualsiasi forma di aiuto per bocca degli assistenti sociali inviati dall’assessore Ciulla, come da lei dichiarato”. Ma fonti comunali ribadiscono che “tra il 5 e il 7 febbraio, presso il Commissariato della Zisa, sono stati effettuati dei colloqui per presentare regolari offerte di assistenza, ma qualsiasi soluzione che non fosse l’alloggio popolare è stato rifiutato”.

Proprio la questione delle assegnazioni degli alloggi popolari è al centro delle manovre dell’Amministrazione e delle polemiche con l’opposizione e i comitati per la casa. La questione coinvolge decine di famiglie senza casa, non ultime quelle dell’ex campo container di via Messina Montagne, anch’esse inserite nella nuova graduatoria. Qualche settimana fa l’assessore Ciulla aveva detto a Live Sicilia che “stiamo lavorando sul regolamento comunale per ridefinire l’affidamento dei beni confiscati, mentre per gli alloggi popolari Erp c’è già un bando specifico”.

La ridefinizione del regolamento si rende a questo punto fondamentale per far scorrere la graduatoria e iniziare l’assegnazione. Su questo punto batte Toni Pellicano, del comitato “Lotta per la casa”: “Francamente non vedo discontinuità rispetto ai dieci anni di Amministrazione Cammarata. Queste famiglie occupavano un immobile che inizialmente non era di proprietà privata ma faceva capo al Ministero degli Interni. Formalmente erano abusivi, non diciamo di no, e il rilascio dell’immobile effettivamente era stato loro intimato. Ma l’Amministrazione, prima dello sgombero di ieri, aveva ricevuto tutte le segnalazioni del caso. E quindi da tempo si poteva individuare un altro immobile o comunque una soluzione abitativa. C’è stato il silenzio totale. Intanto – aggiunge Pellicano – è stato vergognoso l’atteggiamento tenuto ieri dall’Amministrazione, che non si è fatta carico di queste famiglie quando invece ne avevano l’obbligo, perché i loro disagi sono estremi. Manca un elenco completo degli edifici confiscati e si aspetta ancora l’aggiornamento del regolamento. E poi l’Osservatorio sulla casa ci ha fatto sapere che molti dei beni confiscati sono già occupati e quei pochi liberi sono da ristrutturare. Allora mi chiedo perché non si possa proporre l’affidamento con autorecupero, chiedendo alle famiglie assegnatarie del bene di effettuare gli interventi necessari, con, ovviamente, un risarcimento delle somme spese. Ma le cose procedono a rilento – conclude Pellicano – anche perché c’è un cattivo funzionamento degli uffici incaricati”.

I consiglieri comunali Antonella Monastra e Fabrizio Ferrara stamattina si sono interessati alla vicenda incontrando i manifestanti. “Ci sia una ricognizione delle strutture che possono essere utilizzate e si dica quali sono le politiche per la casa che il Comune ha in mente – dice la Monastra –. E comunque trovo vergognoso che un’Amministrazione che si è insediata dicendo che le porte di Palazzo delle Aquile erano sempre aperte lasci fuori per tutta la notte gli occupanti di Villa Laura”. “Serve una commissione consiliare d’inchiesta, una commissione speciale che, con il supporto dei tecnici, censisca tutti i beni confiscati – suggerisce Ferrara – in modo da sapere finalmente quali e quanti sono, quali sono assegnati e a chi”.


“Non è tollerabile che in una città con tutti i problemi aperti come Palermo, si operi uno sgombero di 25 famiglie, occupanti abusive di Villa Laura, senza che la Questura concordi con l'amministrazione comunale una strategia per minimizzare nuove tensioni sociali. Il risultato è stato quello di avere alcune famiglie a piazza Pretoria, sotto il Palazzo delle Aquile, a trascorrere la notte, come ai tempi di Cammarata. A nulla è servito l'appello di alcuni consiglieri comunali al Presidente del Consiglio, di aprire il palazzo di città a questi sfortunati concittadini per evitare che trascorressero la notte al freddo. Questo episodio drammatico ci interroga sull'efficacia delle politiche sociali che appaiono fortemente inadeguate alle situazioni di emergenza che l'assessore Ciulla sembra voler trattare con strumenti ordinari, senza alcuno sforzo di immaginazione, oltre che di azione”. Lo afferma il consigliere comunale dell’Idv Alberto Mangano.