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Monreale

Droga, undici arresti
nel Palermitano


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I provvediment restrittivi, 6 in carcere e 5 agli arresti domiciliari, sono statai emessi dal Gip Ferdinando Sestito del tribunale di Palermo nei confronti di esponenti di un gruppo criminale dedito alla gestione dello spaccio di droga nel comune di Monreale.

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PALERMO - Gestivano lo spaccio di droga nel comune di Monreale controllando in modo quasi militare il territorio. Una fitta rete dello spaccio, gestita da due diversi gruppi, alla quale stamane i carabinieri della Compagnia di Monreale ha messo la parola fine. L'operazione antidroga denominta "Urban Justice" coordinata dalla Procura di Palermo ha portato all'esecuzione di sei ordinanze di custodia cautelare in carcere e cinque agli arresti domiciliari con l'accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini partite alla fine del 2010 hanno preso le mosse dal crescente fenomeno di furti in abitazione e incendi dolosi ai danni di vetture tra le vie del centro storico della cittadina. Attività investigative che hanno condotto i carabinieri a un gruppo di giovani tossicodipendenti e ai loro pusher.

La piazza dello spaccio monrealese accontentava tutte le esigenze degli acquirenti, dall'hashish alla cocaina. A gestirla due gruppi differenti che, per la diversità dell'offerta, non erano in concorrenza ma condividevano finacheggiatori e sentinelle. Il primo, con a capo Claudio Alongi detto "u scuparu" e Piero Cassarà detto "u pem pem" ,era dedito allo spaccio di coaina nella trafficatissima Piazza Inghilleri a due passi da negozi e uffici comuali.Un gruppo ambizioso a detta degli investigatori che, partendo da Monreale, avrebbe voluto conquistare le principali piazze dello spaccio del capoluogo. Il loro sistema di rivendita al dettaglio riusciva ad avvalersi, infatti, di figure ben "formate" e disponibili, in grado di organizzare lo spaccio con orari no stop.

Un gruppo in grado di servire i propri clienti on call, a qualsiasi ora diurna e notturna, ma capace di usare le maniere forti per ottenere il saldo degli acquisti. Il secondo, invece, controllato e gestito dal pregiudicato Giovanni Pupella era orientato allo spaccio di hashish avvalendosi di un'ampia schiera di fiancheggiatori. A rifornire i pusher erano Mauro Piccarella e Chrisian Madonia, quest'ultimo figlio del capofamiglia Vincenzo, arrestato recentemente nell'ambito dell'operazione Nuovo Mandamento con l'accusa di associazione mafiosa. Coinvolti nella rete dello spaccio anche diversi minorenni , in qualche caso perfettamente integrati con l'organizzazioe criminale. E' il caso della figlia di un indagato che addirittura riceveva le "ordinazioni" al telefono. A preoccupare tuttavia i militari è statao il crescente numero di episodi di spaccio in prossimità dele scuole: molti minori, infatti, finivano per investire la propri paghetta in stupefacenti, sempre più spesso.

Questi i nomi degli arrestati: Claudio Alongi, 29 anni; Pietro Cassarà, 29; Carlo Cassarà, 50; Davide Adimino, 23; Giovanni Pupella, 23; Mauro Piccarella, 25. Ai domiciliari sono finiti: Maria Leto, Giovanni Pupella, Christian Madonia; Giuseppe La Corte e Daniele Massaro.