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La sede

Bruxelles, 300 mila euro l'anno
Il governo non bada a spese


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In bilancio la Regione ha previsto una spesa complessiva di 900 mila euro in tre anni, destinata agli esperti che dovranno lavorare nella sede belga della Regione. Il criterio per la selezione? "Intuitu personae". E in passato, in effetti, non sono mancati i "cognomi noti".

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bruxelles, esterni, finanziaria, Politica
PALERMO - Intuitu personae. La frase latina era finita al centro delle polemiche, alcuni mesi fa. E aveva costretto l'allora governatore Raffaele Lombardo alle repliche piccate, alle precisazioni stizzite. L'argomento era la chiamata “intuitu personae”, cioè una "chiamata diretta del governatore", appunto, tra gli esterni della sede della Regione a Bruxelles di Giordana Campo, figlia del dirigente generale Gesuald,.

Ma gli esterni, a quanto pare, piacciono a tutti. E nemmeno i tempi grigi da spending review hanno consigliato al nuovo governo di dare un taglio a questo personale. Personale individuato da una legge del 2002. E inviato a Bruxelles per supportare i dipendenti regionali nella programmazione dei Fondi europei. Rischiando, però, il paradosso: sono otto gli esterni che ritroveranno posto nella sede di Rue de Billiard. Quattro volte il numero dei dipendenti regionali: rimasti tristemente in due, dopo alcune delibere dell'ex presidente Lombardo. In due. In una sede ampia 750 metri quadrati. Già, un po' di compagnia non guasterà.

Ma quanto costano questi esterni? La cifra trova il suo posto nel capitolo 108109 del bilancio regionale. Il titolo della posta: “Oneri per il personale a tempo determinato assunto con contratto di diritto estero presso l'ufficio di Bruxelles”. Questi esterni costeranno la bellezza di trecento mila euro. Una somma di gran lunga superiore a quella spesa nel 2012 e nel 2011. Sia nel rendiconto dell'esercizio 2011, sia nel bilancio di previsione 2012, infatti, il vecchio governo aveva stanziato 53 mila euro. La stessa cifra, in effetti, individuata dal governo Crocetta nella prima bozza di bilancio. Ma la Finanziaria ha fatto il miracolo: quella cifra è schizzata a 300 mila euro l'anno. Per tre anni. E fanno 900 mila euro.

“Una cifra necessaria – spiega la dirigente dell'Ufficio di Bruxelles, Maria Cristina Stimolo – per garantire gli stipendi degli esterni”. Ma – ecco la notizia nella notizia –  la selezione per questi esterni è già in corso. “Stiamo verificando – spiega la Stimolo – una serie di curricula, di gente molto preparata”. Il criterio per la selezione? “Intuitu personae”. Come dire: sceglie la Regione. Sulla base di sue personali valutazioni. Senza alcun concorso pubblico. E chiedendo ai siciliani, solo per quest'anno, 300 mila euro. Anzi, quasi 400 a dire il vero, visto che altri 93 mila euro serviranno per il “trattamento omnicomprensivo” di quel personale. Che verrà parificato ai componenti degli Uffici di gabinetto. Tutto moltiplicato per tre anni. Per una spesa complessiva già prevista in bilancio di quasi 1,2 milioni di euro. Alla faccia della spending review.

Insomma, presto quegli uffici si popoleranno. Facendo compagnia alla dirigente Stimolo che, nel frattempo, è stata nominata dirigente generale del dipartimento Affari extraregionali, dopo l'addio di Francesco Attaguile. Al momento, quindi, la Stimolo, è dirigente generale di un dipartimento e dirigente di un Ufficio, entrambi alle dirette dipendenze del Presidente della Regione. “Sì, - conferma – all'Ufficio di Bruxelles ricopro un ruolo, come dire, di 'reggente'. Ma per quel lavoro non ricevo nessuna indennità”. Basta, insomma, quella di dirigente generale. Di un dipartimento, per intenderci, che in una prima bozza di Finanziaria doveva essere soppresso. Salvo poi scoprirne la “centralità strategica”.

Intanto, proseguono le selezioni per gli esterni. E la “logica” in passato alla base di queste selezioni aveva portato a Bruxelles, in alcuni casi, “esterni” dai cognomi non del tutto ignoti. Oltre alla figlia del dirigente Campo, infatti, a Rue de Billiard era andato Pierfrancesco Virlinzi, figlio dell'imprenditore catanese Ennio, Jane Torrisi, anche lei di una nota famiglia d'imprenditori etnei, Luigi Lo Piparo, figlio di un dirigente ministeriale e Francesca Parlagreco, figlia dell'ex capo ufficio stampa della Presidenza della Regione. Tutti quanti hanno lasciato, progressivamente, quel ruolo di “esterno all'estero”. Ma c'è già chi scommette che molti di loro torneranno al loro posto. Questione di “intuitu”.