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I TAGLI IN FINANZIARIA

I deputati insorgono:
"Nessuno tocchi il Cerisdi"


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In Finanziaria sono scomparsi i contributi destinati al Centro presieduto dal sottosegretario Cardinale. E i parlamentari regionali protestano: pronto un ordine del giorno promosso da Caputo, mentre Totò Lentini ammonisce: "Bisogna tagliare gli sprechi, non le eccellenze".

 


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Il deputato del Pdl Salvino Caputo
PALERMO - Nessuno tocchi il Cerisdi. L'Assemblea regionale siciliana insorge. E di fronte alla scelta di definanziare il Centro di ricerca di Castel Utveggio, che ha trovato conferma col deposito della Finanziaria, ecco una pioggia di commenti che chiedono a gran voce il salvataggio della struttura.

“Non possiamo assistere – ha detto Salvino Caputo deputato Pdl e vicepresidente la Commissione Legislativa Attività produttive - alla cancellazione di un Ente di prestigio come il Cerisdi centro di eccellenza e riconosciuto in ambito nazionale per l’elevata professionalità e per l’importanza dei servizi nella ricerca e nella alta formazione. La drastica decisione adottata dal Governatore Crocetta mette a rischio l’Ente e soprattutto le figure professionali che lavorano al Cerisdi. La decisione del Presidente determina - ha aggiunto Caputo – non solo il rischio dei livelli occupazionali creando il pericolo per la perdita dei posti di lavoro dei dipendenti dell’Ente, ma anche la chiusura di Ente importante per la ricerca. Mi auguro – ha concluso – che in Parlamento riusciremo ad adottare un provvedimento per il mantenimento del Cerisdi dato che l’ordine del giorno ha trovato anche la condivisione di numerosi parlamentari di altri gruppi politici”. Caputo, così, ha presentato, in qualità di primo firmatario, un ordine del giorno per chiedere il mantenimento dei finanziamenti all’Ente. L'odg è stato sottoscritto anche dai parlamentari Pogliese, Assenza, Falcone, Vinciullo Milazzo, D’Asero, Cordaro, Dina, Ferrandelli, Savona, Tamajaio, Greco, Cascio, Fazio, Anselmo, Lo Giudice, Ruggirello, Sammartino

Ma il “no” alla chiusura del Cerisdi, presieduto dal sottsegretario Adelfio Elio Cardinale, non si limita ai nomi che hanno sottoscritto il documento. Il deputato Vincenzo Fontana ha definito “dissennata” la scelta di definanziare il Centro. “Bisogna tagliare gli sprechi e non l’eccellenza!” ha protestato invece Totò Lentini (Udc). “Il Cerisdi – ha dichiarato - è una struttura di assoluto prestigio, con importanti collegamenti a livello internazionale, con un ruolo culturale e formativo unico in tutta la Sicilia: è assurdo ed inaccettabile che, nella logica dei ‘tagli’, vengano azzerati gli stanziamenti che ne garantiscono la sopravvivenza. Non solo – ha proseguito il deputato centrista – la Sicilia si priverebbe di una struttura di eccellenza, che ha peraltro garantito anche l’aggiornamento degli stessi funzionari regionali (che affidato ad altri avrebbe costi certo maggiori) e coi conti assolutamente in regola, ma si mette in discussione il futuro di 32 fra dipendenti e collaboratori, tutti qualificati e di grande esperienza. Il tutto risulta ancora più paradossale se si considera che le somme in oggetto (meno di un milione di euro complessivamente per la gestione del centro e di Castello Utveggio, per le borse di studio ‘Bonsignore’ e per l’aggiornamento dei regionali) sono certamente poca cosa rispetto ai veri, grandi, sprechi che sono stati toccati solo in parte”.

"Abbiamo presentato in Commissione Bilancio un emendamento al ddl del governo che prevede il taglio dei finanziamenti in favore di uno dei centri di eccellenza nella formazione. Il Cerisdi e' unanimemente riconosciuto come un polo di alta formazione, con personale qualificato e con progettualita' di sicuro valore. E' per questo che non capiamo a quale logica risponda la soppressione delle somme in suo favore. Chiediamo pertanto non solo la tutela occupazionale dei 32 suoi dipendenti ma anche la valorizzazione delle sue attivita', convinti come siamo che la promozione del territorio e la sua crescita sociale ed economica non possano prescindere dal merito, dalla competenza e dall'esperienza di valide professionalita". Cosi intervengono gli onorevoli Alice Anselmo (Democratici riformisti), Toto Cordaro e Roberto Clemente (Cantiere popolare).

E sul futuro dei lavoratori del Centro sono intervenuti anche i sindacati: “Nessuno – ha detto il segretario generale della Fisascat Cisl Sicilia Mimma Calabò -sembra porsi il problema dei 29 lavoratori del Cerisdi che rischiano di pagare per faide politiche lontane, evidentemente, dalla loro altissima professionalità. Queste persone hanno formato migliaia di dirigenti della pubblica amministrazione e adesso, nel totale silenzio del presidente e del consiglio di amministrazione e dopo gli enormi sacrifici fatti per portare il Cerisdi a livelli di eccellenza, rischiano di perdere il proprio posto di lavoro”.