Live Sicilia

La polemica

Duello M5S-Musumeci
sul delegato per il Quirinale


Il leader dell'opposizione attacca: “I grillini non sono una forza d'opposizione, ma appartengono alla maggioranza”. Cancelleri: “Noi il partito più numeroso fra le forze di opposizione”.

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cancelleri, musumeci, quirinale, Politica
PALERMO - Battibecco a distanza fra Nello Musumeci e Giancarlo Cancelleri. Oggetto del contendere la scelta del delegato da mandare a Roma per l'elezione del presidente della Repubblica, che succederà a Giorgio Napolitano. Si è svolta questa mattina a Roma proprio la Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative, che ha raggiunto l'accordo per eleggere i grandi elettori che dovranno partecipare all'elezione del presidente della Repubblica. Ogni consiglio regionale, inclusa l'Ars, dovrà eleggere i propri rappresentanti entro il 15 aprile. “Seguiremo la prassi consolidata - dice Eros Brega, coordinatore della Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative -, secondo la quale ad essere eletti sono presidente della Giunta, presidente del Consiglio e un rappresentante dell'opposizione".

Proprio sulla scelta del rappresentante dell'opposizione manca l'accordo. “La legge parla chiaro – dice Cancelleri -, il nominativo deve essere espresso dal partito di opposizione più numeroso all'interno dell'Assemblea regionale siciliana, che è il nostro. Decideremo in un secondo momento quale sarà il deputato che rappresenterà il Movimento cinque stelle e la Regione Siciliana”. Le dichiarazioni di Cancelleri non vanno giù a Nello Musumeci, che è anche formalmente il leader dell'opposizione, in quanto candidato sconfitto alla presidenza della Regione. “Il Movimento cinque stelle non è un gruppo di opposizione – dichiara a Live Sicilia -, hanno dimostrato di essere organici alla maggioranza. Il delegato regionale che eleggerà il presidente della Repubblica deve essere un esponente del centrodestra. Il nome lo discuteremo assieme al Pdl ed al Pid”.

A placare gli animi è il presidente dell'Assemblea Giovanni Ardizzone. “E' prassi che l'esponente dell'opposizione venga scelto fra i vice-presidenti dell'Aula, ad ogni modo si esprimerà l'Aula con una votazione. Il mio auspicio è quello che ci sia un accordo istituzionale fra tutte le forze politiche”. La Costituzione stabilisce che il presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. All'elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. L'elezione del presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell'assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta. La carica dura sette anni: non è previsto alcun divieto alla rieleggibilità dello stesso presidente uscente. La sede della votazione è quella della Camera dei deputati.