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I NUMERI DELLA CRISI

Immobili, crollo senza fine
Compravendite ai livelli del 1984


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Il dato nazionale fornito dall’Istat è inquietante: -11% nel primo trimestre del 2013, che segue al dato aggregato del 2012, fermatosi a -42%. Non da meno quello dell’Isola, con un -12% nel primo trimestre 2013, mentre l’aggregato del 2012 segna un pesante -47%. Catania la provincia che soffre di più.

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PALERMO - È un crollo senza fine, quello che coinvolge da ormai quattro anni il mercato immobiliare italiano. E, come spesso accade, la Sicilia non si distingue certo in positivo in questa sezione economica. Il dato nazionale fornito dall’Istat è inquietante: -11% nel primo trimestre del 2013, che segue al dato aggregato del 2012, fermatosi a -42%. Non da meno quello dell’Isola, con un -12% nel primo trimestre 2013, mentre l’aggregato del 2012 segna un pesante -47%.

Sia che si tratti di una casa, di un ufficio o un negozio, l’andamento delle variazioni tendenziali dei passaggi di proprietà (anno su anno) è sempre negativo, anche a livello territoriale: per le abitazioni il calo è più accentuato nel Nord Est (-25,7%) e nel Nord Ovest (-24,5%), superiori a una media nazionale del 23%, mentre per gli immobili ad uso economico nelle Isole (-31,9%) e nel Nord Ovest (-24,5%) rispetto alla media nazionale (-25,7%).

Parlando della Sicilia, nel 2012 si sono venduti – secondo i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate – 31.310 immobili. “Meno di 100 al giorno”, commenta Giorgio Paglieri, responsabile di un’agenzia del gruppo immobiliare Toscano in centro a Palermo. “Non ci siamo affatto – continua – e non ci si illuda se i dati del primo trimestre 2013 sono migliori di quelli dello stesso periodo del 2012 (-12% nel 2013 rispetto al -17% nel 2012, ndr): il miglioramento deriva dal fatto che non c’è davvero più molta gente che mette in vendita il proprio appartamento, visto che si sa già che difficilmente troveranno un acquirente prima di dodici o diciotto mesi”.

Secondo i dati forniti da Tecnocasa, la provincia più in crisi è quella di Catania, con un -20% nel solo primo trimestre dell’anno in corso; a soffrire meno, le province di Palermo ed Enna, che segnano rispettivamente un -9% ed un - 8%.

La colpa, come sottolinea da tempo il Codacons, sta nel sempre più ristretto accesso al credito da parte di privati o aziende. “Le banche – annuncia l’associazione dei consumatori – hanno deciso di porre condizioni troppo restrittive per premunirsi dal rischio di insolvenze, specie considerando che le banche italiane in passato erano state, per fortuna, sufficientemente prudenti e che, quindi, il giro di vite nel valutare il rating non era necessario”.

E non basta nemmeno che il prezzo degli immobili segua l’andamento del mercato, scendendo di continuo. Sempre secondo l’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, i prezzi sono scesi tra il tre ed il cinque percento nello scorso anno.

Insomma, a confrontare i dati si evince che il volume di compravendita del primo trimestre del 2013 è pari a quello del terzo trimestre del 1984. La ripresa – secondo gli esperti – non è prevista prima del 2014. Almeno un altro anno, dunque, di sofferenze per chi lavora nel settore immobiliare e di difficoltà per chi ha bisogno di acquistare o vendere una casa.