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Intervista al segretario

Lupo: "Il Pd ne verrà fuori
Finanziaria, serve confronto"


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"Penso che il Pd uscirà dalla bufera", dice il segretario dopo i disastri romani dei democratici. E a Crocetta: "Sulla Finanziaria confronto nella maggioranza e con tutte le opposizioni non solo i 5 Stelle. Rilanciare il dialogo con le parti sociali"

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Onorevole Lupo, dopo il disastro combinato dal suo partito sulla candidatura di Prodi, c'è ancora futuro per il Pd?
“Io penso che usciremo dalla bufera e che il senso di responsabilità e la consapevolezza della difficoltà che vive il Paese in questo momento ci porterà a trovare una sintesi unitaria per uscire dal tunnel (poco dopo l'intervista si è raggiunto l'accordo su Napolitano, ndr) e aprire una nuova fase per l'elezione del Presidente della Repubblica e per dar vita a un governo in grado di affrontare le emergenze delle riforme essenziali, cioè anzi tutto cambiare la legge elettorale”.

Insoma, il Pd ne verrà fuori secondo lei?
“Io credo che eletto il Presidente della Repubblica il 50 per cento dei problemi sarà risolto”.

E in Sicilia, che ripercussioni ha avuto lo spettacolo andato in scena a Roma?
“In Sicilia vedo da parte di tutti una grande preoccupazione, non prevale la spaccatura e il contrasto interno. Direi che anzi c'è dal territorio una spinta all'unità. Io ricevo continuamente messaggi che mi chiedono unità. Il Pd rappresentala la speranza vera di rinnovamento di questo Paese”.

Restando in Sicilia: sulla Finanziaria sembra che tra voi e il governo ci sia qualche incomprensione. Avete votato in commissione contro la riforma della Formazione dell'assessore Scilabra...
“Mentre siamo riusciti a fare incontri di maggioranza sul bilancio, non siamo riusciti a farne sulla Finanziaria. Cedo sia urgente fare una riunione di maggioranza per trovare un'intesa. Io ho insistito molto sulla necessità di incontri periodici. Quanto alla formazione, non abbiamo votato contro la riforma. Siamo tutti per la riforma, è chiaro però che dobbiamo affrontare il tema della transizione. Dobbiamo interessarci dei ragazzi che frequentano i corsi e della salvaguardia dei livelli occupazionali, garantendo ai lavoratori non solo il reddito ma un'attività lavorativa produttiva”.

Qual è lo stato di salute della maggioranza?
“Io sono molto contento della tenuta unitaria del Partito democratico. Stiamo lavorando insieme in sintonia. Il Pd è la struttura portante della maggioranza del governo Crocetta e attorno al Pd penso che l'intera maggoranza troverà la coesione necessaria per affrontare i prossimi appuntamenti, che non sono solo bilancio e finanziaria. Penso alla legge sui consorzi di Comuni o la legge sull'acqua. Ovviamente ci auguriamo che da parte delle opposizioni ci sia un atteggiamento dialogante e responsabile. L'assessore Bianchi penso che abbia fatto un ottimo lavoro. Se n'è parlato poco ma il bilancio della Regione è stato messo in ginocchio dall'ultima manovra Tremonti che ha tagliato 800 milioni di trasferimenti alla Sicilia”.

Crocetta a Livesicilia ha detto che bisogna ripartire dal dialogo col Movimento 5 Stelle. Lei è d'accordo?
“Non sono per un dialogo preferenziale. Abbiamo tre aree politiche di minoranza all'Ars, io penso che noi dobbiamo avanzare proposte coerenti col nostro programma e farlo aperti al confronto con tutte le forze parlamentari”.

Niente asse privilegiato coi grillini, quindi?
“Io ho sempre detto che il dialogo va ricercato con tutti. A fare la differenza è la bontà delle proposte”.

Come valuta la finanziaria e il bilancio?
“Credo che si stia coniugando l'esigenza del risanamento con quella dello sviluppo. Penso al credito d'imposta, al piano per i giovani e alle zone franche urbane che potrebbe dare una boccata d'ossigeno alle imprese. Ma credo anche che sarebbe stato bene aprire un confronto serrato con le parti sociali proprio sui temi dello sviluppo e del lavoro”.

Non è che vi siete un po' pentiti di avere sostenuto Bersani alle primarie?
“Bersani ha fatto il possibile, ha commesso anche errori, ma questo è umano. Ma è vergognoso che prima ci sia un voto all'unanimità su Prodi e poi mancano cento voti. È un'imboscata al Pd, al suo segretario e a tutto il partito. Il dissenso va manifestato pubblicamente”.

Nel frattempo tra due mesi scarsi si vota in Sicilia. Quanto accaduto a Roma penalizzerà il vostro risultato?
“Mi auguro di no. E ringrazio i nostri dirigenti e militanti che lavorano sul territorio. Stiamo lavorando per trovare un'intesa tra progressisti e moderati. E stiamo facendo un grande sforzo”.