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CARACAUSI: "DA VIGILI BUON SENSO"

Gazebo, a rischio la proroga
Milazzo: "E' illegittima"


Dalla prossima settimana potrebbero già scattare le prime multe. Sala delle Lapidi, infatti, non farebbe in tempo a modificare il regolamento mentre il Pdl si spacca e va all'attacco: "La proroga non si può approvare - dicono Milazzo e Tantillo - perché Idv ha cambiato idea?".

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PALERMO - L'ipotesi di una proroga per i gazebo sembra essere destinata a sfumare e per i commercianti, adesso, torna il rischio "multa". Il termine ultimo per smontare i gazebo, infatti, si fa sempre più vicino: se entro venerdì i commercianti non provvederanno alla loro completa rimozione, scatteranno le multe della polizia municipale, con tanto di sequestro. Il regolamento approvato nel marzo dello scorso anno dal consiglio comunale, infatti, non lascia scampo: concedeva 12 mesi ai proprietari per mettersi in regola smontando quelli che, nonostante una regolare licenza, si trovavano sulla sede stradale, in violazione del codice della strada.

E così Palazzo delle Aquile, negli scorsi giorni, ha fatto partire una serie di lettere indirizzate a tutti i titolari di un gazebo per intimarne lo smontaggio entro venerdì. Una situazione che ha provocato prima l'alzata di scudi della categoria, che insieme alla commissione Attività produttive di piazza Pretoria, guidata dal dipietrista Paolo Caracausi, ha chiesto a gran voce una proroga in attesa dell'approvazione del Put, il Piano urbano del traffico, e che poi è stata al centro di un vertice col sindaco Leoluca Orlando che ha dato il benestare alla proroga ma solo a patto di non "premiare" gli abusivi e di non compromettere le indagini della Procura.

Ma, trattandosi di un regolamento comunale, solo Sala delle Lapidi poteva intervenire per modificare la norme transitorie e concedere una proroga entro venerdì. Peccato, però, che l'Aula non sia mai stata convocata e che adesso i tempi non ci siano praticamente più. "Nessuno ha presentato niente - dice il presidente del consiglio, Totò Orlando - e pertanto non posso mettere all'ordine del giorno qualcosa che non c'è. L'ipotesi di una proroga è stata forse solo una voce di corridoio". E dire che, probabilmente, sarebbe bastata anche solo una mozione per "fermare" la penna dei vigili urbani che presto potrebbe mettere nero su bianco multe e contravvenzioni assai salate.

"Non ci sono i tempi tecnici per la convocazione del consiglio - ammette Caracausi - ecco perchè domattina (stamattina per chi legge, ndr) ho convocato in commissione i dirigenti del Suap, dell'ufficio Traffico e il comandante della Polizia municipale Vincenzo Messina. Faremo presente qual è l'intenzione del consiglio, predisporremo la delibera e ci affidiamo al buon senso dei vigili urbani".

Da via Dogali per ora nessun commento, anche se, come fa notare un vigile dietro anonimato, "non basta certo un'intenzione per chiederci di non applicare un regolamento". Insomma, senza una modifica in piena regola la Polizia municipale avrebbe piu' di una difficolta' a disapplicare una normativa che, piaccia o no, è sempre in vigore.

"La problematica gazebo - dice il consigliere di Ora Palermo Fabrizio Ferrara - è uno dei tanti regali che la vecchia amministrazione ci ha lasciato: in una città che ha 300 giorni di sole all'anno, prevedere che la somministrazione di cibi e bevande vada fatta all'interno dei gazebo è una scelta sbagliata che ha comportato un esborso per i commercianti che hanno dovuto mettersi in regola e rispettare le linee guida dell'amministrazione. La nuova amministrazione sembra oggi voler colpire nuovamente gli stessi commercianti che, per essere in regola, si sono dotati di strutture in legno molto costose. Non rinnovare l'autorizzazione o esporre gli imprenditori a salate contravvenzioni, con le conseguenze che ciò provocherebbe in termini di licenziamenti e chiusure di attività, potrebbe risultare devastante per l'economia della nostra città".

Ma la vicenda gazebo provoca malumori in particolar modo nel Pdl. Sabato, infatti, il vicepresidente della Seconda commissione, il pidiellino Alessandro Anello, aveva lanciato l'allarme sui 250 posti di lavoro a rischio in caso di mancata approvazione della proroga, mentre oggi i suoi due compagni di partito, Giuseppe Milazzo e Giulio Tantillo, sembrano andare in direzione diametralmente opposta. "Nessuno pensi a strategie clientelari per illudere i titolari dei gazebo - dicono i due berlusconiani - una proroga è contro il regolamento e pertanto illegittima. Dovrebbe essere il consiglio a prolungare il tempo entro il quale ognuno puó mettersi in regola, ma non ci sembra ci siano i margini di legge. Inoltre, chi parla di proroga in attesa del Put dimostra palesemente di non conoscere il regolamento: il Piano urbano del traffico non può che confermare quanto stabilito dalla legge. Se poi qualcuno confonde il Piano urbano del traffico con le isole pedonali, lo invitiamo a leggere attentamente la delibera in vigore".

"Il regolamento - spiegano Milazzo e Tantillo - è stato redatto in ossequio al codice della strada e quindi è inderogabile la sua esecuzione, e chi vuole disapplicarlo se ne assumerà le responsabilità. Vorremmo ricordare che il regolamento in questione è stato approvato da tutti, compresi i consiglieri Idv che allora volevano addirittura concedere sei mesi e non un anno, gridando allo scandalo. Ci piacerebbe capire, nel giro di un anno, cosa è cambiato".