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Al via il congresso regionale
della Cisl Funzione pubblica


Al centro dell'appuntamento il lavoro nel settore pubblico. Il segretario Caracausi: "I governi regionali, sia di centrodestra che di centrosinistra, non hanno compreso la necessità di una riforma vera del sistema".

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cisl fp, Congresso
PALERMO - "Restituire dignità al lavoro pubblico, messa in discussione da deportazioni e gogne mediatiche". È questo il tema, ma anche la meta del IV congresso regionale della Cisl Fp Sicilia. Un congresso che si articolerà in due giornate, oggi e domani, al Mondello Palace Hotel di Palermo, e prevede, tra gli invitati, il presidente della Regione Rosario Crocetta, gli assessori regionali Patrizia Valenti, Luca Bianchi, Ester Bonafede, il Segretario generale di Palazzo d'Orleans Patrizia Monterosso, il commissario dell'Aran Claudio Alongi oltre a una nutrita "squadra" di dirigenti generali. A fare gli onori di casa, il segretario generale della Cisl Fp Sicilia Gigi Caracausi, il segretario generale CISL Sicilia Maurizio Bernava e il segretario generale nazionale della CISL Fp Giovanni Faverin. Il congresso della CISL Fp giunge in un momento molto caldo, in cui i temi riguardanti il personale della Regione, lo stallo della riforma sanitaria, l'abolizione delle Province, i dissesti finanziari di molti Comuni e i tentativi riformisti del nuovo governo sono quasi quotidianamente al centro di annunci, polemiche, proteste, proposte.

Questi argomenti rappresenteranno il filo conduttore degli interventi dei dirigenti sindacali. Si partirà dalla constatazione della necessità di una generale riorganizzazione della pubblica amministrazione, cui la CISL vuole fornire il proprio "buon esempio", che si è giá concretizzato in uno snellimento dell'apparato amministrativo del sindacato. "I governi regionali, sia di centrodestra che di centrosinistra non hanno compreso - spiega Gigi Caracausi - la necessità di una riforma vera del sistema". Per questo, nonostante le recenti polemiche, la Cisl conferma la volontà di lanciare "un messaggio costruttivo all'attuale governo. Non c'è - aggiunge Caracausi - da parte del sindacato nessuna volontà di aggiungere elementi di rottura che non farebbero che rendere tutto più difficile".

Ma il presupposto di ogni dialogo è il riconoscimento della "dignità dei lavoratori. Un principio che affonda - prosegue Caracausi - nella dichiarazione dei diritti dell'uomo. E che oggi è messo in discussione troppo spesso. Atteggiamenti di gogna mediatica come quelli della cosiddetta rotazione o delle accuse di malaffare che finiscono dopo qualche giorno nel dimenticatoio ( mi riferisco al dirigente trasferito perché parente di un mafioso) o del caso Cirignotta, con un appalto aggiudicato ugualmente dal governo Crocetta - rincara Caracausi - ledono la dignità dei lavoratori che non sono 'mobili da ufficio', ma persone".

La Cisl non esprime un "no" allo strumento delle rotazioni, né a riforme vere anche se dolorose, ma certamente ai modi usati finora. Servirebbero, infatti, secondo il sindacato, "criteri che diano la certezza al dipendente pubblico siciliano di non essere considerato un malfattore o un fannullone. Anche perché - spiega Caracausi - a fronte di tanti proclami, gli uffici sono fermi". Così, il congresso di oggi e domani sarà anche l'occasione per approfondire i temi più urgenti per l'amministrazione siciliana: da quelli riguardanti il precariato, a quelli della Sanità, passando per il rovente argomento della Formazione professionale.