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E' scontro sulle partecipate
Lapunzina: "Disattesa delibera"


Il capogruppo del Pd, Lapunzina, va all'attacco di Avanti: "Ha ignorato, per due anni, un deliberato consiliare che chiedeva di dismettere le partecipazioni nel Consorzio Universitario e in Palermo Convention Bureau. Il presidente è stato il maggior sponsor della soppressione delle Province".

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PALERMO - “Giovanni Avanti? Il miglior sponsor dell’abolizione delle province”. Il capogruppo del Pd a Sala Martorana, Gaetano Lapunzina, non usa giri di parole per commentare la volontà dell’amministrazione provinciale di “riesumare” il Consorzio universitario e Palermo Convention Bureau, due società partecipate da cui Palazzo Comitini sarebbe dovuto uscire ma nelle quali, da due anni, continua a restare nonostante una delibera dica esattamente il contrario, impegnando sedi, personale e pagando compensi.

La vicenda risale all’aprile del 2011, quando un consiglio provinciale spaccato e senza maggioranza decide di dismettere la propria partecipazione azionaria del Consorzio universitario della Provincia di Palermo, un organismo nato nel 2002 da una sinergia fra la stessa Provincia (al 35 per cento), l'Ente Parco delle Madonie e l'Università degli Studi di Palermo per sviluppare alcuni corsi universitari nel comprensorio madonita. Un impegno che, nel 2009 per esempio, è costato a Palazzo Cominiti oltre 800mila euro. Partecipazione che, insieme a tante altre, secondo una relazione dei Revisori dei conti del 2011, comporta “refluenze negative sui bilanci dell’ente” costando 2,5 milioni nel triennio, tanto che i Revisori ne chiedono la dismissione. E tra le partecipazioni spicca quella al consorzio, che viene giudicata da Lapunzina ormai superata anche per la riforma Gelmini che aboliva alcuni di quei corsi di laurea. Bocciata anche la partecipazione alla consortile Palermo Convention Bureau che si occupa della gestione di eventi e manifestazioni, meeting e congressi.

L’amministrazione, a quel punto, compie i primi passi verso la dismissione, comunicando la decisione del consiglio al Consorzio e nominando anche due esperti che valutino il valore della partecipazione. Ma i due legali mettono nero su bianco il “pericolo” che la fuoriuscita della Provincia dal consorzio ne comporti anche la chiusura: così nel gennaio del 2012 Avanti chiede al consiglio di tornare sui suoi passi e addirittura nell’aprile seguente, durante un’assemblea dei soci del consorzio, chiede di non trattare il quinto punto all’ordine del giorno, ovvero il “recesso della Provincia di Palermo”, in attesa che si pronunci Sala Martorana anche alla luce dell’esenzione, per il 2012, della quota da versare.

Insomma, malgrado una delibera che prevede la dismissione delle partecipazioni azionarie, la Provincia resta saldamente nel consorzio universitario. E il 15 gennaio del 2013 Lapunzina presenta un esposto alla Corte dei Conti, alla Regione e al ministero delle Finanze per denunciare la mancata applicazione della delibera e il comportamento del presidente Avanti. E a fine gennaio va di scena, in Aula, un durissimo scontro fra Avanti e Lapunzina: “L’università di Palermo – tuona il capogruppo Pd – ha deciso di interrompere il decentramento dei corsi sul territorio, sono venute meno le finalità del consorzio che ormai si occupa di formazione professionale”.

Un copione che si ripete il 4 febbraio, quando Lapunzina scrive ad alcuni burocrati della Provincia per denunciare il fatto che l’ente, malgrado non abbia versato la quota al consorzio, comunque impieghi proprio personale e proprie sedi. Nel 2012, intanto, i componenti del cda percepiscono regolarmente i propri compensi, come si evince dai dati pubblicati dall'ufficio di gabinetto di Avanti: 20mila euro il presidente Giuseppe Frisella, oltre 16mila il vice Francesco Raimondo e oltre 14mila il consigliere Girolamo Cusimano. E questo pomeriggio, a Sala Martorana, in Aula si tornerà a parlare del consorzio e della possibile revoca della dismissione della partecipazione.

“Da chi ricopre importanti incarichi, ci si attenderebbe un maggior rispetto nei riguardi delle Istituzioni – commenta Lapunzina - la vicenda delle società partecipate non dismesse, Consorzio Universitario e Palermo Convention Bureau, dimostra che al Presidente Avanti questa qualità difetta. Ha ignorato, per due anni, un deliberato consiliare, così come ha fatto non tagliando a suo tempo la Giunta, in violazione della modifica statutaria approvata dal Consiglio. Guardando a questi cinque anni, mi viene da dire che il Presidente Avanti, con il suo agire politico, è stato il maggior sponsor della soppressione delle Province”.

“Il consorzio, essendo una partecipata, pubblica i compensi degli amministratori ma il consorzio vive con risorse proprie, grazie anche ad alcuni progetti che hanno vinto dei bandi – replica Avanti - nel 2012 non abbiamo pagato un euro, ma andava pubblicizzato il compenso degli amministratori. Le competenze del consorzio si sono ampliate alla ricerca e all’alta formazione, quindi attira altre risorse. Il beneficio dalla dismissione sarebbe stato irrisorio o nullo, le relazioni tecniche degli esperti ci hanno fatto considerare l’ipotesi di rimettere al vaglio del consiglio gli ulteriori elementi acquisiti. Il consiglio valuterà, nella sua autonomia, se rivedere la posizione assunta. Non ci volevamo però rendere artefici di un danno causato dalle dismissioni”.