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la decisione del tribunale del riesame

Presunto caso di omonimia
Scarcerato Onofrio Buzzetta


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L'uomo, in carcere dall'8 aprile scorso con l'accusa di avere fatto parte della famiglia mafiosa di Monreale, era stato arrestato nel corso del blitz che ha azzerato il super mandamento di Camporeale

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PALERMO - Potrebbe essere finito in cella per un caso di omonimia. Ecco perché il Tribunale del Riesame ha scarcerato Onofrio Buzzetta, in carcere dall'8 aprile scorso, con l'accusa di avere fatto parte della famiglia mafiosa di Monreale controllando la zona di Pioppo. Il blitz è quello che ha azzerato il super mandamento di Camporeale che, secondo i carabinieri, sarebbe nato dalla fusione di quelli di San Giuseppe Jato e Partinico. Al vertice ci sarebbe Antonino Sciortino, uno dei 37 arrestati del blitz.

Buzzetta, 48 anni, secondo la ricostruzione degli investigatori, per conto Giuseppe Libranti Lucido, anch’egli finito in cella, avrebbe eseguito i sopralluoghi nei cantieri edili per ottenere dai titolari opere in sub appalto e assunzioni. Accuse respinte dai difensori di Buzzetta, gli avvocati Fabio Bognanni e Francesco Macchiarella, non ci sarebbero elementi indiziari sufficienti per dimostrare l'appartenenza del Buzzetta a Cosa nostra.

In particolare, nonostante il suo nome fosse citato in un’intercettazione telefonica, tra gli indagati Giuseppe Lombardo e Francesco Vassallo, e indicato  come “mafioso del Pioppo” i legali hanno sostenuto che non si può escludere un caso di omonimia.

Il presidente del Riesame, Giacomo Montalbano, ha accolto le loro tesi.