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"La banda dei falsi diplomi"
Raffica di condanne in appello


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L'impianto accusatorio regge anche in appello. Arrivano, però, degli sconti di pena per i nove imputati accusati di truffa e falso. Sotto processo, presidi e impiegati di scuole private di Palermo.

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Il Palazzo di giustizia di Palermo
PALERMO - L'impianto accusatorio regge anche in appello. Arrivano, però, degli sconti di pena per i nove imputati accusati di avere “distribuito” diplomi falsi. Sotto processo, a vario titolo, per truffa e falso c'erano presidi e impiegati di scuole private palermitane.

La pena più alta, 7 anni e 7 mesi, è stata inflitta dalla Corte d'appello ad Alberto Volo, considerato il promotore dell'associazione. Sarebbe stato lui, quando era preside dell'Istituto commerciale Colombo, poi chiuso dal Provveditorato, a fare sparire una sfilza di diplomi che avrebbe distribuito a studenti bocciati alla maturità. Altri ragazzi, invece, erano davvero convinti di avere conseguito un titolo di studio e si ritrovarono in mano un pezzo di carta straccia.

Queste le altre condanne: Nicolò Malfattore (3 anni e 3 mesi), Antonina Fragale (un anno e 4 mesi), Antonino e Carlo Scalici (2 anni e 6 mesi ciascuno), Vittorio Arezzi (1 anno e 3 mesi), Maurizio Volo (2 anni e 6 mesi), Roberto Massaro (2 anni e 6 mesi), Giuseppe Traina (2 anni e 6 mesi).

A smascherare la presunta banda dei falsi diplomi era stato uno studente che si era insospettito e aveva chiesto al Provveditorato di verificare la bontà del suo titolo. Scattò l'inchiesta e nel 2006 finirono in carcere undici persone.