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IL RECUPERO DEI RIFIUTI

Postiglione sull'emergenza:
"L'esercito non serve"


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Il prefetto di Palermo, Umberto Postiglione è contrario all'ipotesi d'utilizzo dell'esericito nella raccolto dei rifiuti a Palermo:"Non ha i mezzi per occuparsi di questa situazione".

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Umberto Postiglione
PALERMO - E' ancora emergenza rifiuti a Palermo. Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia, aveva chiesto un intervento con forza dell'esercito ma il prefetto di Palermo, Umberto Postiglione è contrario a questa ipotesi. "L'esercito non verrà utilizzato. Non ha i mezzi per occuparsi di questa situazione. Ha in dotazione delle ruspe, ma non macchine per il trasporto dei rifiuti", ha detto Postiglione. Intanto divampa la protesta tra i palermitani, stanchi di questa situazione.

"Sarà il prossimo commissario nominato a dovere individuare uomini e mezzi e strategie per affrontare la complessa crisi dei rifiuti a Palermo". Lo afferma all'Ansa il prefetto del capoluogo, Umberto Postiglione.

"Il governo due giorni fa ha rinnovato la dichiarazione dello stato di emergenza nella gestione dei rifiuti limitatamente all'area di Palermo - aggiunge - in ragione della crisi determinatasi in città e dei problemi di smaltimento dei rifiuti connessi alla prossima chiusura della discarica di Bellolampo per alcuni mesi in attesa della conclusione dei lavori per la realizzazione della sesta vasca. Della nomina del commissario il consiglio del ministri ha incaricato il presidente della Regione, Rosario Crocetta".

"Il mio accenno al fatto che l'intervento dell'esercito non possa considerarsi risolutivo - spiega - si basa su due considerazioni: la prima è che l'intervento dei mezzi militari deve essere coperto da adeguato pagamento e, al momento, non si sa chi e con quali fondi possa provvedere a questo scopo. Il secondo elemento da tenere in considerazione è che la discarica di Bellolampo, costantemente monitorata dai responsabili, non potrà ricevere ancora per molto tempo i rifiuti".

"Pertanto è necessario che il futuro commissario per il quale auspico l'assegnazione di adeguati fondi possa elaborare un piano di azione - conclude - che tenga conto di queste circostanze. Anche l'auspicato intervento della protezione civile può essere disposto dalla sua articolazione della Regione e non dal prefetto che rimane a disposizione per tutti gli interventi di coordinamento e sollecitazione in corso da tempo".