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IL CASO

Orlando: "Indagine al Coime"
Teriaca: "Tutto in regola"


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Il sindaco Orlando predispone un'indagine interna sul Coime e minaccia il siluramento del dirigente Francesco Teriaca, sia per la manutenzione dei beni confiscati alla mafia che per la chiusura di un accesso del parco Cassarà. Ma Teriaca replica: "Noi eseguiamo i programmi dell'amministrazione, fuori luogo colpire chi fa il proprio dovere".

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PALERMO - Un altro dirigente comunale finisce nel mirino del sindaco Leoluca Orlando. Dopo il siluramento del Ragioniere Paolo Basile e quello tentato del responsabile dell’Edilizia privata, Serafino Di Peri, questa volta a finire sul banco degli imputati è il dirigente del Coime Francesco Teriaca, messo sotto accusa per la gestione del parco Cassarà e per la manutenzione degli immobili confiscati alla mafia.

Teriaca, riconfermato nel luglio scorso a capo degli operai edili di piazza Pretoria, era già stato tirato in ballo ieri durante la conferenza stampa sull’emergenza abitativa. “Qui si deve capire che è cambiata la musica, non solo il direttore d’orchestra, e se qualche dirigente non lo comprende allora va via”, aveva tuonato il primo cittadino che non aveva fatto esplicitamente il nome di Teriaca, ma le voci interne a villa Niscemi indicavano proprio nel responsabile del Coime il dirigente in questione, colpevole di non aver eseguito le manutenzioni sugli immobili nonostante le indicazioni ricevute.

E oggi, dopo sole 24 ore, è arrivato il bis, questa volta sulla gestione del parco Cassarà. Secondo una ricostruzione ufficiosa, infatti, una parente del sindaco si sarebbe recata stamane presso il parco, trovando però di fronte all’ingresso di via Basile un cartello che vietava l’accesso; e la spiegazione fornita dai custodi sarebbe stata che si trattava di una disposizione del sindaco in persona. E il primo cittadino pare non l’abbia presa per niente bene, tanto da far diramare una nota in tutta fretta per puntare il dito contro la chiusura del varco d’accesso.

"È inammissibile – ha tuonato Orlando - che si accampino scuse di qualsivoglia natura per coprire la disorganizzazione e i ritardi di una struttura fondamentale per i servizi ai cittadini. L'ho detto e lo ribadisco: se qualcuno pensa che a Palermo possa continuare la vecchia musica, ha sbagliato e sbaglia di grosso, assumendosene le conseguenze". Una reprimenda immediatamente seguita dalla disposizione di un’indagine interna, affidata al capoarea Sergio Pollicita, sul “funzionamento e l'organizzazione del Coime, la struttura comunale responsabile con i propri operai di diversi lavori e servizi per la città, tra cui alcune delle manutenzioni e alcuni dei servizi nei parchi cittadini”.

“Noi svolgiamo la nostra attività secondo i programmi dati del sindaco e non ci discostiamo dalle sue disposizioni e da quelli del settore Manutenzioni”, replica stupito Teriaca, all’oscuro del provvedimento del primo cittadino. “Le nostre attività sono controllate dal ministero e dalla Corte dei Conti, non capisco a cosa il sindaco si riferisca. Pollicita, il capoarea, conosce bene la nostra organizzazione e non ho mai ricevuto lamentele in tal senso”.

Secondo Teriaca, infatti, la chiusura del varco di via Basile sarebbe dettata dalla carenza di personale. “Abbiamo 15 custodi che però, secondo una disposizione del segretario generale, a seguito di una sentenza del tribunale, possono lavorare solo di mattina per quattro ore dal lunedì al venerdì – spiega il dirigente – sopperiamo con altri sei custodi nel fine settmana che però devono fare i turni. Il varco va vigilato contro i vandali e chi tenta di entrare con l’automobile, ma abbiamo più volte segnalato il problema alle Risorse umane e ai settori di competenza”. E in effetti il Coime, proprio ieri, aveva annunciato la chiusura del varco a mezzo stampa.

Teriaca, classe 1958, è un lavoratore dl 24 che, nel tempo, ha fatto carriera a Palazzo delle Aquile sino a divenire dirigente ricoprendo diversi incarichi: dallo Sport all’Ici, passando per il Centro storico e la Polizia municipale, fino ad essere destinato nel 2010, dall’allora sindaco Cammarata, al Coime, il reparto dei 450 operai edili pagati con fondi statali che si occupano delle manutenzioni di uffici, scuole e strutture comunali come anche i giardini della Zisa. Ma se con la precedente amministrazione il feeling era stato ottimo, sino a vedersi assegnato il parco Cassarà tolto a Ville e giardini in fretta e furia, lo stesso non si può dire con quella attuale che pure lo aveva confermato nel ruolo.

“Mi dispiace che il sindaco abbia assunto questo atteggiamento nei miei confronti – si difende Teriaca – io sono un uomo delle istituzioni. Ho sempre dato prova di efficienza e non ho mai avuto rimostranze da nessuno, e il sindaco non mi ha nemmeno chiamato, come anche Pollicita. Abbiamo chiesto all’amministrazione che ci fornisse le priorità per gli interventi, specie da quando c’è la nuova area per le Manutenzioni, e ancora aspettiamo che ce le comunichino: noi non abbiamo problemi a fare il nostro lavoro, ma qualcuno deve dirci cosa fare. Mi sembra fuori luogo colpire chi fa il proprio dovere”.

E se è vero che al parco Cassarà, come confermano alcuni dipendenti dietro anonimato, c’è un problema legato al personale, lo stesso che ha provocato gli scontri con i sindacati nelle postazioni decentrate e nelle biblioteche, è altrettanto vero che il rapporto fra Teriaca e Orlando è ormai ridotto ai minimi termini. “Un mese e mezzo fa durante un vertice – racconta una fonte interna di Palazzo delle Aquile – il Coime fu incaricato di predisporre una squadra per la manutenzione dei beni confiscati. Ma siamo ancora fermi al palo”.

A questo punto Pollicita dovrà condurre l’indagine interna e il risultato potrebbe essere proprio il siluramento di Teriaca, che allungherebbe così la lista dei dirigenti rimossi dal proprio incarico con oltre un anno di anticipo dalla scadenza del contratto. Un elenco che si va allungando sempre di più e che rischia di creare più di un malumore fra il personale di piazza Pretoria già sul piede di guerra.

Twitter: @robertoimmesi