Live Sicilia

IL FENOMENO

Aperitivo ai piedi della chiesa
La suora fa aprire i bar di notte


Dalle 19 all'una di notte centinaia di palermitani affollano ogni sera la strada che conduce alla chiesa della Mercede. Un fenomeno di fronte al quale alcuni commercianti hanno deciso di tenere aperti i propri negozi e al bar, c'è chi sorseggia una birra e affida alla suora le proprie speranze.

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PALERMO - L'ambulante prende quel bastoncino e lo trasforma in pochi secondi in una nuvola di zucchero filato. A porgere la mano è una bambina di undici anni: è lì coi suoi genitori per assistere al "miracolo". Su quella bancarella ci sono i più svariati tipi di caramelle, torroni, lecca lecca: quella che si respira è quasi un'atmosfera da fiera, da parco giochi. Ma nessuna giostra, nessun prato verde: lì c'è la suora che tutti vogliono vedere coi propri occhi, lì c'è forse la speranza, l'illusione, di sicuro la curiosità. A distanza di pochi giorni da quando l'immagine della sagoma ha cominciato a fare il giro del web, il numero dei palermitani che ogni sera si reca ai piedi della chiesa della Mercede non fa che lievitare.

Già dall'ingresso al mercato, entrando da Porta Carini, quella che si intravede è una lunga colonna d'auto. I fedeli cercano un parcheggio, suonano il clacson, c'è intanto chi scende dall'auto perché non riesce più ad aspettare. Sono le 19, il sole è appena tramontato e qualcuno non vuole rinunciare all'aperitivo. In attesa di un segno divino Giovanni, 26 anni, beve una birra, mentre il suo amico Guglielmo tiene un pacco di patatine in mano: "E' una bella serata, non fa freddo - dicono - e stare qui è piacevole. Che male c'è a sorseggiare qualcosa mentre assistiamo a tutto questo? I bar dovrebbero restare aperti fino a tardi". Ma in realtà c'è già qualcuno che non si è lasciato sfuggire l'occasione.

A pochi metri, infatti, oltre ad altri due ambulanti con leccornie di ogni tipo, c'è un bar-pasticceria aperto. "E' la seconda volta che restiamo qui fino all'una e mezza di notte - dice il titolare - perché c'è tanta gente, sarebbe un peccato perdere questa opportunità". Il barista, mentre incarta un vassoio con cinque ciambelline al cioccolato, dà poi la sua opinione sul fenomeno di cui si parla da un capo all'altro della città: "Il parroco ci dice che potrebbe essere un brutto segno, ma io penso sia un presagio per il nostro quartiere. Dicono che registreranno qui una puntata della trasmissione che si occupa di fenomeni sovrannaturali e siamo tutti contenti di questo interesse".

Al bar le gente è in fila alla cassa. Tra una bibita, un cornettom una ciambella e un caffè notturno, l'argomento è sempre lo stesso. E chi è scettico ed è ormai convinto che si tratti di un semplice gioco di luci si confronta con chi ha un rosario in mano e prega ai piedi della suora: "Sono venuto qui - dice Mario, elettricista di 41 anni - per rendermi conto di eprsona quanto questi riflessi di luce siano ingannevoli, ma appena ho spiegato a voce alta di cosa si trattasse sono stato definito "ateo".