Live Sicilia

Le reazioni/2

Formazione, gli enti rilanciano:
"Sì a una riforma condivisa"


Articolo letto 4.201 volte

Forma Sicilia, Assofor, Asef, Anfop e Cenfop, associazioni datoriali che insieme rappresentano circa 200 enti, lanciano il loro messaggio: "E' giunto il momento della collaborazione e delle responsabilità".

 

VOTA
5/5
1 voto

formazione professionale, riforma, sicilia
PALERMO - In una nota firmata da cinque associazioni datoriali, che insieme rappresentano circa duecento enti di formazione, questi "rilanciano il loro messaggio alle istituzioni ed a tutti i soggetti del sistema". “E' giunto il tempo della collaborazione e delle responsabilità”, dicono.

"La riforma è un processo che presuppone un percorso che conduca alla definizione di norme e regole certamente condivise. Pertanto, essa, non può essere confusa con estemporanei interventi, che non portano da nessuna parte e, più che mai, non danno garanzie di continuità lavorativa e di erogazione dei servizi - si legge nella nota -. Non possono immaginarsi interventi improvvisati e/o promesse, che creano solo improbabili aspettative e mettono in grave condizione di disagio psicofisico le persone".

La nota - firmata da Forma Sicilia, Assofor, Asef, Anfop e Cenfop - poi prosegue: "Con senso di responsabilità continuiamo a chiedere una riforma del settore, nella giusta tempistica e con tutti i passaggi dovuti, che è un servizio indispensabile alla crescita professionale e allo sviluppo delle competenze, al destino di migliaia di persone con un proprio vissuto e con forte esperienza professionale. E’ importante ed indispensabile, pertanto, dare continuità alle attività. Lo strumento oggi è il 'Piano Triennale' in essere, perché già programmato. Occorre, quindi, avviare la seconda annualità dell’Avviso 20/2011. Gli strumenti vanno subito utilizzati, per poi migliorarli ed adeguarli, perché non si può sempre ripartire da zero".

Le associazioni datoriali ribadiscono che "urge utilizzare lo strumento detto, già cantierabile, (anche implementandolo, se necessario, con azioni aggiuntive), recuperando, con determinazione, le situazioni dei lavoratori attualmente in sofferenza". Le Associazioni datoriali sottolineano che "le soluzioni per la seconda annualità dell’Avviso 20 filtrano attraverso le azioni del 'Piano Giovani', anche secondo indicazioni che il Governo e le Istituzioni Regionali vorranno fornire".

"E’ improcrastinabile, però, un cronogramma con l’obiettivo di garantire una continuità a tutti gli operatori, attivando parallelamente altri Avvisi pubblici sulle altre azioni di sistema, per dare piena attuazione al 'Piano Giovani'. Non è plausibile che si voglia procedere con nuovi bandi e, nel frattempo, avviare una formazione degli operatori che appare non sostenibile da parte del Sistema, fatto di Enti e Lavoratori del settore. Così facendo si è costretti a chiudere le sedi e a mettere in mobilità tutto il personale. E’ importante sottolineare ancora - si legge nella nota - che qualunque decisione contraria alle suddette, ponderate, conclusioni condurrà, inevitabilmente a preoccupanti risvolti sociali difficilmente recuperabili".

Le Associazioni datoriali ritengono che "le qualificanti azioni e misure indicate nelle priorità del 'Piano di Azione Coesione' (Piano Giovani – servizi specialistici agli Enti, qualificazione del personale, sviluppo delle eccellenze per un sistema formativo di qualità, sperimentazione modelli e sistemi per il riconoscimento e certificazione delle competenze, rafforzamento del Modello di Accreditamento etc.) debbano, per risultare efficaci, accompagnare il sistema formativo attivamente impegnato e con il personale in servizio".

Infine, si auspica di "ricondurre la Formazione Professionale nell’alveo del giusto procedimento, che possa garantire tutte le parti in causa, e portare il sistema, attraverso studiate fasi, ad una gestione ottimale, nel rispetto di tutta la normativa di merito".