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Crocetta alle "Invasioni barbariche"

"Zichichi era a Ginevra
Con Franco ci siamo sentiti"


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Il presidente Rosario Crocetta risponde alle domande sul caso che oggi ha sorpreso i palazzi della politica siciliana. Ospite di Daria Bignardi alle "Invasioni barbariche" il governatore racconta come è arrivato a scegliere il "licenziamento" di Zichichi e Battiato nello stesso giorno.


PALERMO - Sempre più presente in televisione, anche questa settimana Rosario Crocetta è uno degli ospiti di Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche. La prima domanda della giornalista di La 7, come prevedibile, apre così la conversazione: "Ci spieghi "Il licenziamento" di Franco Battiato e Antonino Zichichi".

La dimensione artistica di Franco Battiato, per Crocetta, comporta l'uso di "iperbole che non si conciliano con il linguaggio delle Istituzioni". Una decisione, la cacciata dell'artista catanese, che il governatore siciliano dice di aver preso per "evitare il linciaggio mediatico a Franco". In collegamento da Palermo, Crocetta spiega le decisioni che hanno movimentato per tutto il giorno la politica siciliana. "Io stimo Battiato, gli voglio bene. Ma cadere nell'insulto della sfera sessuale mi ha fatto provare dolore - racconta - ho ritenuto che la cosa giusta fosse chiudere questa esperienza di collaborazione".

"E Zichici cosa c'entra?" la domanda della Bignardi è fulminea, la risposta del governatore meno: "Con Zichichi è un'altra storia già da tempo meditavo una sostituzione perchè l'assessorato ai Beni Culturali in Sicilia - spiega Crocetta - non è virtuale gestisce una serie di compenteze e atti amministrativi importanti. Il fato che le sue visite fossero occasionali non va bene, una volta ho dovuto mandare il capo di Gabinetto a Ginevra".

Il presidente siciliano sulla facilità che Zichichi potesse mancare spesso, spiega anche che: "Mi aspettavo che ci fosse almeno un paio di giorni alla settimana. Io debbo difendere delle scelte - conclude - posso fare valutazioni giuste o sbagliate ma alla fine devo governare e se qualcosa sta andando male è giusto che io rettifichi le cose"

Sulla sua presunta scomunica, Crocetta critica i giornali che "sparano i titoli e quello che non è in linea con l'idea comune assume dimensioni spaventose". L'ex sindaco di Gela ricorda che Don Gallo "dice quello che dico io e a lui nessuno lo ha scomunicato". Dopo aver ricevuto le lettere di centinaia, racconta il governatore, di preti e confessori che lo volevano accogliere, Crocetta parla di rabbia per un allontanamento dalla chiesa: "Non capisco cosa avrebbe di tanto demoniaco una donna per diventare Papa".