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LA TRAGEDIA NEL MARE DI PALERMO

Ricerche fino a Capo d'Orlando
Gli amici: "Un incubo senza fine"


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Ragazzi dispersi, continuano le ricerche

Motovedette, elicotteri e sommozzatori perlustrano un'area sempre più vasta, che va dalla Bandita fino al tratto di costa messinese. Le famiglie di Massimiliano Perricone e Salvo Zarcone ancora in attesa di notizie: "Vorremmo improvvisamente svegliarci e riabbracciarli".

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PALERMO - Dalla Bandita a Capo d'Orlando. Le ricerche di Massimiliano Perricone e Salvo Zarcone si spingono ancora verso est per verificare eventuali spiaggiamenti. E' una ricerca senza sosta quella dei due ragazzi ancora dispersi in mare e le condizioni meteorologiche di oggi dovrebbero favorire le perlustrazioni: "Il mare è calmo e non c'è vento - spiegano dalla capitaneria di porto di Palermo - e il lavoro delle nostre sette motovedette, oltre quelle della guardia di finanza e dei carabinieri, potrebbe essere più facile. Di sicuro la visibilità è finalmente migliore".

In azione, come negli scorsi giorni anche due elicotteri, uno della guardia costiera, l'altro dei vigili del fuoco. Il velivolo ad ala fissa proveniente da Pescara setaccerà invece un'area fino a sessanta miglia dalla costa, a partire da Capo Mongerbino, dove lunedì è stato trovato un salvagente che non sarebbe però appartenuto ai tre ragazzi. E, mentre i gentori di Davide Arena, il ragazzo trovato senza vita, convivono ormai con la straziante rassegnazione di aver perso il proprio figlio, i familiari e gli amici di Massimiliano e Salvo non si danno pace: "Vorrei svegliarmi da questo incubo - dice la cugina di uno dei due giovani - e abbracciare il mio Salvo".

I tre amici vengono descritti come tre fratelli da coloro che li conoscevano. Ieri l'ultimo saluto a Davide, nel corso di una cerimonia dolorosa e piena di domande. Le stesse che le famiglie continuano a porsi a distanza di cinque giorni dalla tragedia: "Tre ragazzi prudenti, esperti - dice Marcello Spina, zio di Salvo - non riusciamo a spiegarci cosa sia successo e fino ad adesso non abbiamo nemmeno un corpo sul quale piangere".

Cugini, zii e genitori nelle ultime ore hanno abbandonato la capitaneria di porto, dove in questi giorni sono rimasti svegli grazie alla forza della speranza. Poi il riposo a casa, dove attendono una telefonata che ancora non arriva. "Amavano il mare e dal mare sono stati inghiottiti - dice un'amica dei tre giovani. Quello di Davide era un sorriso contagioso e l'affetto che provavamo nei suoi confronti non morirà mai. L'attesa di notizie su dove si trovino Salvo e Massimiliano è straziante, vorrei poter tornare indietro e impedire loro di salire su quella barca".