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IL BILANCIO all'ars

La spesa scende di 1,3 miliardi
L'articolo 37 regala 150 milioni


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Confermati i tagli alle spese di funzionamento degli assessorati (risparmio stimato del 25% rispetto alla prima bozza di bilancio). Il risparmio rispetto all'anno scorso è di circa 900 milioni.

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ars, bilancio, dina, Politica
Il presidente della Commissione bilancio all'Ars, Nino Dina
PALERMO - C’era, innanzitutto, un disavanzo da un miliardo. Da coprire, in qualche modo. Questo è uno dei motivi che ha indotto il governo a operare la variazione alla prima bozza di bilancio. Insomma, il vero bilancio è questo. Quello che prevede una serie di tagli e riduzioni, utili per far tornare i conti. L’arrivo, stasera probabilmente, della legge Finanziaria, darà un quadro più chiaro della situazione contabile della Regione. Intanto qualche dato emerge: il risparmio operato grazie alla variazione è di circa 900 milioni, mentre la spesa corrente scende di circa 700 milioni di euro.

Come emerge dalla relazione tecnica del governo giunta oggi in Commissione bilancio, la nota di variazione giunta oggi all’Ars è legata alla “necessità di provvedere al disavanzo relativo all’esercizio finanziario 2012, che viene stimato in 1.000 migliaia di euro”. Un miliardo, appunto. Frutto di accantonamenti tributari imposti dallo Stato (639 milioni), la mancata stipula del mutuo per l’anno 2012 (altri 314 milioni) e ulteriori 47 milioni dovuti alla gestione.

Per coprire questo “buco”, insomma, il governo, come annunciato nei giorni scorsi dall’assessore all’Economia Luca Bianchi, è intervenuto con diversi provvedimenti. Innanzitutto, col taglio alle spese di funzionamento degli assessorati. Fissati, in questo caso, alcuni parametri standard: 19-20 euro al metro quadro e 100 euro a dipendente. Il risparmio ottenuto è un po’ inferiore a quanto auspicato inizialmente dall’assessore: circa il 25% rispetto al 2012. Altri 114 milioni la Regione li recupera grazie a una recente sentenza della Corte costituzionale in tema di riserve tributarie. Ulteriori entrate dovrebbero essere il frutto della rateizzazione della copertura del disavanzo, che sarà prevista in Finanziaria.

Nella nota di variazione, poi, ecco anche le nuove entrate derivanti dal Fondo di coesione e sviluppo: si tratta di 2,375 miliardi. Di questi, 171 milioni sono stati destinati alla spesa del Servizio sanitario regionale, il resto confluisce in un apposito Fondo, le cui somme verranno destinate appunto agli interventi previsti dal Programma.

Altre variazioni riguardano il riconoscimento dell’articolo 37 dello Statuto. Le nuove entrate sono state quantificate in bilancio: ecco l’entità, dal punto di vista economico, del riconoscimento dell’articolo che assegna alla Sicilia il gettito delle imposte sui redditi prodotti dall’imprese con sede legale fuori dal territorio regionale, ma con stabilimenti nell’Isola: 49 milioni per il 2013, 50 milioni per il 2014 e 52,8 milioni per il 2015.

In bilancio, però, sono riviste le previsioni d’entrata relative al cosiddetto “Fondo di solidarietà nazionale”, legato all’articolo 38 dello Statuto: il governo ha previsto minori entrate per 3 milioni nel 2013, 10 milioni per il 2014 e 20 milioni per il 2015. Azzerato, poi, il capitolo che prevedeva fondi statali per l’edilizia agevolata: circa 70 milioni di entrate previste nel triennio non sono più presenti nel bilancio. Ecco spuntare anche il nuovo ’”Ufficio per le autorizzazioni regionali” e l’Ispettorato tecnico che dovrebbe essere guidato da Tano Grasso.

“Le variazioni apportate – si legge nella relazione tecnica  – hanno determinato un netto miglioramento del risparmio pubblico che è passato da un risultato negativo di 23.845 migliaia di euro a un risultato positivo di 856.716 migliaia di euro”. Insomma, le variazioni hanno consentito un risparmio complessivo di circa 900 milioni. L’incremento della spesa, quantificato in 1.839 milioni non deve ingannare: quelle somme sono “da imputare principalmente – spiega la Commissione – alle entrate derivanti da trasferimenti di capitale che subiscono un incremento di 1,6 milioni di euro per effetto dell’iscrizione nel 2013 delle somme relative al Fondo coesione e sviluppo”. La spesa corrente si attesta a 13,752 milioni di euro, con una riduzione di 700 milioni di euro. Una riduzione che sale a 1,3 miliardi di euro se viene confrontata con l’esercizio 2012. Tutti dati, questi, che assumeranno un vero significato, però, solo dopo il deposito della legge Finanziaria che dovrebbe, tra le altre cose, rivedere l'ammontare del mutuo richiesto, al momento quantificato in circa 72 milioni.