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gazebo, parla l'assessore di marco

Proroga, si decide dopo Pasqua
“Rispettare codice stradale”


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Gazebo, sulla proroga si decide dopo Pasqua

La prossima settimana il Consiglio comunale voterà la proroga di sei mesi delle concessioni ai gazebo allestiti davanti pub, bar e ristoranti. Caracausi: “Imprescindibile l’approvazione del Put”.

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PALERMO – Andrà in aula per il voto presumibilmente il 3 o il 4 aprile la delibera consiliare che, se approvata, accorderebbe una proroga di sei mesi ai concessionari dei gazebo allestiti davanti a pub, bar e ristoranti di Palermo. Per motivi tecnici non è stato possibile approvarla entro domani, quando scadrà l’anno di transizione stabilito dal regolamento approvato nel 2012 da Sala delle Lapidi. La conferma è arrivata oggi dal presidente della Commissione Attività Produttive, Paolo Caracausi, intervenuto a un incontro presso la Camera di Commercio tra l’Amministrazione (presenti gli assessori Marco Di Marco e Francesco Giambrone), le associazioni di categoria e i commercianti della ristorazione, spaventati dall’idea di dover smontare le strutture esterne dopo aver investito per la loro costruzione dietro regolare autorizzazione. Per la quale molti hanno già ricevuto la lettera di revoca.

Il dibattito, al quale hanno preso parte il presidente della Confartigianato Imprese Palermo, Nunzio Reina, il presidente dell’Unione Pubblici Esercizi, Gigi Mangia, e il direttore dell’Ente Bilaterale del Turismo, Salvatore Scalisi, si è svolto con toni a tratti accesi e ha palesato i malumori degli esercenti, che comunque hanno finalmente avuto la possibilità di discutere le proprie istanze direttamente con le istituzioni.

La possibilità di una proroga delle concessioni, come ha già specificato lo stesso sindaco Leoluca Orlando, non riguarderebbe i gazebo del tutto abusivi, che sono illeciti a priori, ma solo quelli che da venerdì la polizia municipale dovrà considerare illegittimi, e dunque sanzionare, perché violano le norme del codice della strada. Una distinzione non da poco, sottolineata dal rappresentante dei ristoratori Mangia, per il quale “occorre distinguere l’illegittimità dall’illegalità degli abusivi. Ma è già tanto essere qui oggi a discuterne, a confrontarci con questa amministrazione. Perché in passato il mostro è stato partorito non dal confronto ma dal contrasto”.

“Se proprio gli esercenti sono costretti a togliere questi gazebo, che almeno sia loro concessa una detassazione, altrimenti come faranno a riprendersi dall’investimento fatto? – ha aggiunto Reina – Riconosciamo le lamentele dei cittadini su sporcizia e rumori molesti ma non è colpa nostra se il Piano Urbano del Traffico non è stato ancora approvato. Per questo chiediamo alle istituzioni di avere senso di responsabilità nella mediazione con gli operatori commerciali”.

“Speriamo che la delibera venga approvata – ha aggiunto Caracausi – perché ci sono partiti contrari come il Pdl. Anche all’interno dell’Idv c’é qualche perplessità, qualcuno non è molto d’accordo. La proroga è già nelle mani dell’ufficio di presidenza che ha convocato per domani una riunione dei capigruppo. Sarà valida però soltanto nelle more dell’approvazione del Put. Purtroppo i gazebo sono in contrasto con il codice della strada. Andremo comunque a Roma, al Ministero dei Trasporti, per chiedere lumi sull’interpretazione dei concetti di carreggiata, asse stradale, e così via. Per questi pochi giorni – ha concluso il consigliere – confido nel buon senso dei vigili, ma certo non possiamo chiedere che non facciano il loro lavoro”.

L’assessore Di Marco, tuttavia, ha specificato che la proroga sarà valida solo per quei punti di ristorazione che si trovano all’interno di strade o piazze che il Put intende pedonalizzare: “Certamente non tutta la città può diventare un’isola pedonale. Diciamo che qualunque tempistica venga approvata dal consiglio deve servire per trovare soluzioni più definitive per salvaguardare il lavoro dei commercianti. Devo bacchettare semmai le associazioni di categoria perché il regolamento dei gazebo è passato attraverso una lunga gestazione e c’era un anno di tempo per adeguarsi. Occorre dire che per troppi anni su questo tema non si è intervenuto. Adesso è ora di guardare al futuro e trovare soluzioni definitive”.

Una necessità, quella di non allargare troppo le maglie dei permessi e delle deroghe, che ha provocato qualche rimostranza da parte degli imprenditori presenti in sala, come ha sintetizzato bene uno di loro, Antonino Cottone: “Tra il 2007 e il 2009 abbiamo realizzato i gazebo seguendo le linee guida del Tosap su carreggiate, strisce blu e quant’altro. Perché sei anni fa le concessioni sono state rilasciate sulla base del Cds? Come faranno quelli che non si trovano in strade soggette alle pedonalizzazioni, ovvero, praticamente, il 90% delle attività coinvolte? Eppure queste concessioni fanno entrare soldi nelle casse comunali. Noi pensiamo che si possa comunque agire pur nel rispetto dell’articolo 20 del Cds riguardante l’occupazione del suolo pubblico”.

“Si tenga conto che un’amministrazione deve rispettare il diritto – ha ribattuto Di Marco –. Non so perché quelle concessioni in passato siano state emesse, ma il Put non può essere la foglia di fico dietro la quale accordare permessi e autorizzazioni che violino le normative nazionali e regionali. Un atto del genere sarebbe illegittimo e verrebbe sicuramente perseguito chi l’ha sottoscritto. Già adesso ci sono indagini della Procura su queste questioni, ci sono stati procedimenti penali e civili, sequestri, provvedimenti disciplinari nei confronti di alcuni dirigenti comunali. Io stesso, quando mi sono insediato, ho trovato almeno un centinaio di sanzioni inevase a carico dei commercianti”.

Per risolvere questa contraddizione tra le normative nazionali e quelle comunali c’è chi, come Scalisi, ha proposto di allargare quanto più possibile il numero delle pedonalizzazioni (e una risposta è arrivata in parte nel pomeriggio con il raddoppio degli ettari delle aree pedonali, previsto nel nuovo Put), e chi, come Ugo Forello del Comitato Addiopizzo, ha lanciato l’idea di “un tavolo permanente che si occupi di questo problema e da qui a sei mesi proponga soluzioni definitive che tutelino chi ha agito secondo le regole, in modo che la chiusura dei gazebo possa essere considerata come estrema ratio. Altrimenti tra sei mesi saremo ancora qui a parlare delle stesse cose”.

 

“Prendiamo favorevolmente atto dell’iniziativa della Giunta e della commissione consiliare competente di concedere sei mesi di proroga sul problema dei gazebo. Si tratta di una boccata di speranza per un settore attualmente in crisi economica e occupazionale anche a Palermo”. Lo afferma Pietro La Torre, presidente dell’Ente bilaterale regionale turismo della Sicilia, in seguito alla riunione che si è svolta oggi alla Camera di Commercio di Palermo, cuoi hanno partecipato molti operatori e lavoratori del settore pubblici esercizi e ristorazione. “Ribadisco la disponibilità dell’ente bilaterale ad intervenire nei casi di crisi con l’erogazione di interventi di sostegno al reddito. Invito le imprese a rispettare i contratti di lavoro e a non creare sbagliate scorciatoie nei confronti degli obblighi contrattuali con i propri collaboratori. Sollecito le amministrazioni pubbliche ad assumere iniziative di legalità che oltre a contrastare la malavita organizzata possano garantire le condizioni di impiego e se necessario aiutino le imprese e i lavoratori che vogliono resistere e lavorare anche con accordi difensivi che transitoriamente concedano strumenti in deroga per superare il difficile momento”.