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Udc, le nomine di D'Alia

Zambuto e D'Agostino vicesegretari
E Lentini sbatte la porta


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Il segretario regionale sceglie i suoi vice. E il deputato regionale si autosospende: "Nessun confronto nel partito". Il sindaco di Agrigento fu segretario provinciale dei centristi ai tempi di Cuffaro. Il parlamentare catanese è stato eletto con l'Mpa, di cui è stato capogruppo all'Ars nella scorsa legislatura.

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Il deputato regionale dell'Udc Totò Lentini
PALERMO Nuove fibrillazioni nell'Udc siciliano. Dopo i mal di pancia legati alla scelta del candidato sindaco a Catania (caduta su Enzo Bianco, non senza il dissenso di aree del partito), il nuovo “casus belli” è rappresentato dalle nomine effettuate oggi dal segretario regionale Gianpiero D'Alia, che ha scelto due nuovi vicesegretari del partito: si tratta del sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, e del deputato regionale, Nicola D'Agostino.

"Le nomine dei nuovi vicesegretari - ha detto D'Alia - rappresentano un primo passo verso la riorganizzazione dell'Udc e un segnale di attenzione per i territori della Sicilia Occidentale e di quella Orientale. Nei prossimi giorni procederemo alla nomina dell'Ufficio organizzativo e dei responsabili dei Dipartimenti dell'Esecutivo regionale".

Ma le nomine, come detto, hanno già innescato malumori. E un deputato regionale ha persino deciso di autosospendersi dal partito: “Apprendo dalla stampa, con sorpresa e rammarico, - ha dichiarato Totò Lentini -della nomina di due nuovi vicesegretari dell’Udc siciliana, senza alcun confronto negli organi politici. Il Comitato regionale, riunitosi all’indomani del negativo risultato delle elezioni nazionali, - ha aggiunto - aveva stabilito, proprio su proposta del segretario D’Alia, che aveva in quella sede rassegnato le proprie dimissioni, di iniziare un percorso di totale rinnovamento. In un momento in cui la credibilità dei partiti – ha sottolineato Lentini – è ormai ridotta al minimo sarebbe essenziale garantire fino in fondo la democrazia interna e smetterla con l’applicazione del ‘porcellum’ anche negli incarichi di partito… Con amarezza perciò – ha concluso – annuncio la mia autosospensione da una formazione politica che sembra aver dimenticato le sue tradizioni ed è incapace di rinnovarsi nei metodi e negli uomini”.

Per Zambuto si tratta, di fatto, di un ritorno alle origini, vista la sua militanza nella Democrazia cristiana fin dall'età di vent'anni, e il ruolo di segretario provinciale dell'Udc dal 2003 al 2007. Ma si trattava, in quel caso, dell'Udc di Cuffaro (e anche la provincia era quella dell'ex governatore) dal quale il “nuovo” Udc di D'Alia ha spesso sottolineato la “diversità”. Nel 2008 Zambuto passa al Pdl. Una parentesi di due anni, prima del ritorno nell'Udc. E l'elezione (e si tratta di una conferma) nel ruolo di primo cittadino di Agrigento.

Per Nicola d'Agostino, invece, il passato più recente parla di una aderenza forte al progetto autonomista di Raffaele Lombardo. Non a caso, dopo l'addio all'Mpa di Francesco Musotto sarà proprio D'Agostino a ricoprire il ruolo di capogruppo degli autonomisti all'Ars. E sempre tra le fila del partito di Lombardo si guadagnerà la riconferma all'Ars, ottenendo un grande successo in termini di consenso. Quindi, lo “strappo” con l'ex governatore, insieme a un altro big del partito come Giovanni Pistorio, e l'approdo all'Udc. Fino al riconoscimento di oggi. Che ha fatto infuriare il collega Lentini.