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CHIESA DELLA MERCEDE

La monaca del Capo non c'è più
E spariscono anche i pellegrini


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La sagoma della monaca che per settimane ha affascinato i palermitani, tra mistero, scetticismo e fede, diventa sempre più impercettibile. E nessuno si reca più al Capo per indicare con stupore l'immagine sulla quale aveva riposto le proprie speranze. IL PRIMETIME DI LIVESICILIA SULLA SUORA

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PALERMO - C'erano i fari delle auto in lontananza, che da Porta Carini attraversavano l'area del mercato del Capo alla disperata ricerca di un parcheggio. C'erano macchine fotografiche pronte ad inquadrare quel punto insieme a centinaia di dita che indirizzavano gli occhi verso il "miracolo". C'erano decine, poi centinaia di palermitani in quella stradina nel cuore del centro storico che, tramite uno scalone conduce al terrazzo in cui sorge la chiesa della  Madonna della Mercede. Una chiesa che in tanti nemmeno conoscevano, il quale nome è stato più volte storpiato, confuso, mescolato a quello della nota casa automobilistica. Un quadro ricco di folklore, colori, voci, stupore, mistero e speranza, del quale sembra non esserci più l'ombra. La monaca del Capo non c'è più. E con lei sono spariti pure i pellegrini.

Nessun folto gruppo di fedeli, negli ultimi giorni, ha affollato l'area antistante la chiesa dove per settimane si è urlato al miracolo. Tra scetticismo, fede e superstizione, il fenomeno aveva provocato un viavai al di là di ogni aspettativa in uno dei quartieri più critici della città, dove anche i commercianti attanagliati dalla crisi credevano ad un segno divino pronto a risollevare le sorti dell'economia. Ognuno, tra quella folla, collegava la presenza di quella sagoma a qualcosa di ben preciso. Per qualcuno si trattava di Santa Rita, per qualcun altro del fantasma di una monaca senza nome. La tunica nera, i polsini bianchi, i tratti del viso: soltanto in pochi avevano preso in considerazione l'ipotesi più reale e quindi plausibile, ovvero una straordinaria combinazione di riflessi di luce che, insieme alla parete scrostata del campanile potevano dare vita ad un'illusione che ha unito per settimane un intero quartiere e sconfinato in tutte le zone della città.

La curiosità ha infatti portato al Capo anche coloro che abitano in provincia. Ieri sera, in quella stradina deserta, c'era soltanto una signora con la figlia alla ricerca della monaca. "E' la prima volta che veniamo, ma non mi pare ci sia nulla.  Abitiamo a Terrasini, non abbiamo avuto il tempo per venire prima, ma adesso siamo deluse". E, in effetti, rispetto ai giorni in cui in uno di quegli archi l'immagine appariva nitida e quasi delineata, quelle che si intravedono sono due luci chiare che, a stento, riescono a costruire quella sagoma immortalata da centinaia di fotocamere. Anche spostandosi verso il fatidico punto in cui era diventata perfettamente visibile, c'è il nulla. "Ma forse bisogna spostarsi più avanti? Com'è possibile che in foto sembrava ci fosse quasi una persona affacciata e adesso niente?", chiede la signora.

Chi vive nella zona è nel frattempo a casa. A parte due o tre negozi bengalesi, c'è il silenzio più assoluto lungo quelle vie strette prese d'assalto fino alla fine del mese scorso. Tra quei nasi all'insù c'era anche chi coglieva l'occasione per bere una birra, mangiare un gelato. Per qualche sera gli ambulanti sono rimasti in strada, così come il bar più vicino alla chiesa. Ma nelle ultime settimane soltanto saracinesche abbassate e luci spente. Spente come le speranze dei palermitani, che in quella piazza, adesso, vedono apparire soltanto cumuli sempre più ampi di rifiuti.