Live Sicilia

IL GIURAMENTO DEL PRESIDENTE

Il discorso di Napolitano
"Necessità larghe intese"


Articolo letto 2.003 volte

Tra commozione, applausi e moniti, Giorgio Napolitano ha giurato per la seconda volta davanti alle Camere riunite. Il presidente della Repubblica mette l'accento sulle note dolenti: “Imperdonabile la mancata riforma della legge elettorale”. Poi proclama "C'è la necessità di intese tra forze diverse"

VOTA
4.6/5
5 voti

camere riunite, discorso giorgio napolitano, giuramento giorgio napolitano, insediamento giorgio napolitano, montecitorio
ROMAL'aula di Montecitorio ha accolto con uno scrosciante applauso il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, eletto per la seconda volta consecutiva dai grandi elettori. Gli unici a stare in piedi senza applaudire sono stati i parlamentari del Movimento 5 Stelle: la loro linea di condotta era stata concordata precedentemente. Napolitano ha preso, come da prassi, il posto di Laura Boldrini - presidente della Camera e terza carica dello Stato - per il suo secondo giuramento come capo di Stato.

La commozione è palpabile, la voce del capo di Stato di spezza più volte mentre le Camere riunite continuano ad applaudire: “Non prevedevo la mia rielezione, è un fatto eccezionale. Ho accettato perché bisognava offrire al mondo un'immagine di fiducia e coesione nazionale”, dice il presidente della Repubblica.  Poi mette l'accento sulle note dolenti: “L'Italia ha un bagaglio di problemi antichi e recenti. Imperdonabile la mancata riforma della legge elettorale nel 2005 ”, e aggiunge: “Nulla di fatto anche sulle riforme istituzionali”.

Per Napolitano il lavoro in Parlamento sui problemi dell'Italia deve passare da una riflessione sull'esito delle elezioni politiche: "Le forze rappresentate in Parlamento devono dare in questa fase cruciale per il Paese e l'Europa il loro apporto: non si deve temere il convergere sulle soluzioni. Non dovete essere esponenti di una fazione ma depositari di una volontà popolare", dice il presidente, ricordando che "non si possono non fare i conti con i risultati complessivi delle elezioni". E si appella al Parlamento tutto: “Non c'è partito o coalizione che abbia raggiunto voti a sufficienza per poter governare con le sue forze: esiste la necessità di intese tra forze diverse, tra maggioranza e opposizione, per dare soluzioni condivise a problemi istituzionali".

Un governo di intese e di respiro internazionale dunque, secondo il capo di Stato che promette: "A 56 giorni dalle elezioni, si deve senza indugio procedere alla formazione dell'esecutivo". Infine lancia un monito: "Si dovranno trovare soluzioni di governo condivise o vi sarà l'ingovernabilità. Ma non è per questo che ho nuovamente accettato di fare giuramento come presidente della Repubblica: io farò ciò che mi compete nei limiti dei miei poteri istituzionali, senza illusioni si funzioni salvifiche. Ma tutte le forze politiche si prendano le proprie responsabilità". Il presidente della Repubblica chiude il suo discorso d'insediamento con un "Viva il Parlamento, viva la Repubblica, viva l'Italia”, salutato da una standing ovation del Parlamento.