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Il sindaco: "la mafia non è solo a corleone"

La denuncia di Orlando
"Il racket dietro le occupazioni"


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Il sindaco Orlando

Il giorno dopo la protesta di alcuni senza-casa, sfociata nello sputo al sindaco, Orlando ha chiesto alla Procura di indagare sul presunto racket delle occupazioni abusive: "Sono farabutti che speculano sulla disperazione della gente". E Palermo riscopre l'emergenza abitativa fra occupazioni, beni confiscati fatiscenti e uffici poco efficienti.


PALERMO - Un vero e proprio racket delle occupazioni abusive, gestito da una mafia “che non va più cercata nelle stalle di Corleone” e oggetto di un esposto presentato alla Procura della Repubblica perché indaghi su “farabutti organizzati che lucrano sul bisogno della povera gente”. Leoluca Orlando è un fiume in piena: il giorno dopo le proteste dei senza-tetto, culminate con uno sputo in faccia al sindaco, il primo cittadino ha deciso di scoperchiare quello che si prospetta come un vero vaso di pandora.

E lo ha fatto nel corso di una conferenza stampa tenuta a villa Niscemi, insieme all’assessore alle Attività sociali Agnese Ciulla che non ha mancato di difendere a spada tratta anche contro alcune critiche interne alla maggioranza: “Chi critica Agnese, critica me e sa dove trovarmi”. Sono 911 le famiglie in attesa di una casa popolare, o quanto meno di una sistemazione definitiva, ma piazza Pretoria deve anche fare i conti con ritardi, beni confiscati fatiscenti, uffici non sempre efficienti e soprattutto comportamenti anomali da parte degli occupanti che fanno pensare che dietro a tutto possa esserci un’unica regia criminale.

Il sindaco ha prima di tutto ricordato che la giunta ha disposto immediatamente dopo il propri insediamento, il blocco degli sfratti dagli immobili comunali, "come segno di attenzione verso le famiglie coinvolte".

“Abbiamo preso in carico 400 persone, ospitato trenta nuclei familiari in bed and breakfast, iniziato due percorsi di social housing, fatto 1800 accoglienze in tre mesi, fornito il servizio mensa a 70 persone a pranzo e a 25 a cena, ascoltato 412 famiglie per il problema casa e segnalato altre 80 alla Caritas” dice il sindaco, sciorinando dati e cifre di un’emergenza che affonda le sue radici nel tempo. E per fronteggiarla ieri il Professore ha convocato una riunione straordinaria di giunta, mettendo allo stesso tavolo anche diversi capiarea per fronteggiare quanto meno le problematiche più immediate. Prima fra tutte lo stato di alcuni immobili confiscati alla mafia che, regolamento alla mano, dovrebbero servire proprio per tamponare l’emergenza-casa: peccato che molti siano fatiscenti, crollati o privi dell’impianto elettrico e quindi non a norma. Sarà anche per questo che Orlando ha preso carta e penna e scritto al settore Manutenzioni del Comune per chiedere, per l’appunto, maggiore efficienza nei lavori. “Qui si deve capire che è cambiata la musica, non solo il direttore d’orchestra, e se qualche dirigente non lo comprende allora va via”, ha detto sibillinamente il sindaco, ripetendo peraltro la stessa frase usata per preparare la defenestrazione del Ragioniere generale. Voci di corridoio parlano di un vero e proprio ultimatum lanciato ad alcuni burocrati perché si mettano in riga, pena il siluramento. E tra questi ci sarebbe anche il capo del Coime Francesco Teriaca.

Ma ieri si è tenuto anche un vertice in Prefettura per affrontare anche il problema Zen: come raccontato da Livesicilia, infatti, qualche settimana fa il Comune ha scoperto gli allacci abusivi che rifornivano di acqua alcune insulae di San Filippo Neri. E così ieri è stata decisa una task force che dal 7 aprile, incrociando i dati dell’anagrafe, dell’Amap, dell’Amg, delle utenze elettriche e dello Iacp, verifichi l’esistenza dei contratti visto che, secondo una norma regionale, questo permetterebbe agli abusivi di regolarizzare le propria posizione.

“Noi vogliamo colpire chi coordina le occupazioni con un Bmw e le vende a peso d’oro – ha continuato Orlando – altrimenti non si spiegherebbe come mai sei famiglie, provenienti da cinque comuni diversi della Provincia, decidano la stessa domenica di occupare la stessa scuola”. E l’edificio in questione è quello del Cep, in via Barisano da Trani, che il 10 marzo è stato sgomberato salvo poi essere nuovamente occupato, poco dopo, da altre tre persone portate in Questura. “Di fronte al medico che non dà risposte ci si rivolge allo stregone – ha tuonato il sindaco – e le occupazioni riguardano in larga parte immobili non comunali: vendono l’occupazione mortificando chi è in graduatoria”. Basti pensare che su 2500 case dell’Erp, l’Edilizia residenziale popolare, 600 risultano occupate in quartieri come Bonagia, Falsomiele o Borgo Nuovo e per questo partiranno dei controlli a tappeto per verificare, insieme alla Guardia di Finanza, se chi ci abita è veramente senza reddito.

Ma l’emergenza-casa non è certo una novità: alcuni anni fa Palazzo delle Aquile aveva commissionato uno studio per il Peep, il Piano di edilizia economica e popolare che prevedeva 7200 nuovi alloggi, che però non è mai stato neanche discusso. La giunta Orlando, invece, ha dato mandato agli uffici di individuare alcune aree del centro storico o ex industriali per la costruzioni di futuri alloggi popolari. “Noi ci stiamo occupando di rimettere in moto l’economia – ha aggiunto Ciulla – perché senza lavoro non si debella la fragilità sociale. 104 appartamenti saranno definiti entro un anno e potremo consegnarli, mentre attiveremo a breve 12 alloggi-volano allo Sperone che potranno accogliere temporaneamente le persone in difficoltà. Una cosa però è certa: nessuno deve dormire per strada. E quando sentiamo dire che gli homeless non vogliono una casa, forse dovremmo pensare che li abbiamo portati noi a dire una cosa del genere. In bilancio non c’era nemmeno un capitolo dedicato alla casa, e noi lo abbiamo creato mettendogli anche parecchi soldi. Inoltre lavoriamo al patto per la salute con la Regione e al dormitorio per 25 migranti. Elaboreremo un piano dialogando con la città e le associazioni”.

Il primo cittadino ha inoltre annunciato la collaborazione con alcune opere pie, come quella Principe di Palagonia, e una ricognizione di immobili del Fec o del demanio che possano essere messi a disposizione del Comune.

LE REAZIONI
"Il fatto che le occupazioni abusive di immobili siano legate a fenomeni criminali ed a speculazioni, non è una novità. Da sempre, cioè da quando l'emergenza abitativa si è trasformata in guasto strutturale della città, l'altra faccia della medaglia è rappresentato dagli 'appetiti' criminali che situazioni di bisogno possono destare. Scagliarsi contro i responsabili di queste azioni, racket o regia criminale che dir si voglia, non risolve la questione delle politiche abitative in una grande metropoli come Palermo. L'emergenza abitativa,acuta e cronica, che vive la città, ha bisogno di interventi a monte, invece, e non di soluzioni tampone. Non è molto chiaro quale sia infatti il piano di interventi pensato al riguardo dall'Amministrazione comunale, per una popolazione cittadina investita in pieno dalla crisi e bisognosa di essere sostenuta con politiche che garantiscano ai soggetti più fragili il diritto alla casa. Basterebbe pensare a soluzioni adottate con successo in altre grandi realtà metropolitane, come il cohousing e l'autorecupero a fini residenziali. Ma sarebbe sufficiente anche una razionalizzazione dell'utilizzo degli attuali beni immobili vuoti del Comune insieme ad una puntuale ricognizione dell'intero patrimonio immobiliare". dichiarazione di Antonella Monastra, capogruppo Ora Palermo Sedie Volanti

“Ritengo inaccettabile ogni forma di aggressione e di violenza, soprattutto se ingiustamente rivolta nei confronti del sindaco di Palermo, che ha sempre ben governato e non può ritenersi oggi responsabile del disagio abitativo, in cui versano molte famiglie palermitane anche a causa della cattiva gestione della precedente Amministrazione”. Lo dice il Vicepresidente Vicario del Consiglio comunale di Palermo Nadia Spallitta. “Quello dell’alloggio è un diritto che deve essere garantito con una politica oculata, che, da un lato assicuri – aggiunge – agli aventi diritto un bene primario e indispensabile, dall’altro, tuteli gli stessi aventi diritto, rispetto a chi senza titolo occupi gli alloggi”. Per Spallitta in particolare “e’ indispensabile un’azione forte in relazione alle decine e decine di immobili ad uso abitativo, confiscati ai mafiosi, che risultano essere occupati abusivamente ed in relazione ai quali è importante che ci sia un’azione congiunta con le forze dell’ordine”. “ Contemporaneamente – prosegue – per dare una risposta a quanti vivono in emergenza abitativa, anche allo scopo di tutelare centinaia di bambini, vittime innocenti di un sistema inadeguato, potrebbero ipotizzarsi nuovi istituti giuridici, per esempio, un accordo con il tribunale, che consenta l’uso – anche temporaneo – di migliaia di immobili sequestrati alla mafia, previa individuazione di canoni minimi di affitto. Inoltre, alcuni alloggi, che non possono essere assegnati, perché necessitano di interventi di manutenzione potrebbero essere ugualmente affidati attuando forme di auto recupero, che il regolamento vigente del resto prevede”. “Mi attiverò, quindi, in Consiglio comunale – conclude – affinchè per la parte di sua competenza adotti gli opportuni atti di indirizzo in questa delicata materia”.