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Opposizioni dal Commissario:
"Aronica si pronuncerà a breve"


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L'incontro si è svolto, secondo quanto riferito dai capigruppo, in un clima cordiale. Spetta adesso al Commissario dello Stato decidere se impugnare o meno la legge che sancisce il tramonto delle Province in Sicilia.


PALERMO - Si è tenuto stamane l'incontro fra la delegazione dell' opposizione all'Assemblea regionale siciliana e il Commissario dello Stato Carmelo Aronica, alla presenza del capo di gabinetto nonché responsabile dell'ufficio legislativo Esther Mammano in merito alla norma sull'abolizione delle Province, sulla quale si attende il pronunciamento del Commissario. "L'incontro si è svolto - commenta Toto Cordaro -in un clima di grande cordialità istituzionale, e abbiamo potuto manifestare le nostre forti perplessità su una norma che, tra le altre cose, elimina spazi di democrazia per i cittadini e che viene a privare il territorio di organi di governo dell'area vasta, quali sono le Province appunto, sulle quali occorre intervenire con una riforma radicale, per migliorarne i servizi e ridurne i costi, ma che non possono essere soppresse. Abbiamo inoltre apprezzato il garbo e la riservatezza che il Commissario dello Stato ha sinora mantenuto e che è condizione essenziale per l'autonomia della sua decisione, libera da condizionamenti di ogni genere". Vincenzo Figuccia ha espresso 'preoccupazione per la nomina - in caso di accoglimento della norma sull'abolizione delle Province - di commissari che, scelti tra i funzionari e i dirigenti della Regione, non potranno che possedere il requisito fondamentale del gradimento e della fiducia da parte del Governatore Crocetta". L'on Salvino Caputo ha sottolineato il fatto che "per l'opposizione all'Ars, la norma in questione contiene gravi profili di illegittimita' e di incostituzionalita', su cui con competenza e autorevolezza, il Commissario si pronuncerà a breve, e sul fatto che il contesto sociale e politico in cui tale norma è stata approvata, risponde a criteri di populismo e di demagogia, piuttosto che alla esigenza più che fondata, di una razionalizzazione delle competenze delle Province".