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Ritrovati i corpi di Zarcone e Perricone
Lo strazio dei parenti dopo il riconoscimento


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Il luogo in cui sono stati identificati i corpi di Salvatore Zarcone e Massimo Perricone

I due ragazzi erano dispersi dal 24 marzo, dopo una battuta di pesca con un amico, Davide Arena, trovato morto poche ore dopo il naufragio: i loro corpi sono stati recuperati insieme perché legati dai resti di una rete da pesca. Scene di dolore e strazio dopo il riconoscimento, avvenuto tramite alcuni oggetti ed abiti.

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PALERMO - Il mare restituisce i corpi di Massimiliano Perricone e Salvatore Zarcone, i due ragazzi ancora dispersi nel mare di Palermo dopo una battuta di pesca che si è conclusa tragicamente. La Capitaneria di Porto ha recuperato i due cadaveri nelle acque di Ficarazzi, a circa centocinquanta metri dalla costa, nella stessa zona in cui, erano salpati con la loro piccola abrca il 24 marzo. Con loro, quel giorno, c'era Davide Arena, trent'anni, trovato senza vita lo stesso pomeriggio.

Stamattina, ad avvistare i cadaveri e lanciare l'allarme ai carabinieri è stato un diportista, un brigadiere dell'Arma in congedo alle prese con una battuta di pesca nello specchio d'acqua compreso proprio tra il porticciolo della Bandita e Ficarazzi. I militari hanno quindi avvertito la Guardia Costiera, che nel frattempo non aveva mai interrotto le ricerche, andate avanti anche di notte. I corpi di Massimiliano e Salvatore sono così stati trasportati al molo della Cala, dove si sono recati i familiari dei due giovani, che hanno atteso con angoscia l'arrivo delle salme.

Poi il riconoscimento: sul viso dei due ragazzi ci sarebbero stati numerosi graffi, ma gli indumenti e gli oggetti non hanno fatto dubitare nemmeno un attimo i loro parenti. L'identificazione, a cui era presente il medico legale, è così avvenuto sulla banchina, dove sono arrivate, per precauzione, anche due ambulanze del 118. Una fase alla quale sono seguite scene di strazio e dolore degli amici e delle famiglie dei due ragazzi, uniti nella vita come nel tragico destino: i loro corpi sono infatti stati trovati insieme perché legati dalle gambe dai resti di una rete.

"Abbiamo immediatamente avvisato le famiglie - spiega il comandante Luigi Galioto - alle quali in queste settimane siamo stati molto vicino. Gli abiti che avevano addosso hanno allontanato ogni dubbio. Il medico legale ha accertato la morte per annegamento - aggiunge Galioto - avvenuta quasi sicuramente in seguito ad un'onda anomala che ha provocato il capovolgimento della piccola imbarcazione. Davide Arena - precisa - quel giorno deve essere probabilmente riuscito a riemergere e ha indossato il salvagente, per poi essere nuovamente travolto dalle onde.

I tre uscivano spesso in barca, la pesca era la loro passione. La domenica del 24 marzo, però, uno strano ritardo aveva immediatamente creato ansie e preoccupazione ai familiari, che hanno così avvisato la guardia costiera. Quello sarebbe stato l'inizio di un incubo. Della piccola barca, nel frattempo, nessuna traccia. In seguito al peso del motore cinque cavalli di cui era equipaggiata si troverebbe ancora in fondo al mare. In queste settimane diversi oggetti e detriti sono venuti a galla, ma ad appartenere ai ragazzi, soltanto un giubbotto che sarebbe stato indossato da Perricone ed una scarpa di Zarcone. I due lavoravano insieme da cinque anni in un centro di revisione auto nella zona di Guarnaschelli, dove erano nati e cresciuti. Avevano preso in gestione un'area del centro gomme Ciaramitaro.