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Scoppia la grana dell'Avviso 20
Crocetta conferma la Scilabra


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Crocetta si è misurato  con un'intera Assemblea che ha chiesto, davvero in uno schieramento bipartisan, di salvare il mega bando della Formazione. Alcuni vorrrebbero le dimissioni dell'assessore Scilabra. La risposta del presidente: "Si convincano di una cosa: non intendo compiere alcun rimpasto".

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PALERMO- "Prima ci criticano perché non dialoghiamo, poi se dialoghiamo chiedono le dimissioni dell'assessore. Si mettano il cuore in pace, non sostituirò nessun componente del mio governo". Per farla breve, Nelli Scilabra non si dimette. E Rosario Crocetta non ha alcuna intenzione di "dimetterla". Il dialogo cui fa riferimento il governatore è quello sorto attorno al famigerato Avviso 20. Sepolto, prima dal suo esecutivo, e riesumato in extremis. Persino pochi minuti dopo aver ribadito in conferenza stampa che il rifinanziamento del bando voluto dal duo Centorrino-Albert avrebbe portato con sè rischi enormi per le casse siciliane.

E invece, l'Avviso 20 verrà rifinanziato. I modi sono ancora da comprendere, però. Resta, sullo sfondo, l'immagine di un presidente che ha dovuto fare i conti con un'intera Assemblea che ha chiesto, davvero in uno schieramento bipartisan, di salvare il mega bando della Formazione. Tutti, dal Pdl che - con effetti quasi ironici - si complimenta con l'assessore Scilabra, agli alleati di Crocetta. Come i deputati Democratici e riformisti che hanno chiesto a gran voce le dimissioni dell'assessore, e ai quali il presidente dedica una risposta piccata: "Si convincano di una cosa: non intendo compiere alcun rimpasto". E la replica punta a colpire al cuore il problema: certe proteste sono apparse il "mezzo" per reclamare un'identità più politica per il governo siciliano. Ma Crocetta continua a dire di no. C'è da pensare ad altro, in effetti. C'è il bilancio e la Finanziaria da approvare. E dai quali stralciare gli articoli che fanno riferimento ai fondi Pac. Il piano di coesione che finanzia, tra le altre cose il Piano giovani. Che avrebbe dovuto consentire a sua volta il finanziamento dell'Avviso 20. Come, del resto, spiegato un po' di tempo fa dall'ex dirigente generale della Formazione Ludovico Albert.

Ma per il governatore le cose erano diverse: il Piano giovani, proprio per le categorie di destinatari era inadatto a finanziare in toto l'Avviso 20. Un'idea ribadita fino a ieri mattina: "Se finanziassimo i corsi dell'Avviso 20, l'Europa potrebbe non rimborsare centinaia di milioni di euro, creando enormi buchi al bilancio regionale". Dopo una riunione di maggioranza, però, ecco l'ammorbidimento. "I deputati vogliono questo? Vediamo cosa si può fare", spiega Crocetta. Intanto il tema esce dalla Finanziaria. "Dovremo confrontarci con Bruxelles e col governo nazionale, per capire quali risorse sono compatibili e utilizzabili. Ma in questo caso servirà la disponibilità degli enti, che incontreremo, insieme ai sindacati. Alcuni dei vecchi corsi possono essere finanziati dal Piano giovani. Altri no. Presenteremo una ipotesi di lavoro agli enti. servirá una profonda rimodulazione. E cambieranno molte cose, compresi i metodi di selezione del personale, che dovranno rispettare i parametri dettati dall'Ue. Vedremo quanto saranno disponibili gli enti". Ma la sorprendente rinascita dell'Avviso 20 è davvero vicina.