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IL RACCONTO DEL PADRE DI PERRICONE

La partenza all'alba, il ritardo, la paura
parlano i parenti: "Tre ragazzi d'oro"


Erano aprtiti alle 5,30 come ogni domenica, ma di solito rientravano a mezzogiorno. A raccontare i momenti che hanno preceduto il ritrovamento del corpo di uno dei ragazzi è il papaà di uno dei due ancora dispersi.

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PALERMO - "Erano usciti di mattina presto, come ogni domenica". A raccontare l'inizio di una domenica che si sarebbe conclusa col dubbio più atroce, è il padre di Massimiliano Perricone, uno dei due ragazzi ancora dispersi nel mare di Palermo. "Non so dove sia, non so se è morto, non so se avere speranze", dice tra le lacrime. Accanto a lui c'è la madre di Davide Arena, il giovane il cui corpo è stato recuperato nel pomeriggio: "Davide è lì, dentro quel sacco - urla disperata - chi lo doveva dire che mio figlio finiva così. E Massimiliano e Salvo dove sono?".

Domanda a cui gli uomini della capitaneria di porto cercano di dare una risposta da ore, da quando hanno preso il via le ricerche insieme ai carabinieri, ai vigli del fuoco e alla guardia di finanza. "Vorrei almeno sapere dov'è - dice il signor Perricone, quest'attesa è straziante, mi sembra di morire. Una sensazione che avevo già oggi, poco prima delle 13 quando non ho visto rientrare Massimiliano. Strano quel ritardo, troppo strano, perché ogni domenica i ragazzi arrivano a casa già a mezzogiorno. Poi ho contattato le famiglie di Davide e Salvo: anche loro non erano tornati. La paura ci ha assaliti perché non c'era nemmeno la barca. Noi abitiamo tutti in zona quindi siamo andati a controllare, ma nulla. Per ore abbiamo provato a contattarli al telefono, ma erano tutt'e tre spenti".

Abbiamo così chiamato il numero delle emergenze della capitaneria di porto perché qualcuno doveva aiutarci. Tra l'altro abbiamo visto alzarsi il vento ed eravamo già molto preoccupati. Erano usciti intorno alle 5,30, all'alba, quindi erano fuori già da sette ore. Facevano sempre così, ma non andavano oltre. Ed erano comunque esperti e prudenti, per questo non riusciamo a spiegarci cosa possa essere successo". Al racconto si unisce lo zio di Massimiliano, Marcello Spina: "Tre ragazzi d'oro, Davide e Salvo erano amici del cuore di mio nipote, quasi fratelli. Erano affiatatissimi, si volevano davvero bene e credo che oggi abbino tentato di aiutarsi a vicenda, ma il destino è stato crudele. Non abbiamo altre parole al momento, siamo distrutti. Speriamo soltanto di sapere quanto prima che fine hanno fatto".