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Raccolta rifiuti, cambia tutto
La palla passa al Comune


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La dichiarazione dello stato di emergenza, sancita dal Consiglio dei Ministri che ha ripreso la delibera di Protezione Civile del 2010, la direttiva dell'assessore regionale Marino sull'istituzione delle Srr e delle Aro e le intenzioni dell'assessore all'Ambiente del Comune vanno tutte nella stessa direzione: affidare la gestione della raccolta dei rifiuti all'Amministrazione. Ecco come.


PALERMO – La gestione della raccolta dei rifiuti a Palermo potrebbe essere affidata al Comune. O almeno, questa sembra l’orientamento verso il quale si stanno muovendo i decreti e le decisioni assunte negli ultimi giorni dagli organismi politici di tutti i livelli.

In questo senso si interpreta la dichiarazione dello stato di emergenza sancita dal Consiglio dei ministri, che si rifà alle disposizioni contenute nell’ordinanza di Protezione civile del luglio 2010 (basate sull’applicazione del Piano regionale dei rifiuti). E in questo senso vanno anche la direttiva sulle Aro (Aree di Raccolta Ottimali) emessa recentemente dall’assessore regionale ai Servizi di Pubblica Utilità, Nicolò Marino, e l’ordine del giorno presentato al Consiglio comunale di Palermo dai consiglieri Paolo Caracausi e Filippo Occhipinti.

Proprio l’immediata possibilità di affidare il servizio di raccolta ai Comuni appare come la novità più importante. La direttiva dell’assessore Marino prevede che “i Comuni, in forma singola o associata e nelle more dell’adozione dei piani d’Ambito, possono procedere all’erogazione dei servizi di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti e, previa approvazione dell’assessorato, procedere con i nuovi affidamenti”. La circolare mette in pratica la legge regionale n. 9 del 2010, integrata e modificata dalla n. 3 del 2013, che ha creato le Srr, le Società per la Regolamentazione del servizio di Raccolta dei rifiuti. Nell’ambito delle Srr possono sorgere le Aro, in corrispondenza dei territori di uno o più Comuni: gli enti locali, infatti, potranno agire in forma associata o in forma singola: è il caso di Palermo, trattandosi di area metropolitana.

Il provvedimento di Marino è stato colto al balzo dai consiglieri Caracausi e Occhipinti, che hanno presentato a Sala delle Lapidi un ordine del giorno per accelerare i tempi per la creazione dell’Aro palermitana “sulla quale la competenza dovrà rimanere affidata al personale attualmente utilizzato da Amia Spa”. Se venisse approvata, inoltre, la proposta impegnerebbe Palazzo delle Aquile a predisporre “un piano economico-finanziario dei costi del personale in carico direttamente per le funzioni proprie delle Srr, nonché del personale distaccato presso l’Aro che dovrà essere assorbito nei servizi di raccolta, raccolta differenziata, spazzamento”. A questi, bisognerebbe aggiungere il “famoso” piano industriale che i sindacati di categoria chiedono a gran voce da giorni e senza il quale sono pronti ad avviare lo sciopero.

La mozione dei due consiglieri trova subito il plauso dell’assessore all’Ambiente del Comune, Giuseppe Barbera, che giudica “positivamente l’idea di cambiare il sistema di raccolta. A Palermo deve partire una rivoluzione ambientale, stiamo vivendo i giorni di una svolta storica, radicale. Spero che un giorno non saremo più famosi nel mondo, oltre che per le altre cose, anche per l’immondizia”. Per avviare la “rivoluzione”, però, bisogna prima attendere che si pronuncino i quattro curatori fallimentari nominati dal Tribunale.

L’altro fronte caldo è quello dell’emergenza rifiuti, formalmente dichiarata stamane dal Consiglio dei Ministri. Anche ieri è stata una giornata di roghi e tensioni, con i vigili del fuoco impegnati a tappeto su tutta la città. Il governatore Rosario Crocetta ha annunciato la nomina a breve del commissario per la discarico di Bellolampo. Il Governo ha contestualmente deciso di prorogare la delibera di Protezione Civile del 2010, che contiene, tra le altre cose, l’obbligo di adeguamento al Piano regionale di gestione dei rifiuti, l’individuazione di aree per impianti di compostaggio e riciclaggio, l’incremento della differenziata, la realizzazione di nuove discariche (o l’ampliamento di quelle esistenti) e dei discussi termovalorizzatori.

Sui modi in cui il provvedimento del Governo nazionale va interpretato e applicato, Barbera non ha dubbi: “Non basta l’ampliamento della sesta vasca, che rinvia il problema solo di quattro o cinque anni. E non basterebbe, ammesso che lo volessimo, il termovalorizzatore, perché avrebbe tempi troppo lunghi. Noi siamo felicemente obbligati a cambiare tutto puntando sul compostaggio e sulla raccolta differenziata: dobbiamo procedere a tappe forzate con questi due strumenti, non c’è altra soluzione”.

“Lunedì – aggiunge l’assessore – metteremo a punto il piano di raccolta dei rifiuti organici provenienti dal verde e dai giardini privati. Significa che nelle piazzole in cui l’Amia accoglie i rifiuti ingombranti si potranno conferire anche i rifiuti del proprio giardino. Questo materiale viene successivamente portato a Bellolampo dove stiamo piazzando, nell’area che inizialmente era deputata ad accogliere il nuovo canile comunale, i due biotrituratori Amia. Il materiale viene trattato per diventare compost. Inizialmente il compost lo invieremo in impianti siti fuori Palermo, ma vogliamo averne uno tutto nostro, siamo già partiti con le procedure per realizzarlo. È un impianto molto semplice da costruire: costa poco e, ottenute le necessarie autorizzazioni, sarà pronto in poco tempo”.

“Nella stessa direzione va inoltre la decisione, presa qualche settimana fa – conclude Barbera –, di indurre i concessionari dei mercati generali e i venditori dei mercati rionali a effettuare da subito la differenziazione quotidiana dei rifiuti, in particolare di quelli organici, secchi e umidi. L’impianto di compostaggio farebbe diminuire del 4% o 5% il conferimento dei rifiuti in discarica. E intendiamo portare la differenziata almeno al 40% o 50%”.