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Teatri e Fiera della pelletteria
Gli emendamenti alla Tabella H


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Sulla ex tabella H l'unica cosa certa, al momento, è il fondo da 25 milioni destinato a enti e associazioni. Ma non esiste ancora un vero elenco di beneficiari. Eppure, i deputati hanno ugualmente presentato una sfilza infinita di emendamenti agli articoli della Finanziaria. E in molti casi, non manca la fantasia.

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bilancio, diretta livesicilia, finanziaria, tabella h, Politica
PALERMO- Chiamiamola tabella Y. O tabella “X”, se preferite. Una cosa è certa, la famigerata tabella che storicamente ha contenuto l’elenco di enti, Fondazioni e organismi destinatari dei “fondi a pioggia” della Regione sarà una delle incognite che la Commissione bilancio dovrà risolvere nella giornata di oggi. Una giornata che si prospetta lunga, lunghissima. Anche perché la Commissione, convocata per le 10,30 in mattinata non si è riunita. È stata anticipata, infatti, da una riunione governo-maggioranza. Anche stavolta, l’intento è quello di mettere a punto una strategia in vista del possibile approdo in Aula del testo. Previsto inizialmente per le 16. Ma che molto probabilmente slitterà a domani.

Insomma, entro stasera la Finanziaria va esitata. E non è un fatto per nulla scontato. Anzi. Quello che resta da esaminare, il maxiemendamento governativo di 66 articoli, infatti, contiene tutti i tasti dolenti e i nodi più stretti da sciogliere. Tra questi, quello appunto della “Tabella H”, alla quale i deputati hanno “dedicato” un intero tomo, tra i quattro piombati sul tavolo della Commissione bilancio, per gli emendamenti. Richieste, insomma, di inserimento di questo o quell’ente. Di un “rabbocco” al contributo per questo o quel teatro. Insomma, la solita scena. Dove recita una parte ancora difficile da interpretate il Movimento cinque stelle. Che da un lato chiede di ampliare il Fondo destinato agli enti, riportandolo allo stanziamento dell’anno scorso (33 milioni). Dall’altro, fissa “rigorosi criteri oggettivi – ha detto Claudia La Rocca - che puntano a scongiurare il pericolo di finanziamenti diretti e a mettere all’angolo eventuali padrini”.

Tralasciando il ruolo di eventuali e presunti “padrini”, certamente di padri ce n’è tanti. Quelli, ad esempio, che hanno firmato le richieste in difesa di questo o quell’ente. E se i finanziamenti non saranno a “pioggia”, come vogliono i grillini, certamente è pronta una pioggia di emendamenti. E in questo caso, davvero basta l’elenco. Si tratta, per intenderci, di modifiche a una tabella che di fatto, ancora non esiste. “Noi fissiamo l’ammontare complessivo dello stanziamento – ha detto l’assessore Bianchi – poi vedremo a chi e con quali criteri verranno distribuite le somme”. Ma i deputati, per non saper né leggere né scrivere – si fa per dire, ovviamente – le loro istanze le hanno avanzate. Tutte sotto forma di emendamenti agli articoli 52 e 53.

Ecco una “sintetica” rappresentazione. Mariella Maggio (Pd) ha chiesto, ad esempio, 12,3 milioni per l’Arpa, 11,6 milioni per gli Enti parco, 4,3 per la gestione delle riserve, due milioni per il Teatro Biondo, 1,2 milioni per ‘Orchestra sinfonica”, 1,5 per il Teatro Massimo, 150 mila euro per il Dipartimento Cinema. L’altro democratico Mario Alloro ha chiesto due milioni per l’Università Kore di Enna. Un milione per la stessa causa è stato richiesto da Giovanni Di Giacinto del ‘Megafono e 900 mila euro da Alice Anselmo dei Democratici e riformisti. Quest’ultima ha presentato due emendamenti per richiedere stanziamenti superiori ai 350 mila euro per i gestori delle sale Teatro e per le Compagnie teatrali.

Concetta Raia (Pd) ha richiesto 300 mila euro per il Teatro Stabile di Catania. Assai più sensibili alla causa i parlamentare Udc Lino Leanza, che per lo Stabile ha chiesto un finanziamento da 3,7 milioni e Luca Sammartino, che per lo stesso Teatro ha chiesto complessivamente, tramite due distinti emendamenti, 4,2 milioni, oltre a 14,7 milioni per il Teatro Bellini sempre di Catania (il deputato Pd Antony Barbagallo per lo stesso teatro ha chiesto 8 milioni di euro, mentre Leanza ha chiesto di aggiungere 1,6 milioni). Sempre a proposito di teatri, il presidente della Commissione cultura Marcello Greco (che spera anche in un contributo di 150 mila euro per la Scuola nazionale del Cinema) ha chiesto un milione per quello di Messina, mentre i parlamentari di centrodestra Clemente e Vinciullo (che ha chiesto anche 1,25 milioni per l’Inda e un milione e mezzo, insieme a Girolamo Fazio per i Consorzi universitari provinciali) confidano in un finanziamento non inferiore al milione e mezzo per il Teatro Biondo di Palermo. mentre Fabrizio Ferrandelli ha presentato un emendamento per aumentare di 250 mila euro i fondi per le associazioni antiracket. Più generosa la collega del Pd Maria Cirone, che di euro ne vorrebbe aggiungere 350 mila. Una decina di emendamenti invece chiedono uno stanziamento di almeno 1,5 milioni per il Corfilac di Ragusa. E diversi anche gli emendamenti in favore degli interventi per i ciechi.

Ma non finisce qui. Nino Dina ha chiesto centomila euro per il Centro studi bizantini, Nello Dipasquale ha chiesto di 250 mila euro come contributo alla Scuola regionale di sport per la Sicilia, il “Megafono” ne ha chiesti 200 mila per la Casa dei giovani di Bagheria, Alice Anselmo 1,14 milioni per le associazioni concertistiche e 129 mila euro per bande. Nicola D’Agostino ci prova due volte: sono due gli emendamenti per chiedere un contributo che oscilla tra i 120 e 150 mila euro per l’Accedemia degli zelanti e dei dafnici. Luisa Lantieri, infine, ha chiesto 150 mila euro per il ‘Palio Normanni di Piazza Armerina’, 300 mila per la Venere di Morgantina, 35 mila per la Lega degli zolfatari, 100 mila per la partecipazione della Regione alla fondamentale Fiera internazionale della pelletteria. Del resto, è proprio il tempo di.. stringere la cinghia.

Riceviamo e pubblichiamo una precisazione del deputato Pd Mariella Maggio:

In relazione ad alcune notizie di stampa sull’articolo 20 del maxi-emendamento del governo alla Finanziaria, si precisa quanto segue: l’emendamento presentato dall’onorevole Mariella Maggio (PD) NON rimuove il divieto di assunzioni attualmente in vigore all’Ast (Azienda Siciliana Trasporti) ma vuole evitare che al personale si applichino norme in contrasto il contratto di lavoro dei dipendenti Ast, che non è quello dei regionali bensì del settore degli autoferrotranvieri, così come avviene nelle altre aziende pubbliche e private nel settore del trasporto pubblico locale.