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Regione e Confindustria

"Nuova luce" per la Formazione
Ecco il progetto Faro


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Tra gli obiettivi la creazione di un Osservatorio permanente sulla formazione regionale che possa ristrutturare l'offerta di formazione, "illuminando" le scelte della Regione per uniformarle alle necessità delle imprese territoriali.

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PALERMO - "Sono convinta che questo sistema riusciremo a modificarlo. Mi rendo conto che il cambiamento è difficile, o lo facciamo insieme o comunque noi lo facciamo". Questa la scommessa dell'assessore alla Formazione professionale Nelli Scilabra, in occasione della presentazione del progetto Faro (Formazione, animazione, ricerca per la creazione di un Osservatorio) che si è tenuto stamattina presso la sede di Confindustria Sicilia. Commissionato dalla Regione siciliana, il progetto si pone come obiettivo la creazione di un Osservatorio permanente sulla formazione regionale che possa ristrutturare l'offerta di formazione, "illuminando" le scelte della Regione per uniformarle alle necessità delle imprese territoriali.

Dopo i saluti di Giovanni Catalano, direttore di Confindustria Sicilia, che ha spiegato come "l'offerta di formazione sia minore rispetto alla domanda delle imprese" e che si è augurato che "tra qualche mese si possa verificare un ulteriore incontro per valutare i risultati dati dal progetto", si sono susseguiti gli interventi Rosario Alescio, responsabile dell'ente di formazione Logos, di Sergio Vistarini (Censis), Giuseppe Tessitore (Cisl Scilia), Giusi Milazzo (Cgil Sicilia), Paola Parente (Speha Fresia) e Nanda D'Amore (Civita) e Massimo Plescia, amministratore unico della SDI - Soluzioni d'Impresa. Assente, perché trattenuto in azienda, Antonello Montante, presidente di Confindustria Sicilia.

 Una lunga mattinata all'insegna di idee e proposte con un unico obiettivo: la chiarificazione della messa a regime di un dispositivo di rilevazione dei bisogni formativi di ampie fasce della popolazione, di quella "che lavora, che ha perso il lavoro e che il lavoro non l'ha mai avuto", ha chiarito Plescia. Il progetto F.a.r.o. si pone come finalità quelle di disporre di un quadro conoscitivo dell'offerta formativa regionale, acquisire elementi conoscitivi per valutare l'efficacia dell'offerta di formazione e la sua congruenza con i fabbisogni reali e orientare la programmazione formativa, costruendo una rete di volontari per l'implementazione e la continuità del flussi informativi. Ma ancora definire le figure professionali più richieste dal tessuto produttivo, realizzare il "prototipo sperimentale" di Osservatorio e aprire canali online di informazione e comunicazione.

Dopo aver parlato di metodi, strumenti e attività per la progettazione dell'Osservatorio e degli approcci attuativi - dalla realizzazione di una mappatura del territorio all'interpretazione delle esigenze di sviluppo del capitale umano - Sergio Vastarini ha illustrato il tasso di partecipazione della popolazione siciliana alle attività formative. Su un campione di 3000 cittadini, è risultato che sono 686 ad aver frequentato un'attività formativa ed è pari al 4,6% la media annuale dei frequentanti tra i 18 e i 65 anni. Tra le ragioni addotte per il 39,2% del campione di ricerca quella di "completare il proprio percorso formativo", ma è comunque del 39.9% il numero di chi "non è interessato a frequentare corsi di formazione".

La formazione professionale in Sicilia ha avuto un costo di 14 miliardi e 616 milioni di euro, ma ciò nonostante il nostro Paese nel 2020 avrà il peso più alto in Europa di lavoratori con bassi livelli di qualificazione – il 37,1 del totale contro la media Ue del 19,5% - e registrerà una fortissima carenza di lavori qualificati (il 17,5% contro la media UE del 32%). I dati parlano chiaro: la formazione va ripensata. Sono, infatti, 8000 i lavoratori attualmente impiegati all'interno della formazione professionale siciliana. "Un dato preoccupante", affonda la Scilabra. "Avete capito che di questo cambiamento dovete far parte - continua l'assessore rivolgendosi ai rappresentanti degli enti presenti - Sono convinta che possiamo fare tanto". La Scilabra ha posto, poi, l'accento sulla "mancanza di una razionalizzazione" del sistema prima dell'attuale governo e ha sottolineato come "questo vada smantellato e ricostruito con chi ne fa parte".