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La Cassazione

Corsa contro il tempo
per evitare la prescrizione


La "morte" del processo scatta a novembre 2014. La volta precedente la Cassazione impiegò 21 mesi: adesso ne restano 20. Ecco cosa può succedere.

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PALERMO - Un'altra volta sette anni. Come era accaduto già nel 2010. Ma questa volta l'ombra della prescrizione è molto più vicina. Il tempo per una pronuncia decisiva sulla sorte di Marcello Dell'Utri stringe: le accuse contestate all'ex senatore del Pdl andranno in prescrizione a novembre del 2014. Resta quindi poco più di un anno perché il processo si concluda con un pronunciamento nel merito in Cassazione: se fossero rispettate le tempistiche della volta scorsa, quando la pronuncia della Suprema Corte arrivò un anno e nove mesi dopo l'appello (appello a giugno 2010 e Cassazione a marzo 2012), quindi, la sentenza definitiva potrebbe non essere pronunciata.


Il calcolo per la prescrizione dipende dall'ultimo momento in cui a Dell'Utri viene contestato il concorso esterno. Se fosse confermata la tesi della precedente sentenza d'appello, secondo la quale il concorso esterno si sarebbe interrotto a maggio del 1992, la “morte” del processo sarebbe celebrata 22 anni e sei mesi dopo, appunto a novembre dell'anno prossimo, come ha avuto modo di ricostruire in aula all'inizio dell'anno il pg Luigi Patronaggio. Secondo altre tesi, invece, la prescrizione potrebbe scattare qualche mese prima, da maggio in poi. “In quel modo - ha detto in questi giorni Patronaggio commentando proprio l'eventualità della prescrizione – assisteremmo a una sconfitta della giustizia, l'ennesimo buco nero della storia della Repubblica. I cittadini hanno bisogno di certezze: vogliono sapere se Dell'Utri è stato un mediatore o una vittima della giustizia malata”. L'imputato, però, ha sempre la facoltà di rinunciare alla prescrizione. Intanto, però, l'orologio della giustizia continua a ticchettare.