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I PUNTI VENDITA A PALERMO E CALTANISSETTA

Despar, a casa 49 dipendenti
Salta l'accordo con Spm


La Spm, che lo scorso dicembre aveva firmato un accordo con la K&K, oggi ha incontrato i sindacati per comunicare la decisione di recedere dal contratto e abbassare le saracinesche.

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Mimma Calabrò, segretario generale Fisascat Sicilia
PALERMO - Quarantanove famiglie sulla graticola. Quando pensavano di essere fuori dal tunnel. È una situazione al limite del surreale quella che si è consumata stamattina a Palermo. La Spm, che lo scorso dicembre aveva firmato un accordo con la K&K, società in liquidazione, per l'affitto del ramo d'azienda di tre supermercati ex Despar (due a Palermo in via Brunelleschi e in via Argento e uno a Caltanissetta in via Fasciana) ha incontrato i sindacati per comunicare la decisione di recedere dal contratto e abbassare le saracinesche, già da oggi.

Alla base della decisione, accusa la Spm, la mancata trasparenza nelle trattative da parte di K&K e le notevoli criticità riscontrate nella gestione dei punti vendita. “Oggi – commenta Mimma Calabrò, segretario generale della Fisascat Cisl Sicilia – abbiamo avuto conferma di situazioni che, da tempo, erano chiare a tutti. Non rifornire, per settimane, i punti vendita non faceva già presagire nulla di buono. In ogni modo, ciò che a noi interessa è salvaguardare e tutelare i lavoratori che, oramai da troppi mesi, vivono nell'assoluta incertezza”.

Basti pensareche, ad oggi, alcuni dei lavoratori hanno incassato solo un acconto del 40 per cento relativo a febbraio (gli altri dovrebbero percepirlo tra domani e dopodomani) e che delle tranche (da 350 euro per i full time e da 200 per i part time) previste dall'accordo con Spm e relative alle mensilità mai versate da K&K, non c'è traccia da gennaio. “Occorre istituire un tavolo anche alla presenza di K&K – aggiunge Mimma Calabrò – per chiarire tutti i punti della risoluzione dell'affitto di ramo d'azienda e per ricevere informazioni su eventuali manifestazioni di intenti o trattative. Urge trovare soluzioni che permettano ai lavoratori di uscire da questo limbo che, di certo, non lascia dormire sogni tranquilli a nessuno”.

“Avevamo la preoccupazione che ci si potesse imbattere in situazioni che non configurassero una prospettiva duratura e stabile. Purtroppo – dice Pietro La Torre, segretario generale Uiltucs – siamo stati profeti di una situazione che oggi si è venuta a concretizzare. L’unico dato certo, per quanto ci concerne, è che questi lavoratori dovranno tornare sotto le insegne di K&K e che le future, auspichiamo, manifestazioni di interesse, siano valutate dalla K&K , ma anche da tutte le organizzazioni sindacali con una maggiore capacità di analisi e di approfondimento sulle reali capacità imprenditoriali, tenuto conto dell’interesse primario della salvaguardia occupazionale”.