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Pd, i giovani okkupano:
"Lupo deve dimettersi"


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La sede del Pd

I Giovani democratici continuano l'occupazione della sede regionale del partito a Palermo. Presenti tutte le aree, tranne i renziani. "Chiediamo le dimissioni di tutti i vertici locali".


PALERMO – Continua ad oltranza l'occupazione della sede regionale del Partito democratico da parte del movimento giovanile, che da venerdì è in assemblea permanente nei locali di via Bentivegna a Palermo. “Vogliamo bene al partito e siamo qui a presidiarlo proprio per questo”, sostiene Marco Guerriero, segretario provinciale dei Giovani democratici.

Eppure la scelta di occupare la sede è un evidente atto di contestazione ai vertici del partito da parte della base. “Dopo le dimissioni del presidente e del segretario nazionale chiediamo anche quelle di tutti i vertici locali, a partire da Giuseppe Lupo per finire con i vari direttivi provinciali”. Una richiesta significativa che testimonia un disagio forte all'interno del partito, in particolare rispetto alla scelta di un governissimo con il centrodestra a Roma. “Se lo fanno io strappo la tessera”, dice una militante. Il disagio tra l'altro coinvolge le varie aree del Pd, anche se l'assenza di spicco è quella dei renziani. I rottamatori locali si sono visti in via Bentivegna solo durante la partecipata assemblea di venerdì ma non hanno preso parte all'occupazione.

Fra gli oggetti del contendere ci sono le regole per l'ormai imminente congresso. “Il Pd si svegli – prosegue Guerriero – deve essere la base a dettare la linea agli eletti, e non il contrario. Per questo insistiamo nell'opporci ad un accordo con il Pdl. Questa sede deve diventare un luogo di confronto non un ufficio. Il congresso? Ci vogliono regole nuove, in modo che siano coinvolte tutte le anime. Sicuramente bisogna fare le primarie”. Il colloquio con l'establishment regionale ancora non c'è stato. “Si è fatta vedere solo Teresa Piccione, che ci ha spiegato come sono arrivati alla votazione del presidente della Repubblica”, afferma Guerriero. Il tema però non è l'elezione di Napolitano. “La sua è una figura di garanzia che ci ha permesso di uscire da un momento difficile”, dicono i ragazzi in pianta stabile in via Bentivegna. Dove intanto aspettano novità. Vogliono il dialogo con i vertici regionali che al momento però latitano. Intanto la sede è occupata e gli unici ad entrare sono i dipendenti. Nel pomeriggio, per le 18, invece è stata convocata una conferenza stampa.