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L'emergenza a Palermo

Viaggio a Munnizza City


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Palermo è invasa dai rifiuti. L'immondizia invade democraticamente tutta la città: dalle vie periferiche al centro. Niente è risparmiato dalle montagne di munnizza.

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PALERMO – Dalle viuzze più suggestive di Mondello alle arterie trafficate del centro storico la città di Palermo si presenta a cittadini e turisti letteralmente sommersa dai rifiuti. La raccolta con gli autocompattatori procede a macchia di leopardo ormai da giorni ed un esempio lampante viene proprio dal centro città.

Se piazza San Francesco di Paola mescola il verde degli alberi, che danno tregua dal sole ad alcuni turisti, con il grigio annerito di cassonetti bruciati ma ‘fortunatamente’ vuoti, basta svoltare l’angolo per essere aggrediti dall’odore acre di plastica data alle fiamme e dal tanfo dell’immondizia esposta da giorni al sole caldo dell’aprile palermitano. E’ così che si presenta via Nicolò Turrisi, a poche decine di metri dal tribunale, dove un enorme cumulo di rifiuti, che in parte è stato bruciato, ha invaso la carreggiata per un paio di metri costringendo le auto che viaggiano su file parallele a ‘stringersi’ verso il centro della strada.

Identica situazione anche in via Costantino Lascaris e nelle viuzze limitrofe dove una montagna di sacchetti maleodoranti ha letteralmente ricoperto i cassonetti senza fare distinzioni di sorta: la raccolta differenziata di carta e rifiuti organici è soltanto un vago ricordo. E se la carreggiata di via Lascaris, già piccola di per sé, si restringe allo spazio esatto di una vettura per volta, i pedoni non hanno di certo vita più facile.

Una giovane mamma che sta passeggiando con il suo bimbo in carrozzina è costretta, per salire sul marciapiedi, a scavalcare un cumulo di immondizia sollevando il passeggino. Le poche parole di commento sono chiare: “E’ indecente, questa città è indecente”. Una semplice constatazione di una passante, un misto di rabbia ed incredulità, è occasione per la nascita di un dibattito tra passanti e negozianti. C’è chi si lamenta e chi invece inveisce contro il Comune. Anche viale Strasburgo, come testimoniano le fotografie di un lettore, sembra aver ceduto il passo all’esercito dei rifiuti. Nello spartitraffico centrale, all’altezza dell’incrocio con via Ingegneros, i cassonetti straripanti di immondizia hanno occupato il marciapiedi centrale ed un paio di posti auto costringendo le vetture a posteggiarsi nei modi più impensabili per evitare di distruggere la già precaria costruzione piramidale.

Ma la ‘munnizza’, si sa, non guarda in faccia nessuno. Via Ughetti, esattamente di fronte all’ospedale Civico, è invasa da montagne di rifiuti che hanno invaso strada e marciapiedi con cadenza di venti metri. L’odore dei rimasugli di cibo e degli scarti organici, ormai concentrati in cataste alte un paio di metri ed esposte da giorni e giorni sotto il sole, hanno creato un’invisibile nube maleodorante che raggiunge i piani più alti dei palazzi e persino il vicino polo ospedaliero. E’ emblematico, fermandosi qualche istante ad osservare, il tragitto che ogni pedone è costretto a fare: in una via a doppia corsia, i passanti si tengono ben lontani dai cumuli di rifiuti camminando a zig zag lungo l’asse viario e pur sostando ad una ventina di metri di distanza, le poche persone che aspettano alla fermata dell’autobus sono costrette a tapparsi il naso.

E che dire di Mondello, la borgata marinara del capoluogo, che si presenta a turisti e residenti in un tripudio di cassonetti incendiati e cumuli che rendono difficoltoso il passaggio nelle viuzze interne della zona. In via Mattei, proprio nei giorni scorsi, il rogo che ha coinvolto un paio di cassonetti ha generato una nube di fumo irrespirabile che si è sparsa per le villette limitrofe costringendo gli inquilini a chiudersi nelle proprie case.

Dal centro storico alla periferia la situazione sembra identica. Roghi, nubi maleodoranti e montagne di rifiuti sono entrati a buon diritto nelle cronache quotidiane. E c’è già chi vede profilarsi l’emergenza sanitaria.

 

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