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operazione della guardia di finanza

Maxisequestro a tre imprenditori
Confiscate imprese, attività commerciali e immobili


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Tra i locali sequestrati dalla guardia di finanza anche il Cotton Club Cafè

di Riccardo Lo Verso. Imprese, attività commerciali ed immobili, per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro, sono stati sequestrati dalla guardia di finanza in esecuzione di tre provvedimenti emessi dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, nei confronti di tre imprenditori accusati di mafia. Tra le attività sequestrate, anche il pub Cotton Club Cafè.


PALERMO - Imprese, attività commerciali ed immobili per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro. Ecco come la mafia investe il denaro sporco. I beni sono stati sequestrati dalla guardia di finanza in esecuzione di tre provvedimenti emessi dalla sezione misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, nei confronti di tre imprenditori accusati di mafia.

Lungo l'elenco dei beni sequestrati a Giuseppe Provenzano, palermitano, classe 1963, indicato da diversi collaboratori come esponente della famiglia mafiosa di Tommaso Natale e San Lorenzo e condannato nel maggio 2012 dalla Corte di Appello di Palermo alla pena di dodici anni di reclusione per associazione mafiosa: idrotermica dei Colli con sede in via San Lorenzo, Paledil snc con sede in via Agesia da Siracusa, Pane & co di Girolamo Provenzano con sede in via San Lorenzo, i centri scommesse Planet win365, My Bet e Planet Win di  Piazza Rossi e via Lorenzo Landolino. Formalmente i centri sono intestati alle ditte individuali Aurelio Puccio e Giuseppe Nicolosi. Ed ancora appartamenti e garage in via San Lorenzo. Il tutto per un valore vicino al milione e mezzo di euro.

Il secondo provvedimento è scattato nei confronti di un imprenditore edile di 64 anni, Salvatore Cataldo, originario di Carini (Pa), accusato di estorsione e occultamento di un cadavere. Nel suo terreno, lungo la parallela che costeggia l'autostrada per Punta Raisi, all'altezza dell'uscita di Carini, venne seppellito il cadavere di Giovanni Bonanno, cassiere del clan di Resuttana fatto sparire con il metodo della lupara bianca perché accusato di avere fatto la cresta sulle estorsioni.  I sigilli sono stati apposti ad uno stabilimento industriale che vale 500 mila euro.

La fetta più cospicua del sequestro, oltre due milioni di euro, riguarda Carmelo e Daniele Vinci. Nel loro caso sigilli al Cotton Club ristorante e al pub Felix di piazza Nascè, uno dei locali della movida palermitana. E' qui che Gianni Nicchi trascorse la sua ultima sera da latitante. Carmelo Vinci, già sottoposto nel 2011 alla sorveglianza speciale e condannato ad un anno di reclusione per tentata estorsione aggravata, nel novembre 2011 ha avuto 13 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di numerose rapine.

Ma il legale di Carmelo Vinci rettifica: "Nulla a che vedere con la mafia"