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lo svela il consigliere caracausi

“I gazebo sulle zone
di parcheggio sono regolari”


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Il consigliere Paolo Caracausi svela un’interpretazione del Ministero dei Trasporti sul concetto di carreggiata che non costringerebbe più gli esercenti a smontare i gazebo che insistono sugli stalli per auto. Un cambio di prospettiva che potrebbe “salvare” molte più strutture di quante non farebbe il Put, che si limiterebbe a mettere in regola i gazebo delle aree pedonali.

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Paolo Caracausi
PALERMO – “Secondo l’interpretazione del Codice della Strada fornitami dal Ministero dei Trasporti, i gazebo che insistono sugli stalli per auto non occupano la carreggiata e dunque sono autorizzati”. Queste parole, a firma del presidente della Commissione Urbanistica del Consiglio comunale di Palermo, Paolo Caracausi, potrebbero segnare una svolta economicamente rilevante per buona parte degli esercenti che hanno installato un gazebo nelle strade del capoluogo.

Per molti commercianti, infatti, potrebbe significare la possibilità di non dover smontare le strutture in seguito alla scadenza dell’anno di transizione sancito dal regolamento che Sala delle Lapidi ha approvato nel 2012 e che ha proibito i gazebo realizzati in violazione del Codice della Strada. La decisione ha suscitato molte polemiche e le proteste di quegli esercenti che hanno investito nella realizzazione di un gazebo, dietro regolare concessione, salvo poi vedersi revocare il permesso. Tanto che prima di Pasqua la maggioranza di Sala delle Lapidi stava prospettando la possibilità di una proroga di sei mesi delle concessioni in attesa di trovare una soluzione più definitiva.

Gli ostacoli non mancavano: l’assessore alle Attività Produttive Marco Di Marco aveva più volte ribadito che “anche se non conosco i motivi alla base di queste concessioni, un’Amministrazione è tenuta a rispettare le leggi nazionali. Quello che si può fare è aumentare le zone pedonali, nelle quali l’installazione è consentita, grazie allo strumento del Piano Urbano del Traffico. Ma certo non si può pedonalizzare tutta la città”.

E in effetti, nelle linee-guida del nuovo Put Palazzo delle Aquile ha previsto il raddoppio da 40 a 80 degli ettari pedonalizzati. Al momento, Codice alla mano, l’articolo 20 prevede che soltanto “nelle strade di tipo E) ed F) (strade urbane di quartiere e strade locali, ndr) l’occupazione della carreggiata può essere autorizzata, a condizione che venga predisposto un itinerario alternativo per il traffico, ovvero, nelle zone di rilevanza storico-ambientale, a condizione che essa non determini intralcio alla circolazione”. Insomma, a una prima lettura solo i gazebo siti nelle aree pedonali sarebbero legittimi.

Tutto si gioca, dunque, sulla definizione di carreggiata. Dopo il chiarimento del dicastero, infatti, potrebbero ritrovarsi in regola non solo i gazebo che si trovano nelle zone chiuse al traffico, ma anche quelli che insistono sui parcheggi nelle strade aperte al transito. La sostanziale novità è emersa da un recente incontro tra Caracausi e il dirigente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Luciano Marasco, che “ha confermato – spiega il consigliere – che la parte di sede stradale in cui si trovano gli stalli per auto non è carreggiata, pertanto vi possono tranquillamente stazionare sia i gazebo sia, più in generale, tutte quelle strutture o attività che rientrano nella regolare occupazione di suolo pubblico”.

Ma perché ciò si verifichi si devono attendere alcuni necessari passaggi normativi: “Intanto non siamo ancora riusciti a votare la proroga delle concessioni – aggiunge Caracausi – perché non tutte le Circoscrizioni, ad oggi, ci hanno inviato il loro parere. Una volta votata la proroga, occorrerà una modifica statutaria del Regolamento comunale che applichi l’interpretazione del Ministero. Nel frattempo, però, deve essere approvato il nuovo Put. La commissione ha già predisposto il provvedimento di proroga, aspettiamo le Circoscrizioni per procedere. Fino a stamattina ho sollecitato il presidente del Consiglio Totò Orlando per far sì che si accelerino i tempi”.

Nel frattempo la Polizia Municipale non avrebbe ancora elevato alcuna contravvenzione nei confronti degli esercenti, che restano dunque in attesa di notizie più certe sul destino del loro investimento.

"Sono convinto che la relazione che Caracausi ha presentato al Ministero - commenta il presidente della Confartigianato Palermo, Nunzio Reina - metta nelle condizioni di risolvere molti problemi. Come Confartigianato chiediamo che si faccia un distinguo chiaro tra l'illegittimità di alcuni gazebo, dovuta alla scadenza della concessione, e l'illegalità di quelli abusivi. Ma il problema è anche un altro: perchè a maggio, in soli tre giorni, il commissario Latella è riuscita a deliberare il provvedimento di rimozione dei gazebo e ora non si riesce neanche a votare una proroga? Ora che c'è da salvare un bel po' di posti di lavoro il Consiglio comunale è assente".

"Nei sei mesi di proroga - continua Reina - si deve consentire a un comitato di avvocati e ingegneri di valutare e individuare il percorso più breve per cambiare il regolamento e rivedere il sistema-gazebo a Palermo. Ma si eviti di sanare gli abusivi o di consentire la realizzazione di nuovi gazebo. Certo in una situazione del genere - conclude il presidente - subire le contravvenzioni sarebbe una beffa, ma è giusto d'altra parte che la Polizia Municipale faccia il proprio lavoro. Speriamo che in Consiglio facciano presto".