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PALERMO

Tensione ex Pip-carabinieri
Scontri e spari davanti all'Ars


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Tensione e scontri nella notte di venerdì in piazza del Parlamento, davanti la sede dell'Ars, dove era in corso l'esame della Finanziaria. Urla e lanci di pietre per protestare contro un emendamento che avrebbe reso impossibile la loro stabilizzazione. I carabinieri hanno sparato alcuni colpi di pistola in aria per sedare gli animi.

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PALERMO - "Hanno sparato otto colpi, otto!". Scontri nel cuore della notte in piazza del Parlamento, di fronte all'Assemblea regionale siciliana. Alcuni ex Pip della Social Trinacria, giunti sotto Palazzo deI Normanni per seguire le vicende della Finanziaria, raccontano dettagli di una notte drammatica: "Eravamo lì perché ci hanno detto che il governo aveva presentato un emendamento che avrebbe reso impossibile la nostra stabilizzazione. Non sappiamo se è vero, ma ci siamo precipitati di fronte l'Ars per protestare". E lì sarebbe accaduto, stando allo stesso racconto dei precari, il "fattaccio":

"Stavamo manifestando pacificamente, senza spranghe e senza pietre - è il racconto di un lavoratore -. Stavamo soltanto urlando e manifestando la nostra angoscia. Mentre protestavamo, è arrivata una macchina dei carabinieri e abbiamo sentito partire otto colpi. Otto colpi ad altezza uomo. Uno dei manifestanti è stato ferito". Fin qui il racconto dei precari, mentre altre ricostruzioni parlano di una pattuglia dei carabinieri che ha notato tre uomini che nella zona di corso Alberto Amedeo, mentre gettavano la spazzatura per strada rovesciando i cassonetti e bloccando la circolazione stradale. I militari li hanno inseguiti e sono riusciti a bloccare uno dei tre, un pregiudicato di 43 anni, denunciato per resistenza e lesione. Gli altri due uomini fuggivano verso piazza Parlamento, dove la tensione è salita e una cinquantina di operai hanno iniziato a inveire contro i militari e lanciare pietre. I lavoratori comunque ringraziano "gli uomini della Digos, che sono intervenuti prontamente, avendo compreso la situazione".

La vicenda della Social Trinacria era finita recentemente al centro delle polemiche dopo una conferenza stampa in cui il presidente Crocetta aveva messo in dubbio la natura giuridica del rapporto tra Regione e cooperativa: "Dov'è la convenzione, il patrocinio? - disse il governatore - la Regione ha pagato stipendi sulla base di nessun documento". L'articolo in questione, che avrebbe riportato la gestione dei precari alle cooperative, aveva sollevato nei giorni scorsi i dubbi dei sindacati che avevano paventato un ritorno al passato che avrebbe potuto favorire le infiltrazioni della criminalità in questi gruppi.

"Gli episodi di intolleranza vanno condannati sempre e comunque. La violenza a nulla serve se non ad alimentare tensioni. Fatta questa doverosa premessa, bisogna ammettere che il futuro dei lavoratori ex Pip, alla luce di quanto emerge dai palazzi della politica, è più che mai incerto". Lo afferma la Fisascat Cisl commentando la notizia degli scontri avvenuti la notte scorsa nel capoluogo dell'Isola tra ex Pip e carabinieri. "Ed è proprio per evitare che la vicenda sfugga di mano, anche sul fronte della sicurezza e dell'ordine pubblico - continua il sindacato - che invochiamo un intervento del Prefetto. Chiediamo a lui di farsi carico, con il senso di responsabilità che ha sempre mostrato, di aprire un tavolo di discussione seria fra forze sindacali e politiche per arrivare ad una soluzione che garantisca il lavoro a tutti. Lavoro e non assistenza, ricordando che gli ex Pip hanno garantito servizi essenziali per i cittadini".

Arriva una nota del sindacato Slai Cobas, che solidarizza con i manifestanti e critica la Cisl: "Dinanzi alla più che legittima protesta dei lavoratori contro la Regione Siciliana ancora una volta si risponde con la repressione arrivando perfino agli spari delle forze 'dell'ordine' ad altezza d'uomo verso i manifestanti". E' quanto si legge nella nota del sindacato che esprime "forte solidarietà ai lavoratori Ex Pip in lotta da diversi giorni a Palermo per difendere il loro posto di lavoro". "La vera violenza - prosegue la nota - è quella di questo Stato di polizia al servizio di governi e istituzioni moderno fasciste al cui fianco sempre più complici e collusi sono i sindacati confederali come la Cisl che non ha perso tempo a prendere le distanze". Secondo lo Slai Cobas "la repressione non spegne ma alimenta la ribellione e la lotta necessaria e giusta di lavoratori, operai, precari, disoccupati, giovani, donne, migranti contro chi al potere ci vuole attaccare perfino nella nostra dignità di vivere".