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A SERVIZIO PUBBLICO

"Crocetta mi ha cacciato
perché ero scomodo"


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Franco Battiato contro la politica e la mediocrità scuote il pubblico presente in studio a Servizio Pubblico. "Crocetta mi ha cacciato perché qualcuno più in alto lo ha imposto", al cantautore catanese sembrano essere molto chiare le dinamiche che hanno portato alla sua cacciata. Ma il governatore replica: "Franco? Non gli interessava fare l'assessore".

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PALERMO – “Cosa c’entrano le donne se faccio un discorso politico”, sulle spiegazioni del presidente Crocetta alla cacciata dell'ex assessore Franco Battiato, lo stesso cantautore ha le idee molto chiare. “E’ vero che non me ne frega niente di fare l’assessore, io sapevo cosa avrei dovuto fare  - spiega Battiato - lui ha insistito con la storia dell’assessore e l'ha pagata ma l'ha pagata lui”.  Ospite nella puntata di Servizio Pubblico, Franco Battiato, conclude con i fuochi d’artificio il suo intervento. “Quello che non può dire Crocetta – spiega - è che uno sopra di lui gli ha detto che ero scomodo e di cacciarmi – prosegue - da cinque mesi covava questa cosa”. Sembrerebbe dalla ricostruzione di Battiato, che ci sia dietro la sua cacciata anche un certo fastidio per le sue scelte “casual” nell’abbigliamento e le numerose assenze in aula.

Ma la partecipazione di Battiato a Servizio Pubblico tocca tutti i temi della puntata. Ed è proprio l’artista catanese che apre il talk subito dopo le interviste a Diego della Valle e Massimo Cacciari. “Tu non devi invitare me – spiega a Santoro il cantautore - abbiamo ascoltato due menti lucide, gli altri li dobbiamo lasciare fuori “. Si rivolge subito a Santoro con un invito per i politici: “Lasciali fuori questi stupidi pappagalli che da anni  dicono sempre la stessa cosa”. Ma partito l’applauso, Battiato ammonisce: “Niente applausi, prego”.

La povertà che si trasforma in assassina silenziosa.  La terribile storia dei due coniugi di Civitanova Marche e del loro suicidio, nel servizio di Francesca Fagnani, scuote l’ex assessore siciliano. “Sono anni che denuncio queste cose – un appassionato Battiato verso Michele Santoro – ho creato canzoni che parlano di questo, è arrivato il momento di aiutare chi potrebbe stare troppo male “.

“Io sono contento di pagare le tasse – un attacco travolgente di Battiato, che si scaglia con parole di fuoco contro gli evasori fiscali – confischiamo i conti in banca, non si può accettare tutto questo, non facciamoli vivere più”. Un altro applauso. Questa volta il cantautore però non rifiuta gli applausi.

Le preferenze degli italiani per il nuovo presidente della Repubblica, indicato nel sondaggio del programma, lasciano Battiato perplesso: “Chi avete intervistato è una cosa incredibile”. Le ingerenze della politica “rabbrividiscono” Battiato, che spiega: “ Non siamo abituati alla coerenza , abbiamo lasciato così tanto spazio a questa classe politica – sottolinea - che sono entrati in tutti i campi sono entrati anche nella Siae ma perché? Ci sono teatri in Italia – spiega l’autore siciliano - da 35 anni condotti dallo stesso tipo che fa quello che vuole, hanno mogli che prendono soldi senza far niente”.

Politici come boss della malavita americana. Questo è la fotografia scattata da Battiato del mondo politico. Con una metafora condominiale, poi,  chiede se sia normale che i politici “abbiano sfrattato gli italiani” dal loro potere decisionale. “Loro sono al nostro servizio si credono padreterni hanno conquistato tutto, se non li prendiamo a bastonate – precisa sornione - in senso metaforico, non cambierà niente”.

Non poteva esserci occasione migliore per lasciare che Battiato potesse spiegarsi sulla sua battuta, poco elegante per alcuni, sulla “gravissima situazione del Parlamento”. Una frase riportata male. “C’è un solo modo per dire queste cose – risponde - .Il parlamento è una struttura se dentro ci sono dei fetenti ,io cosa posso dire se non che è un troiaio”. Un’espressione simbolica, un modo per esprimere una grave situazione di confusione tra potere pubblico e interesse privato. “I parlamentari che hanno accettato denaro per votare decreti e leggi  - attacca – dannosi. Vanno espulsi, devono essere fermati ”.

“Viviamo nel magico mentre tutto sta diventando una totale stupidità” la mancanza di una dimensione spirituale è una delle cause che portano alle disuguaglianze , secondo Battiato, sta distruggendo la società. “La politica non considera la qualità umana – spiega - sono discorsi tra sordi, la condanna è che tutti parliamo la stessa lingua ma non ci capiamo” .

Spettacoli, messe, una spiritualità sostenuta dalla preghiera: la ricetta dell’autore per uscire dalla mediocrità che “sta strozzando il paese”. Una mediocrità che non appartiene al genere umano. Santoro chiede se non ci sia del razzismo nelle parole di Battiato, che risponde schietto: “Non è razzismo, se uno è un cretino, ha scelto di essere un cretino – si spiega meglio - abbiamo tutti le stesse possibilità possiamo diventare geni da un momento all’altro se fai il delinquente è perché lo hai deciso”.