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Davanti all'Ars

La protesta delle Pmi:
"Non toccate la Crias"


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Un migliaio di rappresentanti delle piccole e medie imprese ha manifestato davanti a Palazzo dei Normanni in vista della discussione della Finanziari. Nel primo trimestre del 2013 chiuse 1.300 imprese in Sicilia

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PALERMO – Ennesimo sit-in d'innanzi a Palazzo dei Normanni. Questa mattina circa un migliaio di rappresentanti delle piccole e medie imprese ha manifestato in vista della discussione della Finanziaria cui è attesa Sala d'Ercole a partire dal pomeriggio.

L'appello delle associazioni di categoria, Casartigiani, Claai, Confartigianato e Cna, è quello di non toccare la Crias. “E' stata scongiurata la chiusura ma i fondi per il credito riservati all'ente sono stati ridotti dalla legge finanziaria”, precisa Francesco Ribisi, presidente di Confartigianato Sicilia. “Tra l'altro l'idea di accorpare il Crias non è stata scongiurata ed a questo ci opponiamo in modo netto”. Sulla stessa lunghezza d'onda il numero uno della Cna siciliana Mario Filippello. “Bisogna rispettare chi lavora e produce pagando le tasse. Il fondo di rotazione del Crias non deve essere toccato. C'è un impegno pluriennale che va mantenuto. Questo governo ha deciso di fare tagli orizzontali, invece deve fare delle scelte ben precise”. In realtà dopo un iniziale stanziamento di dieci milioni di euro, il fondo è stato ridotto a tre milioni. “I tagli vanno fatti sui settori improduttivi, non su quelli che creano lavoro e ricchezza”. Da Filippello anche una proposta per far funzionare in modo diverso la cassa regionale per il credito alle imprese artigiane. “Bisogna puntare sempre più sul privato – afferma – che può dare molto di più del pubblico, per di più a costo zero”.

Al centro anche il tema del lavoro. “Le nostre imprese si indebitano pur di non licenziare – dice Francesco Ribisi –, manca un piano di lavoro e sviluppo. Chiediamo risposte su questo tema, che la finanziaria non dà in alcun modo. Se spariscono le piccole e medie imprese, scompare tutto il tessuto economico della Sicilia”. In cantiere nelle prossime settimane un tavolo con l'assessorato alle Attività produttive e quello all'Economia, che definirà i criteri con cui prenderà forma un nuovo fondo di rotazione. “Ben venga, noi però aspettiamo risposte”, afferma Filippello. Intanto i dati del comparto sono impietosi. Nei primi tre mesi del 2013 hanno chiuso 1300 imprese in tutta la Sicilia, in particolare a Palermo (300), Messina (260) e Catania (175). Sono oggi circa 81mila le imprese aperte in tutta la Regione, giusto quattro anni fa invece erano 86 mila.