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Il primo violino della Scala
in anteprima a Palermo


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Lunedì 22 e martedì 23 aprile verrà ricordato il grande compositore tedesco Hans Werner Henze, scomparso alla fine del 2012. Francesco Manara, primo violino del teatro alla Scala, esegue per la prima volta in Italia "Il Vitalino raddoppiato".

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Il concerto pomeridiano del 22 aprile fa parte del progetto "Prendi 10 anche in musica!",

ideato dall'Associazione per favorire un primo contatto con i vari linguaggi della musica colta.


Il Solista

Francesco Manara ha studiato al Conservatorio di Torino e nel 1992 è stato scelto da Riccardo Muti come Primo violino solista dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano. In seguito ha collaborato come solista con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, l’Orchestra dell’Opera di Monaco e l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam. Nel 1998 ha eseguito il Concerto per violino op. 61 di Beethoven al Lincoln Center di New York. Sul fronte della musica da camera, si segnala invece la sua attività nell’ambito del Trio Johannes (con il quale ha debuttato nel 2002 alla Carnegie Hall di New York) e del Quartetto d’Archi della Scala. Nei suoi concerti, Francesco Manara suona un prezioso violino Giovanbattista Guadagnini del 1773.

L'Orchestra

Fondata nel 1988 da Umberto Bruno (che riveste tutt’ora la carica di direttore stabile), l’Orchestra da Camera “Gli Armonici” è costituita da un gruppo di giovani musicisti siciliani che si alternano nei vari ruoli strumentali. Ospite di importanti rassegne italiane (fra cui la Sagra Malatestiana e la Sagra Musicale Umbra), l’ensemble ha vinto il Premio Unesco 1994 e ha preso parte lo scorso anno a una tournée organizzata dal Cidim-Comitato Nazionale Italiano Musica. Il repertorio dell’Orchestra include, oltre a opere del repertorio tradizionale, anche numerose “rarità” del Novecento storico e alcuni brani espressamente composti da autori come Marco Betta, Federico Incardona, Franco Mannino, Mario Modestini e Giovanni Sollima.

Il 13 aprile 2013 l'Orchestra da Camera "Gli Armonici" ha tenuto un emozionante concerto, organizzato dagli Amici della Musica, presso la Sala teatrale della Casa Circondariale "Ucciardone" per un pubblico di oltre 100 detenuti.

Il repertorio

Henze                         Il Vitalino raddoppiato. Ciaccona per violino solista e orchestra

                                   prima esecuzione italiana

     (intervallo)

Respighi                     Antiche Danze ed Arie per liuto (III Suite)

Rota                           Concerto per archi

Il concerto diretto da Umberto Bruno con Francesca Manara e l'Orchestra da Camera "Gli Armonici", in occasione del 25° anniversario della sua fondazione (1988-2013) sviluppa l'idea del rapporto fra tre grandi compositori del primo e del secondo Novecento europeo - Ottorino Respighi, Nino Rota e Hans Werner Henze - e il repertorio musicale del tardo Rinascimento e del periodo barocco. La terza suite di Antiche Danze ed Arie per liuto, trascritte e rielaborate per orchestra d'archi nel 1931 costituisce infatti la testimonianza di un approccio "neoclassico" alla musica del passato, alternando la vivacità dell'Italiana iniziale alla più intensa effusione melodica della famosa Siciliana. Il Vitalino raddoppiato è invece un brano composto nel 1977 su commissione del Festival di Salisburgo dal compositore tedesco Hans Werner Henze, scomparso a Dresda nel 2012. A dispetto della sua matrice "contemporanea", si tratta di un brano estremamente godibile e coinvolgente per il pubblico. Come ha precisato l'autore nella prefazione alla partitura (eseguita per la prima volta da Gidon Kremer), l'opera costituisce una sorta di ripensamento creativo della Ciaccona per violino e archi del compositore settecentesco Tommaso Vitali, noto anche come "Il Vitalino". Hans Werner Henze ha ripreso testualmente il brano di Vitali, facendo seguire ad ogni sezione dell'originale alcune variazioni, secondo la consuetudine dei "double" virtuosistici del Settecento. Completa il programma il celebre Concerto per archi di Nino Rota, piccolo-grande capolavoro di scrittura strumentale, dedicato nel 1964 all'orchestra I Musici e concepito dall'amico magico di Federico Fellini come un omaggio alla tradizione del concerto barocco.