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La Procura di Gela

"Quella droga non era sua"
Maestro scagionato dopo un anno


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L'insegnante gelese Domenico Timpanelli, 47 anni, finito sotto accusa ad aprile 2012 per il reato di detenzione ai fini dello spaccio di sostanza stupefacente, può finalmente tornare a vivere sereno. La Procura di Gela stamattina ha avanzato la richiesta di archiviazione nei suoi confronti, facendo così cadere tutte le accuse a suo carico.

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GELA - Lo additavano come il maestro spacciatore. Ma a distanza di un anno, l'insegnante gelese Domenico Timpanelli, 47 anni, finito sotto accusa per il reato di detenzione ai fini dello spaccio di sostanza stupefacente, può finalmente tornare a vivere sereno. Con la droga trovata e sequestrata nella sua auto, non c'entrava davvero nulla e lo aveva sostenuto sin da subito sbandierando la sua innocenza.

E' quanto stabilito oggi anche la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gela che stamattina ha avanzato la richiesta di archiviazione nei confronti dell'insegnante, facendo così cadere tutte le accuse a suo carico. Dalle indagini, condotte dalla polizia giudiziaria, è infatti risultato che nei confronti dell'uomo era stato simulato il reato con la conseguente calunnia alla sua persona. Dunque, la sostanza stupefacente non apparteneva al maestro ed era stata collocata nel passaruote della sua auto da mani ancora ignote.

Timpanellli era stato ammanettato il 28 aprile dello scorso anno dalla Guardia di Finanza. All'interno di una Pegeout 308 di sua proprietà, posteggiata in via Sabbioncello, nel quartiere residenziale di Macchitella, le fiamme gialle avevano rinvenuto, mezzo chilo di droga: 5 panetti di hashish ed un involucro contenente 5 grammi di cocaina. L'uomo era per questo finito in carcere e dopo diciotto giorni era stato ammesso agli arresti domiciliari con una sentenza del Presidente del Tribunale del Riesame di Caltanissetta, Maurizio Amato, che aveva accolto la richiesta difensiva presentata dagli avvocati del maestro, Vincenzo Ricotta e Rocco Fausciana.

Sull'insegnante Timpanelli pendeva anche l'accusa di possesso di monete antiche. Appena otto giorni fa, il Pm Silvia Benetti ha però chiesto l'archiviazione del caso e disposto il dissequestro di 65 monete risalenti all'età romano–imperiale e di tre monete d’oro di epoca normanna. Si trattava di cimeli che il maestro aveva acquistato online dieci anni prima quando svolgeva l'attività di tour operator.