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Condanna Usa

Muos, scoppia il caso dopo il blitz
Il ministero: "Indispensabile"


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Muos, ancora proteste

Muos, ancora proteste e polemiche. Blitz di dieci attivisti nella base americana a Niscemi. In quattro sono saliti stamattina sul traliccio di una delle antenne, poi sono scesi. L'ambasciata statunitense: "E' un atto illegale e irresponsabile". E il ministero della Difesa italiano: "Struttura indispensabile".

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NISCEMI (CALTANISSETTA) - (di Ruggero Farkas - ANSA) Con un blitz all'alba, un guppuscolo di sette NoMuos ha scavalato la recinzione della base militare americana in contrada Ulmo, a Niscemi, dove dal 1991 esiste una delle più grandi stazioni di telecomunicazione della Marina Usa, la "Naval Radio Transmitter Facility (NRTF) N8" dirigendosi verso gli enormi impianti radio e quattro di loro si sono arrampicati su due antenne per dare voce con il gesto eclatante alla richiesta di chiusura del cantiere per la costruzione dell' occhio siciliano del "Grande fratello" militare Usa, il 'Mobile user objective system' (Muos). La reazione dei militari americani è stata quella di avvertire i loro superiori e, quindi, la diplomazia e la polizia. Sotto ai tralicci sono giunti poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco, ambulanze.

Nel frattempo i quattro, Turi Vaccaro, di Palermo, che fu protagonista della battaglia contro le basi missilistiche di Comiso, Nicola Boscelli, di Piazza Armerina, che ha partecipato alla protesta No Tav in Val Di Susa, Vanessa Ferrara e Desiree Ristagno, facevano foto dall'alto inviandole coi cellulari e tentavano di rispondere alle telefonate dei cronisti. "Vogliamo la chiusura del cantiere Muos, subito: c'é stata una revoca dell'autorizzazione dei lavori da parte del governo regionale che deve essere rispettata, e a quanto pare non lo è", ha detto Desy. "Chiediamo - ha aggiunto - che vengano smontate le antenne e sia disattivato questo sistema che noi non vogliamo e danneggia la salute dei cittadini". Sotto alle altissime antenne metalliche, intanto, i pompieri avevano sistemato enormi materassi in caso di caduta accidentale dei NoMuos, mentre i poliziotti tentavano di convincere i quattro manifestanti a scendere. E la protesta è terminata nel pomeriggio quando i quattro, soddisfatti dall'eco dell'impresa, sono scesi. I sette manifestanti saranno denunciati per danneggiamento, introduzione illegale in struttura militare, reato che prevede una sanzione amministrativa. A cinque di loro viene contestato anche la resistenza a pubblico ufficiale.

Durante il fermo e il loro trasferimento in commissariato, per procedere all'identificazione, tre poliziotti sono rimasti contusi. Guariranno in pochi giorni. La voce degli americani con una ferma condanna del blitz si é fatta sentire attraverso l'ambasciata Usa secondo cui "lo sconfinamento illegale da parte di manifestanti in una struttura militare e la deliberata e irresponsabile distruzione della proprietà degli Stati Uniti hanno messo a rischio sia i manifestanti che i soccorritori. Condanniamo tali azioni". "Gli Stati Uniti - ha reso noto l'ambasciata a Roma - sostengono convintamente il diritto ad una protesta pacifica. Comprendiamo le preoccupazioni relative alla struttura Muos sollevate da alcuni cittadini che abitano nella zona, ed è il motivo per cui stiamo cooperando a pieno con il Governo italiano, che sta realizzando un nuovo studio sull'impatto per la salute e che sarà completato entro il 31 maggio 2013. Uno studio che siamo fiduciosi confermerà la sicurezza della struttura". Gli Usa si riferiscono anche alla manomissione della centralina di collegamento dei cavi elettrici, collocata sul basamento di una delle 41 antenne. Gli attivisti hanno risposto attraverso Giuseppe Maida: "Anche se a distanza notevole abbiamo notato che uno dei sette ha scollegato un paio di cavetti, svitandoli. Nessuna rottura irreversibile, solo un gesto di protesta goliardica. Basta avvitare di nuovo gli spinotti e tutto torna come prima. La forzatura la stanno facendo invece gli Usa, che tendono a esagerare per criminalizzare l'intero movimento NoMuos".

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministero della Difesa che, se da un lato ricorda la necessità di tutelare la salute dei cittadini (ed in questo senso si attendono i risultati dello studio dell'Istituto Superiore di Sanità che sarà completato entro il 31 maggio), dall'altro ribadisce che gli impianti della Naval Radio Transmitter Facility di Niscemi "sono indispensabili per le operazioni della Nato nel Mediterraneo e quindi per la sicurezza nazionale" e "il loro funzionamento deve essere assicurato".