Live Sicilia

Le reazioni

Formazione, i sindacati:
"Che fine fanno i lavoratori?"


Cgil, Cisl e Uil chiedono un confronto al governo regionale per avere garanzie sul futuro dei lavoratori del comparto


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Maurizio Bernava, segretario Cisl
PALERMO - Sindacati allarmati dalla conferenza stampa di Rosario Crocetta e Nelli Scilabra sulla formazione. La Cisl replica al governatore: “Non abbiamo alcun interesse e volontà a difendere un sistema inadeguato, costoso e fonte di tanti guai .
Protestiamo per avere chiarezza sul futuro dei 10 mila operatori e delle loro famiglie, vogliamo sapere come il governo intende tutelare i lavoratori , quali azioni concrete ha predisposto a tale scopo”. Ad affermarlo annunciando la protesta che si terrà lunedì prossimo 25 marzo alle ore 9,30 davanti la sede dell’assessorato regionale alla Formazione in via Ausonia, sono Maurizio Bernava Segretario regionale Cisl Sicilia, Vito Cudia Segretario regionale Cisl Scuola e Giovanni Migliore Responsabile Formazione Cisl Scuola. “E’ grave, e quanto antidemocratico, l’invito del Presidente della Regione a non protestare, arrogandosi con fumosi dichiarazioni , l’impegno a tutelare i lavoratori . Ribadiamo, non ci interessa difendere il sistema pachidermico degli enti di formazione professionali cosi com’è ma di riqualificarlo, i lavoratori non devono però di certo pagare gli errori dei governi passati e del governo attuale. Invitiamo pertanto gli operatori in piazza lunedì , resteremo li fino a quando non avremo risposte serie e concrete e non i soliti annunci” concludono Bernava Cudia e Migliore.

Forti perplessità anche dalla Cgil. "Le dichiarazioni odierne rilasciate dal Presidente Crocetta e dell’Assessore Scilabra, circa l’abbandono della seconda e della terza annualità dell’avviso 20, a noi appare estemporanea ed imprudente, anche a fronte dell’annunzio di un disegno di legge di riforma del settore della formazione professionale", commenta Giusto Scozzaro, Segretario Generale Flc Cgil Sicilia. "Non vorremmo - aggiunge il sindacalista - che queste risorse venissero distratte e destinate a coprire altre esigenze e a dare risposte ad altre emergenze, come è avvenuto con i fondi della 236/93 che finanziavano l’avviso 9 che è stato “cancellato”, e sono state dirottate a finanziare la Cassa integrazione in deroga. Gli effetti che potrebbero provocare in un lasso di tempo assai breve le azioni annunziate dal Presidente potrebbero essere devastanti, e indurre molti soggetti oggi operanti ad avviare procedure di licenziamento collettivo. L’assessore Scilabra ha affermato che al termine delle attività dell’avviso ancora in corso si darebbe luogo ad una azione di riqualificazione del personale della formazione, finanziata con circa 50 milioni. Non ha spiegato come e se i lavoratori continueranno a percepire il salario".

Per la Flc Cgil "è paradossale che questo piano, complesso e che riguarda gli interessi di decine di migliaia di cittadini e di migliaia di lavoratori, dall’esito- a nostro avviso- incerto, venga assunto dal Presidente senza un confronto accurato con le Parti sociali, un confronto che non può essere inteso e sostituito da “assemblee” di dubbia efficacia che hanno solo effetti mediatici".

Fa sentire la sua voce la Uil: "Vogliamo più garanzie per i lavoratori della Formazione professionale siciliana. Il Governo regionale ha annunciato oggi interventi di grande impatto ma le conseguenze sui dipendenti del settore devono essere gestite altrimenti rischiamo il caos". Lo dice Giuseppe Raimondi della Uil Sicilia, che aggiunge: "Chiediamo subito un tavolo di confronto con il Governo Crocetta per capire, quindi, come tamponare le emergenze e come procedere in direzione di una vera riforma del settore, già da troppo tempo richiesta da questo sindacato. Esiste un problema di risorse, e' vero, ma e' necessario recuperare presto l'efficenza formativa valorizzando tutte le professionalità".