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Stretta finale per i Prusst
Polemica sul verde


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Piazza Pretoria

Il 2 maggio i Prusst approdano al Consiglio comunale per il voto finale. E' l'ultima data utile per ottenere una proroga dal Ministero che consenta di non perdere il cofinanziamento statale. Ma la maggioranza di Idv non si presenta al voto compatta e il rischio è quello di dover restituire 3,6 milioni di euro. Opposizione, commercianti e ambientalisti nel frattempo vanno all'attacco. Mangano (Idv): "Qualcuno strumentalizza con inutili polemiche".


PALERMO – Veti incrociati, accuse reciproche e una pioggia di critiche da associazioni dei commercianti e da quelle ambientaliste. È diventato questo il secondo bando sui Prusst che il prossimo 2 maggio affronterà il voto decisivo del Consiglio comunale di Palermo. All'interno della maggioranza di Italia dei Valori il dibattito si è fatto particolarmente turbolento e, anche se non si può parlare di scissione nel gruppo, il voto di giovedì sarà un test utile per capire lo stato di salute del gabbiano arcobaleno del capoluogo.

Nel frattempo l’opposizione ha attaccato a testa bassa sia sui contenuti sia sulle modalità della delibera: per ben due volte, infatti, le diverse posizioni fra gli esponenti di Idv hanno fatto saltare il numero legale per la discussione. Per i Prusst il sì potrebbe davvero arrivare al fotofinish: il 3 maggio, il giorno dopo la seduta, scade la possibilità di ottenere la proroga prevista dalla legge per non vedere sfumare il cofinanziamento statale ai progetti approvati. Il che comporterebbe la restituzione al Ministero delle Infrastrutture di 3,6 milioni di euro. Se non fosse che 2,9 milioni sono già stati investiti.

Sui Programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio va fatta una debita premessa: quello al vaglio di Sala delle Lapidi è un provvedimento generale e non specifico sui progetti. Ogni singolo programma dovrebbe comunque passare attraverso un nuovo studio e un nuovo voto del Consiglio comunale, soprattutto per quanto riguarda quelli che contengono una variante al Piano Regolatore Generale. In un secondo momento sarebbe comunque possibile apportare tutti gli aggiustamenti del caso. In pratica, questa delibera stabilisce la localizzazione di un progetto, ossia quel che in una certa area potrebbe essere costruito, qualora ne avesse i requisiti, in attesa che il Consiglio approvi o meno la variante del Prg.

Ma questa prospettiva non è bastata per calmare le acque in Idv, tant'è vero che “all’appuntamento di giovedì – dice il presidente della commissione Attività Produttive, Paolo Caracausi, di Idv – il partito non si presenterà con una posizione unitaria. Ma non parlerei di divergenze: semplicemente ci sono colleghi che hanno rilevato come alcuni progetti metterebbero a rischio la tutela del verde. Mentre i componenti della commissione Urbanistica ci hanno fatto notare che alcune iniziative nasconderebbero, dietro il linguaggio tecnico, un’apertura alla possibilità di costruire nuovi centri commerciali. Ovviamente la mia commissione aveva studiato a fondo soprattutto gli aspetti produttivi, non quelli urbanistici. Da qui le discussioni. Ma all’idea di nuovi centri commerciali mi dico assolutamente contrario. E comunque sottolineo che già in fase preliminare i progetti erano stati attentamente selezionati dagli uffici comunali. Ma intanto – conclude Caracausi – approviamo questa delibera, soprattutto per quello che metterebbe in moto in termini economici, e finiamola con questa barzelletta dando il via ai progetti regolari, che non danneggiano il verde o le altre attività commerciali. La mia posizione è anche quella del sindaco”.

Ma evidentemente non è la posizione dei consiglieri Luisa La Colla, Orazio La Corte, Giusi Scafidi e Nadia Spallitta, sempre del gruppo Idv, che in una nota hanno affermato con forza “la necessità di salvaguardare il territorio e l'ambiente e per questo ci siamo battuti affinché dall'elenco dei Prusst presentati nella delibera all'ordine del giorno del Consiglio comunale venissero stralciati quelli in variante su aree di verde pubblico, agricolo e collinare, su aree di servizi e di netto storico. Inoltre i consiglieri ritengono antieconomica la previsione di grandi strutture alberghiere e di nuovi centri commerciali, in linea con quanto scritto nel programma del sindaco Leoluca Orlando e sostenuto dalle categorie. È importante sottolineare che la Comunità Europea sta stanziando diversi milioni di euro a sostegno dei centri naturali commerciali e che tale orientamento dovrebbe essere assunto dalla città di Palermo, anche per utilizzare queste risorse. I consiglieri – concludono – condannano infine l'indecorosa e vile affissione in aula di manifesti offensivi per la collega Spallitta realizzati da qualche consigliere”. Per la cronaca, i manifesti recavano l'eloquente scritta: “Vergogna Consiglio ostaggio della Spallitta”.

Dichiarazioni alle quali Caracausi ha replicato con un altro comunicato stampa, nel quale attacca a testa bassa “quei consiglieri che fanno polemiche e si ergono a paladini della salvaguardia del territorio e dell'ambiente. Credo sia arrivato il momento di fare chiarezza e di dire le cose come realmente stanno. La commissione Attività Produttive ha studiato tutti i 111 Prusst, prendendo a riferimento il lavoro e i pareri degli uffici comunali e attuando l'invinto del presidente del Consiglio che ci invitava a fare presto. La nostra commissione si è limitata al parere sulle attività e ha lasciato alla commissione Urbanistica il parere sull'incidenza degli investimenti sul Prg”.

Caracausi elenca i 53 interventi approvati dalla commissione da lui presieduta: “9 interventi per impianti sportivi; 3 ampliamenti di strutture alberghiere; 8 residence di cui 2 case per anziani; 3 parcheggi; 1 centro per vendita veicoli industriali; 3 interventi produttivi; 4 nuove strutture alberghiere più 1 complesso polifunzionale; 2 piccole e medie strutture per vendita alimentari; 2 centri sanitari; 14 interventi vari (ristoranti, bar, scuola cucina, potenziamento attività esistenti; agriturismo, ecc.); 3 riqualificazioni di beni monumentali (manifattura tabacchi, monopolio e stazione Lolli)”. “Tutti i progetti – continua il consigliere – rientrano nei parametri di compatibilità degli uffici ad eccezione di tre che riteniamo possano essere derogati. Inoltre la commissione ha detto no a cinque progetti che riteniamo, malgrado il parere positivo degli uffici, non rientranti nei progetti dell'amministrazione comunale, a partire dai centri commerciali che sono stati esclusi e di due alberghi da realizzare in aree non turistiche e che non sono appetibili dal punto di vista commerciale”.

Poi il presidente della commissione Attività Produttive usa parole forti nei confronti “delle prese di posizione di chi tende a distruggere più che a costruire e che mette al primo posto le smodate manie di protagonismo, mortifica il lavoro fatto con impegno, serietà e onestà dalle commissioni consiliari che hanno avuto il plauso dell'assessore al ramo Tullio Giuffrè. Il blocco della delibera non fa il bene della città né crea le condizioni di sviluppo e di crescita commerciale e produttiva, fatto grave in un momento di crisi economica così profonda. Ritengo che sarebbe stato più corretto da parte di chi oggi denuncia e che fa parte della maggioranza che sostiene l'Amministrazione comunale che nelle riunioni del gruppo consiliare ed al sindaco in persona, avessero sollevato le eccezioni che da giorni dichiarano ai giornali”.

Ma, paradosso dei paradossi, una sponda a Nadia Spallitta arriva dal capogruppo del Pdl, Giulio Tantillo, che a Live Sicilia dichiara: “Penso di poter dire che, insieme ai colleghi Filoramo, Spallitta e La Commare, siamo tra quelli che più conoscono questi progetti, perché già a partire dalla scorsa consiliatura li abbiamo studiati facendo 111 sopralluoghi”. Ma il consigliere si fa subito critico rispetto alle posizioni della vicepresidente del Consiglio, confermando in qualche modo la linea di Caracausi: “La Spallitta, questo va detto, non si oppone a tutti i progetti ma solo alle idee di nuovi alberghi e nuovi centri commerciali. Ma in questi Prusst di centri commerciali nuovi ce n'è solo uno, che tra l'altro la commissione Attività Produttive ha bocciato”.

“E non è assolutamente vero – aggiunge il consigliere – che si intacca il verde agricolo, semplicemente ci sono strutture già esistenti che chiedono un ampliamento. I Prusst questo sono: investimenti che portano sviluppo e posti di lavoro. Le due commissioni hanno fatto un buon lavoro e davvero non si capisce di che parliamo o il perché di tutti questi timori: non stiamo mica votando le varianti per i singoli progetti, per quello se ne parlerebbe fra due o tre anni. Secondo me questo Consiglio non ci arriverà nemmeno a votare le varianti dei Prusst”.

“C'è una spaccatura netta all'interno della maggioranza – prosegue Tantillo –. Martedì l'opposizione si riunirà per assumere una posizione unitaria in merito al voto di giovedì. Se la maggioranza invece continuerà a non trovare una linea comune, il sindaco dovebbe metterci la faccia e ritirare la delibera. È vero che molti imprenditori che aspettano una risposta da anni perderebbero il finanziamento dello Stato ma noi non possiamo farci niente se la maggioranza si è completamente spaccata”.

“Trovo assolutamente da stigmatizzare l'atteggiamento della maggioranza – attacca il capogruppo di Amo Palermo, Francesco Scarpinato –. In un momento così difficile e delicato per la città i Prusst sarebbero uno strumento importante per far muovere l'economia. E invece si perde tempo. Da parte di tutti i consiglieri occore unità di intenti e un atto di responsabilità. Ovviamente i progetti andranno poi valutati singolarmente perché è giusto anche ascoltare le istanze di Confcommercio e Wwf, perché i Prusst risalgono ormai a sette anni fa e vanno aggiornati”.

Proprio dall'associazione dei commercianti e dall'organizzazione ambientalista, infatti, sono venute le critiche più dure. Il presidente della Confcommercio Roberto Helg, in una lettera protocollata indirizzata al presidente del Consiglio Salvatore Orlando, ribadisce “il parere contrario alla realizzazione di quell'elenco di Prusst sul quale ci siamo già espressi in passato. La città di Palermo, nell'attuale stato di crisi in cui versa, non ha bisogno, anzi giudichiamo che sia un grave danno per le attività esistenti, di un'ulteriore apertura di alberghi, centri commerciali, medie strutture, ivi comprese quelle riguardanti le aggregazioni di più attività di esercizi di vicinato commerciali e artigianali, o di attività di centri all'ingrosso.

Anche il Wwf, congiuntamente con il Forum Associazioni Palermo e con il Comitato di Cittadini per il Bene collettivo, ha presentato al presidente Orlando in un documento ufficiale un elenco dei Prusst ritenuti “incompatibili con le finalità di tutela del territorio e di riduzione del consumo di suolo”. Le associazioni “chiedono che vengano rigettate le proposte dei suddetti Prusst poiché non sono ritenute accettabili. Non riteniamo opportuno rischiare di ipotecare la libertà decisionale in relazione alla nuova pianificazione in itinere, con particolare riferimento a destinazione d'uso di Prusst (ormai datati) che potrebbero risultare incompatibili o controproducenti ad un equilibrato sviluppo del territorio sotto il profilo del reperimento di aree per servizi pubblici e/o in relazione alla salvaguardia paesaggistica, idrogeologica, ecologico-ambientale e della tutela dei beni culturali ed architettonici”.

“Non c'è dubbio che i Prusst non siano uno strumento perfetto ma non è detto che a distanza di tanti anni vengano davvero realizzati. Su 111 ne saranno approvati 46 o 47, forse anche meno. Già questo dà un'idea del lavoro che è stato fatto dalle due commissioni perché non fossero invasivi o incisivi sul verde. In qualche caso abbiamo anche proposto un ridimensionamento degli interventi per renderli conformi al piano. Io mi auguro che alla fine siano approvati, poi ognuno può scegliere liberamente e legittimamente per il no”. Prova a mettere una pezza sulle polemiche il presidente della commissione Urbanistica, Alberto Mangano, di Idv. Che però, poi, tira una stoccata “a chi strumentalizza questi progetti solo per creare ansie inutili. Si è fatta tanta polemica per niente. Qualcuno forse non ha capito che non fa più parte dell'opposizione ma della maggioranza. Mi sembra che ci siano posizioni pregiudiziali perché questi interventi sono stati presentati dall'Amministrazione Cammarata. Ma io penso che vadano analizzati i progetti senza badare a chi li ha proposti. E non dimentichiamo che se non fossero approvati dovremmo restituire 3,5 milioni di euro: non è uno scherzo”.

“Posso affermare senza tema di essere smentito – continua Mangano – che non c'è un solo intervento tra quelli approvati in commissione che incide sul verde agricolo, collinare o storico. Se poi le critiche riguardano i possibili nuovi centri commerciali, anche qua si fa confusione: le ipotesi commerciali contenute nei Prusst non somigliano per niente ai vari Forum o Conca d'Oro. Sono presenti edifici commerciali come ad esempio supermercati o rivendite di auto o barche, il che è ben diverso. E poi gli imprenditori – conclude il consigliere – sono tenuti a restituire dei servizi, laddove previsti, in cambio della realizzazione del loro progetto. Ma sono servizi non già esistenti ma che devono ancora nascere e che esisteranno solo se daremo il via libera all'imprenditore, perché spesso sono servizi per i quali l'Amministrazione non ha i soldi o che realizzerà chissà quando. E il privato potrà andare avanti solo se sarà in grado di garantirli”.